Rispondi a: Melatonina – fonte della giovinezza

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windrunner
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Ho trovato questo che mi sembra abbastanza ben fatto…

MELATONINA: LUCI ED OMBRE (del Dott. Fabio Colombo)

D: Che cosa è la melatonina ?
R: La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola annessa al cervello, la pineale (detta anche epifisi) ed in minor misura da altri organi (retina, piastrine, intestino).
La ghiandola pineale servirebbe a sincronizzare il nostro orologio biologico (una struttura, situata in una parte del sistema nervoso centrale chiamata ipotalamo, che avrebbe il compito di coordinare i ritmi di diversi sistemi fisiologici) con le modificazioni ambientali (rappresentate ad esempio da variazioni del ciclo luce – buio, presenza di eventi stressanti o di agenti patogeni) per ottimizzare le capacità adattative del nostro organismo. Tutto questo sarebbe finalizzato alla difesa ed alla riproduzione della specie.
L'epifisi è in grado di tradurre gli impulsi nervosi provenienti da stimoli dell'ambiente esterno o interno in un messaggio di natura ormonale, rappresentato dalla produzione di melatonina.
Il principale fattore ambientale in grado di stimolare la ghiandola pineale è la variazione del ciclo luce – buio. La secrezione di melatonina è stimolata dal buio ed è inibita dalla luce. Pertanto i livelli di questo ormone nel sangue seguono un ritmo circadiano: sono bassi nelle ore diurne, aumentano nella prima parte della notte e raggiungono il loro massimo nelle ore successive alla mezzanotte.
Nell'uomo un ritmo circadiano della melatonina è presente fin dal 3° – 4° mese di vita; alla pubertà si verifica una transitoria caduta dei livelli notturni di questa sostanza; durante l'età adulta il ritmo di secrezione è presente fino alla senescenza, quando la sua ampiezza si attenua e la produzione di melatonina diminuisce.
D: Perchè oggi vi è tanto interesse intorno alla melatonina ?
Alcuni studiosi ritengono che la riduzione dei livelli di melatonina sia in qualche modo responsabile del fenomeno dell'invecchiamento e che pertanto la somministrazione di questa sostanza possa ritardare questo processo.
Vi sono ipotesi secondo le quali la diminuzione dei livelli di melatonina nell' età avanzata si tradurrebbe in un'alterata trasmissione di informazioni dalla pineale ai nuclei soprachiasmatici dell'ipotalamo (sede dell'orologio biologico). Questo comporterebbe la perdita della capacità di coordinazione dei ritmi dei diversi sistemi fisiologici con conseguente diminuizione della capacità di adattamento dell'organismo alle modificazioni ambientali e quindi un'aumento della suscettibilità dello stesso a diverse patologie quali infezioni, tumori e malattie degenerative; si avrebbe di conseguenza un'accelerazione di tutti i processi che portano ad un invecchiamento precoce.
Va inoltre ricordato che la melatonina è una potentissima sostanza antiossidante in grado di rimuovere i radicali liberi, che contribuiscono al processo dell'invecchiamento attraverso i danni da essi causati alle cellule, e di inibire la loro formazione. Questa azione avrebbe un ruolo protettivo in particolare riguardo allo sviluppo di lesioni gastriche e della cataratta. Questa proprietà, unitamente al ruolo modulatorio di questo ormone su quasi tutti i sistemi biologici, permette di prendere in considerazione un trattamento con melatonina di patologie apparentemente molto diverse tra loro ed a carico di quasi tutti gli apparati dell'organismo.
D: Al di là di questa affascinante ipotesi vi sono attualmente possibili impieghi terapeutici di questo ormone nella pratica medica ?
Sicuramente la somministrazione di melatonina al momento di coricarsi può normalizzare i ritmi del sonno senza produrre la dipendenza e gli effetti indesiderati degli psicofarmaci. Questa azione sarebbe legata ad una diminuzione della temperatura corporea ed alla modulazione dell'attività del sistema nervoso centrale e l'associazione con le benzodiazepine, farmaci usati frequentemente per il trattamento dell'insonnia, ne potenzierebbe i benefici.
Un altro utile impiego di questo ormone si ha nel lavoro a turni e soprattutto nella “sindrome da jet lag”, quel complesso di disturbi conseguente a variazioni acute del ciclo luce – buio, come ad esempio dopo un volo transcontinentale. Si ritiene che questo fenomeno sia dovuto al fatto che il ritmo circadiano della melatonina si riaggiusta, in accordo con il nuovo orario di vita, solo dopo una decina di giorni. La somministrazione temporizzata (dal giorno prima della partenza al quarto giorno dopo l'arrivo, secondo schemi prefissati a seconda della direzione del volo e della differenza di fusi orari tra la località di partenza e quella di destinazione) di melatonina sarebbe pertanto in grado di alleviare questi sintomi.
Un terzo campo di applicazione della melatonina è la terapia dei tumori. Vi sono studi, effettuati su una casistica di oltre 200 pazienti portatori di tumori solidi in fase avanzata non più responsivi alle terapie convenzionali o intolleranti ad esse, che dimostrano che l'associazione di questo ormone con l'interleukina – 2, un composto naturale prodotto dal sistema immunitario, amplificherebbe l'attività antitumorale di questa sostanza. Inoltre la somministrazione di melatonina permetterebbe l'uso di dosi minori di interleukina – 2 e renderebbe quindi più tollerante il trattamento immunoterapico riducendone gli importanti effetti indesiderati.
