Rispondi a: Pandemia influenza suina

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sev7n
Partecipante

[quote1254041486=bug]
Secondo me se il Ministero della Sanità autorizza una vaccinazione di massa ha buone ragioni di credere che la malattia dei suini è pericolosa per gli Italiani, per questo credo che farò vaccinare i miei figli al più presto, non mi perdonerei mai vederli morire per la mia negligenza, come potrei perdonarmelo se accadesse una simile tragedia? Come posso decidere io su ciò che i medici sanno per diretta conoscenza sul da farsi? Non ho ne ho le facoltà teoriche. #sudo
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da sempre i fatti valgono piu' delle parole

Influenza: a casa 23 alunni su 44
ma la scuola resta aperta. E allegra

Si continua a fare lezione senza allarmismi. Gli insegnanti applicano le regole di igiene come un gioco

La scuola elementare San Pietro in Frassino
ORTIGNANO RAGGIOLO (Arezzo) – La piccola scuola elementare è decimata. Si sono ammalati, per l’esattezza, 23 alunni su 44. E il virus è proprio lui, l’H1N1, quello dell’influenza suina, che è arrivato non si sa come non si sa perché sino nel paesino di Ortignano Raggiolo, 800 anime, ai piedi del Prato Magno, la grande montagna del Casentino, in provincia di Arezzo. Eppure la vera notizia è un’altra: la pandemia è arrivata, ha infettato presumibilmente il 50% degli scolari, e ciò nonostante si continua a fare lezione senza timori e allarmismi. Un miracolo, quello di Orignano, in un’Italia spesso terrorizzata dal virus, con istituti pronti alla blindatura al primo caso e piani di emergenza sanitaria. Alle elementari San Pietro in Frassino, la classica scuola di campagna immersa tra i pini e la macchia mediterranea toscana, le lezioni proseguono a tempo pieno. Con gli otto insegnanti (cinque maestre, una docente di inglese, una di musiva e un maestro di karate) che non rinunciano al tempo pieno e i bambini (quelli non influenzati) che ogni mattina arrivano mano della mano di mamma e babbo.

NESSUN ALLARMISMO – Genitori per niente allarmati e neppure incoscienti, perché prima di decidere di continuare a mandare i loro figli a scuola si sono informati con i medici, hanno chiesto un incontro con i responsabili dell’Asl di Arezzo, hanno organizzato i summit con gli insegnanti. «E soprattutto abbiamo parlato con i nostri figli – spiega Giuseppe Morrocchi, papà di un alunno di quinta – consapevoli che la A è meno pericolosa di una normale influenza e che con qualche accorgimento a scuola si va ugualmente senza problemi». Insomma, un problema di trasparenza. «Che abbiamo chiesto e ottenuto subito – racconta Chiara Celli, mamma di una bambina che frequenta la seconda elementare – quando il sindaco in persona è arrivato a scuola per dirci che c’erano stati alcuni casi accertati e, con l’aiuto di esperti, ci ha spiegato come dovevamo comportarci».

IL GIOCO CON LE REGOLO DI IGIENE – Il sindaco, Fiorenzo Pistolesi, sorride. «Sono loro ad

essere stati bravissimi. Genitori e insegnanti. Bravi a informarsi, approfondire la questione e persino a coinvolgere i bambini nell’emergenza senza stressarli, come se fosse un gioco». Già, il gioco. La maestra Maria Francesca Ciarchi è riuscita a far diventare attività ludica anche la pandemia. Non solo con il “gioco del cartellone”, un manifesto dove si insegnano con immagini e testo come comportarsi, ma persino con il “gioco della muchina” e del “lavamani”. «I bambini si divertono a lavarsi le mani e a disinfettarle di volta in volta– spiega l’insegnante -. Poi abbiamo spiegato loro come usare al meglio il fazzolettino quando arriva uno starnuto». Loro? Divertiti eseguono e sono sereni. L’altro giorno a scuola sono tornati due compagni ammalati. Tutti insieme hanno festeggiato. Altro che chiusura, l’influenza non fa paura.

http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_26/scuola-influenza-gasperetti_08795b80-aa9f-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml