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Anonimo

Questo articolo non l'ho trovato su un sito di informazione “alternativa, complottista ecc…….”. Questi sono i CARABINIERI………..

LE INSORGENZE TUMORALI IN AMBITO FORZE ARMATE

Vaccini pericolosi

Nel numero di febbraio 2008 della nostra rivista ci siamo cimentati in un intervento dallo stesso titolo alla ricerca di un chiarimento su questo argomento che sapevamo essere attuale, dibattuto, non definito: abbiamo cercato allora di dare un contributo di chiarezza nella ricerca delle cause delle insorgenze tumorali che nell’ultimo decennio almeno sono state constatate nelle Forze armate. Cause che, allo stato della conoscenza scientifica, sono per ora riconducibili all’uranio impoverito oppure alla inoculazione di vaccini. Dichiarando allora la nostra «non conoscenza» del fenomeno abbiamo cercato contestualmente di approfondirlo e volentieri abbiamo messo a disposizione dei lettori i risultati cui eravamo giunti, assolutamente non conclusivi, delle nostre ricerche sulle cause di queste troppo frequenti insorgenze tumorali in ambito militare. Avevamo tuttavia ben messo in evidenza come non ci fosse la certezza a nessun livello scientifico che le cause potessero essere ricondotte all’uranio impoverito e/o anche alla inoculazione dei vaccini, sui militari che potrebbe avere provocato un abbassamento delle difese immunitarie (è quest’ultimo il parere dell’oncologo Franco Nobili, presidente della sezione della Legatumori di Siena espresso nella relazione alla Commissione senatoriale d’inchiesta, nell’audizione del 26 luglio 2007). Con tutta l’onestà intellettuale di cui ci riteniamo dotati non avevamo allora espresso alcun parere su questo dilemma delle cause delle insorgenze tumorali ma, avendo individuato la mancanza di chiarezza definitiva, avevamo richiamato l’attenzione comunque sulla necessità urgente di tutelare i militari. Ed avevamo concluso il nostro intervento, scrivendo, in sintesi: esiste il fenomeno di presenza di contaminazioni in ambito militare ma è ancora tutto da chiarire quale ne sia l’origine e la causa. Ci pare comunque sia forte la volontà di chiarezza a tutti i livelli:
politici, civili e militari. Seguiremo il problema. E non abbiamo «mollato l’argomento» che infatti ora riapriamo con interesse essendo stati contattati dalla Signora Santa Passaniti, madre di Francesco Finessi, alpino, deceduto per un linfoma, che dopo avere letto il nostro articolo, ci ha chiesto di riportare le «sue» conclusioni.
La signora Passaniti sta combattendo da anni con tutte le sue forze per dimostrare che esiste correlazione (lei asserisce certa) tra il vaccino e la malattia che l’1 dicembre 2002 ha portato alla morte il figlio Francesco.
Con la determinazione che solo il dolore di una madre può mettere in campo Santa Passaniti, portavoce anche di altre famiglie colpite dallo stesso problema, negli anni, ha:

– contattato la Presidenza della Repubblica riuscendo ad illustrare personalmente le sue tesi al Prefetto Alberto Ruffo, consigliere per gli affari interni del Presidente Napolitano;
– scritto al Presidente del Consiglio Prodi, ed alle massime autorità istituzionali;
– scritto particolarmente al Ministro della Difesa Parisi;
– scritto alla Presidenza della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito;
– interessato diversi organi di stampa, ivi compreso «Striscia la notizia» (il relativo video è visibile in http://www.striscialanotizia.it del 20.11.2007).
Per rappresentare la sua tesi (l’attribuzione alla inoculazione dei vaccini della causa di insorgenze tumorali), basata principalmente sulle constatazioni che:
– il figlio non ha effettuato nessuna missione nei Balcani (zone d’impiego ove si ritiene comunemente siano state contratte malattie derivanti dal contatto o presenza di uranio impoverito);
– da specifiche analisi da lei richieste – sul sangue, sullo sperma di Francesco e su alcuni vaccini – è risultata una elevatissima quantità di detriti composti da metalli, gli stessi reperibili nei vaccini esaminati; – nel corso degli anni la somministrazione di vaccini è stata cambiata nella sua tipologia, senza che sia stata mai motivata la sostituzione;
– l’uranio produce effetti devastanti di contaminazione solo in tempi prolungati non compatibili con i brevi periodi di permanenza dei militari nei Balcani;
– sui militari di altri eserciti pure impiegati nei Balcani non sono state rilevate le stesse insorgenze tumorali.

Le conclusioni riferite dalla Signora Santa Passaniti sono le stesse da lei rappresentate in ogni possibile circostanza e da noi desunte dagli scritti da lei stessa a noi inviati ed in cui emerge una convinzione assoluta: le insorgenze tumorali sono ascrivibili ai vaccini. Noi non abbiamo alcun diritto di esprimere ancora una volta alcuna «sentenza» che sarebbe solo presunzione.
Ribadiamo che è la «Scienza» che deve pronunciarsi ed auspichiamo che lo possa fare in tempi brevi onde potere tutelare i militari in servizio e rendere giustizia ai tanti deceduti ed ammalati per insorgenze tumorali. Certo non abbiamo alcun diritto ma abbiamo sentito forte il dovere di riportare quanto a noi riferito dalla Signora Santa Passaniti. Così come sentiamo il dovere di divulgare, reiterando quella già riportata su altri organi di stampa nazionali e locali, la richiesta rivolta a tutti coloro i quali abbiano avuto a che fare con una vicenda simile alla sua di contattare la Signora Passaniti (al n. tel. 0533714779) come da lei esplicitamente richiesto ed autorizzato.

F.M

link: http://www.assocarabinieri.it/rivista/mag0830.htm