L' effetto antineoplastico della melatonina è in parte dovuto ad una stimolazione del sistema immunitario; questo giustificherebbe l'impiego di questo ormone anche in soggetti sottoposti a stress. L'azione antitumorale è in realtà il risultato di molteplici effetti biologici di questa sostanza, l'applicazione della quale nella cura del cancro non deve pertanto essere vista in antitesi rispetto ai trattamenti convenzionali ma in aggiunta e ad integrazione di essi.
Vi sono infine altre possibili applicazioni cliniche della melatonina meritevoli di ulteriore approfondimento.
Tra le più interessanti occorre ricordare l'impiego di questa sostanza nella contraccezione. E' infatti noto l'effetto inibitorio di questo ormone sulla produzione ipofisaria di gonadotropine, gli ormoni che controllano la funzionalità dell'ovaio e del testicolo. E' attualmente in studio un contraccettivo composto da un progestinico associato ad alte dosi (75 – 300 mg) di melatonina. Questa associazione avrebbe meno effetti indesiderati (soprattutto a carico del sistema vascolare) della classica “pillola” (composta da un estrogeno più un progestinico) ed avrebbe un'azione protettiva nei confronti del carcinoma mammario.
Vi sono numerose patologie neuropsichiatriche (sindromi depressive, schizofrenia, autismo, epilessia, demenza, alcuni tipi di cefalee, ecc.) che potrebbero trovare giovamento dalla somministrazione esogena di melatonina in quanto in esse sono state descritte alterazioni del ritmo della secrezione di questa sostanza con riduzione del picco notturno. Recenti studi, infine, hanno riportato un'azione antiaggregante a carico delle piastrine ed una diminuzione dei livelli di colesterolemia e, in pazienti con sarcoidosi polmonare, una completa scomparsa del quadro clinico dopo trattamenti con melatonina.
D: In che dosi, quando e per quanto tempo dovrebbe essere assunta la melatonina ?
Parametri quali la dose, l'ora della somministrazione e la durata ottimale del trattamento non sono ancora stati ben definiti. E' tuttavia importante sottolineare l'efficacia delle recenti preparazioni a lunga durata d'azione, la cui emivita nel sangue periferico è di circa 6-8 ore contro le 3-4 delle preparazioni più comuni.
In linea di massima si può dire che per quanto riguarda il trattamento dell'insonnia e della “sindrome da jet lag” possono essere consigliate dosi variabili da 0.1 a 10 milligrammi al giorno, mentre nella terapia antineoplastica le dosi utilizzate devono essere di circa 20 mg al giorno.
Per quanto riguarda l'ora della somministrazione è di fondamentale importanza che l'ormone venga assunto tra le ore 22 e le ore 23; l' assunzione mattutina non solo è inefficace ma può addirittura provocare effetti nocivi.
Come già detto anche la durata ottimale del trattamento non è ancora stata stabilita. Sulla base di esperimenti svolti recentemente si ritiene la sostanza debba essere assunta per 21 – 28 giorni consecutivi seguiti da una settimana di sospensione.
Un discorso a parte merita la terapia della “sindrome da jet lag”: a questo proposito esistono vari schemi ma dal punto di vista pratico è sufficiente assumere la melatonina circa mezz'ora prima di coricarsi una volta arrivati a destinazione, sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno.
D: Che cosa ci può dire riguardo alle controindicazioni e agli effetti indesiderati della somministrazione di melatonina?
Negli esperimenti finora effettuati (sono stati somministrati fino a 6.6 grammi al giorno di melatonina per 35 giorni) gli unici effetti collaterali rilevati sono stati cefalea, vertigini, prurito, nausea, crampi addominali ed aumento del senso di affaticamento.
Non si può dire ancora niente invece sugli effetti indesiderati di trattamenti a lungo termine; in particolar modo occorre valutare l'effetto della somministrazione di melatonina sulla funzione riproduttiva.
E' infine giusto dire anche che l'associazione di melatonina con antidepressivi potrebbe scatenare crisi di panico e che in animali infettati con un virus leucemogenico per un particolare tipo di cellule, i linfociti T, questo ormone ha accelerato lo sviluppo della malattia.
In definitiva non esistono vere e proprie controindicazioni all'uso della melatonina, ma essenzialmente delle regole di prudenza che sconsigliano l'utilizzo di questa sostanza nei bambini, nelle donne in gravidanza, nell'allattamento, nei pazienti con malattie autoimmunitarie o gravi sindromi allergiche ed in quelli con ipotiroidismo non compensato, oltre che naturalmente prima di mettersi alla guida.
D: I livelli di melatonina nel sangue possono essere modificati dai farmaci più comunemente usati ?
Vi sono diverse classi di farmaci che sono in grado di determinare variazioni dei livelli plasmatici di questo ormone: beta-bloccanti, anti-infiammatori non steroidei (FANS), calcio-antagonisti, benzodiazepine, corticosteroidi ed antidepressivi sono le sostanze maggiormente implicate.
D: In conclusione, che consiglio può dare a chi volesse assumere la melatonina ?
Il primo consiglio da dare è senz'altro quello di non considerare questa sostanza la panacea universale o un elisir di lunga vita e di farne pertanto uso in modo indiscriminato.
Il paziente dovrebbe poi sempre consultare un medico, tanto meglio se con un po' di esperienza in questo campo, per la valutazione del rapporto rischio / beneficio di un eventuale trattamento e per definire le modalità dello stesso.

http://www.poliambulatorio.org/d_colombo_melatonina.html

Continua a rimanere interessante! :bay: