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Medico omeopata
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Stop a vaccini vaiolo forse causa boom casi HIV anni'70 (?!!!)
La vaccinazione riduce di 5 volte la capacità di moltiplicazione del virus

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/05/18/visualizza_new.html_1793857688.html

RIFLESSIONI
E' abbastanza sconcertante che si facciano simili affermazioni per salvare la credibilità dei vaccini, ormai sempre più compromessa.
Dai dati che abbiamo a disposizione la realtà sembra completamente opposta a quella che ci vorrebbero far credere e cioè sarebbe stata la vaccinazione antipolio eseguita negli anni '50 in Africa a diffondere il virus dell'AIDS nell'uomo e abbiamo forti indizi che anche il vaccino contro il vaiolo potrebbe essere coinvolto nell'attivazione dell'HIV.

[u]Vaccino antipolio e HIV[/u]
L'ipotesi più comunemente accettata dalla comunità scientifica sostiene che il passaggio del SIV (il virus dell'immunodeficienza delle scimmie) dai primati non umani all'uomo, dove si è trasformato in HIV, si sia verificato durante un contatto casuale, un morso o forse un pasto, avvenuto in qualche angolo sperduto della foresta pluviale.
Ci sono invece forti sospetti che l'epidemia di AIDS possa aver avuto origine dalla contaminazione di un vaccino sperimentale contro la poliomielite chiamato CHAT, distribuito tra il 1957 ed il 1960 a un milione circa di africani in Congo, Ruanda e Burundi. I vaccini contro la poliomielite venivano infatti coltivati su cellule prelevate dai reni di scimmia e nel 1960 due scienziati, M.R. Hilleman e B.H. Sweet, scoprirono che nel 70% di colture effettuate sui reni di scimmia (poi usate per preparare il vaccino antipolio di Salk) per far crescere il virus della poliomelite era contenuto il virus SV-40, un virus saprofita nelle scimmie che diventa patogeno quando passa in altre specie animali (nell'uomo può causare diversi tipi di cancro, leucemia, mesotelioma e immunodepressione: tutti sintomi simili a quelli dell'AIDS). Poiché il virus dell'AIDS non fu scoperto che 25 anni dopo, era impossibile individuarne la presenza in provetta così come era impossibile rilevarla negli animali, dato che gli scimpanzé colpiti dal SIV spesso sono asintomatici. Inoltre esiste una fortissima correlazione tra le località in cui fu distribuito il CHAT e quelle in cui sono stati registrati i primi casi di contagio di HIV-1: una coincidenza pari all'85%. Se ne deduce quindi la concreta possibilità che siano state distribuite partite di vaccino prodotte con tessuti di scimpanzé, alcune delle quali contaminate dal virus.
Negli USA, dal 1955 al 1961 circa 100 milioni di persone furono vaccinate con il vaccino antipoliomelitico di Salk contenente il virus cancerogeno SV-40. Nel 2001 venne pubblicato uno studio che dimostrava che anche il vaccino di Sabin era contaminato dal virus SV-40.

[u]Vaccino antivaioloso e HIV[/u]
Il Times di Londra affermò anni fa che l'epidemia di AIDS sarebbe stata scatenata dalla campagna di vaccinazioni di massa, in particolare in Africa, che avrebbe sconfitto il vaiolo nel mondo. Su indiscrezioni di un responsabile dell'OMS si ritiene che sia stato il vaccino antivaioloso Vaccinia a risvegliare il virus HIV, che era “quiescente”. Tale teoria secondo il giornale è stata confermata da un episodio più recente avvenuto al Walter Reed Army Medical Center di Washington. Qui le reclute delle forze armate venivano ancora immunizzate contro il vaiolo nell'eventualità di una guerra batteriologica. Ebbene, un giovane di 19 anni, sino a quel momento in perfetta salute, nel giro di 15 giorni dalla vaccinazione ebbe attacchi di febbre, emicranie e sudori notturni; dopo 3 settimane venne ricoverato per una meningite, in breve manifestò altri sintomi dell'AIDS e morì. Non risulta che avesse precedenti omosessuali. La vicenda è stata riportata anche nell New England Journal of Medicine. Raccogliendo altre informazioni emersero sempre maggiori indizi a sostegno di questa tesi. Si spiegherebbe perchè non soltanto gli stati africani furono i più colpiti ma anche perchè il Brasile sia la nazione dell'America latina più devastata e perchè Haiti sia stata il canale di diffusione dell'AIDS negli USA. Durante la campagna di vaccinazione gli aghi venivano riutilizzati tra le 40 e le 60 volte; per sterilizzarli venivano passati su una fiamma (“Vaccinazioni perchè?” Macroedizioni, pag. 95-97). I dati in possesso indicano che i Paesi africani più colpiti dall'AIDS sono gli stessi in cui si svolsero i programmi di immunizzazione più intesivi e il Brasile è stato l'unico paese sudamericano compreso nella campagna; il programma riguardò anche 14 mila haitiani che lavoravano in Africa su iniziativa dell'ONU e che incominciarono a rimpatriare negli anni in cui l'isola era luogo di vacanza preferito degli omosessuali di San Francisco.
Il Dr. Robert Gallo, che per primo individuò il virus dell'AIDS in America ha detto al quotidiano: “Il legame tra il programma dell'OMS e l'epidemia in Africa è un'ipotesi interessante e rilevante. Non sono in grado di dire se realmente questo si sia verificato ma da anni sostengo che l'uso dei vaccini vivi, come quello contro il vaiolo, può attivare un'infezione quiescente, come l'HIV“.