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Oscar GrazioliNuova vita per le cavie: a Monza nasce il centro di recupero per gli animali da laboratorioElogio della volpe, perseguitata dai cacciatori solo perché “nociva”Nuova vita per le cavie: a Monza nasce il centro di recupero per gli animali da laboratoriodi Oscar GrazioliSi chiama “La collina dei conigli” ed è un’associazione che si occupa degli animali che hanno subito esperimenti, prelevandoli dai laboratori e, dopo un’opportuna riabilitazione, cercandogli una famiglia che desideri adottarli.A Monza, davanti al sindaco e ad altri amministratori, è stato inaugurato il centro di riabilitazione più importante d’Italia per criceti, ratti, cavie e conigli sopravvissuti alla vivisezione. Confesso che, in passato, ho scritto il mio dissenso da questo tipo di operazione e spiego il perché. Sono stato, tanti anni fa, a visitare un centro dove ci si occupava di trapianto di reni sperimentale sulle scimmie, principalmente cercopitechi. Ho visto scene che per fortuna il tempo ha un pochino appannato nella mia mente e nei miei sogni, senza mai cancellarne. Inutile che le descriva, potete immaginarle.Quello che mi auguravo, quando ero là dentro, era che quelle povere cavie, che subivano inutilmente dolore, solitudine e angoscia morissero presto, il più presto possibile, perché meglio la morte di quanto stavo vedendo. Alla stessa stregua, ho sempre pensato che gli animali sottoposti a vivisezione (e con questo termine intendo la sperimentazione in laboratorio) non era giusto, sopravvivessero e una mano pietosa dovesse sottoporli ad eutanasia prima ancora che si svegliassero (almeno per quelli anestetizzati) dall’intervento. Anche gli animali ricordano il dolore e l’angoscia e, tra l’altro, non sono in grado di razionalizzarle, per cui gli riesce assolutamente incomprensibile intuire il perché a loro deve capitare tutto questo.Rileggendo, dopo qualche anno, quanto scrivono e descrivono i volontari della Collina e parlando con il caro amico Dr. Massimo Tettamanti (veterano della riabilitazione nelle cavie) mi devo ricredere. Almeno per un certo tipo di cavie e per certi esperimenti è giusto dare loro una seconda possibilità. Per quegli animali che vanno incontro a test, alla fine dei quali, possono essere ragionevolmente salvati è giusto un percorso di riabilitazione e, alla fine, magari una famiglia che li accolga. Li abbiamo sfruttati spesso oltre i confini del lecito (e quasi sempre inutilmente) ed è opportuno che, una volta usciti dagli stabulari, conoscano anche il lato buono dell’animo umano.Solo in Italia, ogni anno, muoiono nei laboratori di vivisezione centinaia di migliaia di animali, sacrificati inutilmente sull’altare di una scienza falsa e disonesta, perché la vera e reale sperimentazione di un farmaco inizia quando sono le cavie umane ad assumerlo. Ratti e cani hanno ben poco a che spartire con la fisiologia e le patologie dell’uomo. Si pensi poi alle migliaia di conigli accecati per testare la cremina antirughe, il rossetto o il dopobarba. Una vera follia, specie quando ci sono alternative a portata di mano. E sono soprattutto i conigli, animali timidi, schivi e paurosi a subire queste inutili torture e ad aver bisogno di un’accurata riabilitazione che gli permetta di tornare a vivere e dormire con serenità, magari tra le carezze di un bambino. Onore ai ragazzi della Collina dunque e tutto il mio aiuto. Spero anche il vostro.

28 gennaio 2011

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