Rispondi a: Melatonina – fonte della giovinezza

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maraxma
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http://www.melatonina.it/articoli/774-2013-09-30.html

Il delirio scientifico del ministero

Il Regolamento (UE) 432/2012 mi sembra delirante perché considera la dose di melatonina per facilitare il sonno uguale per tutti.

Neppure i topi sono nati tutti uguali: Stagnaro Sergio.
Not all mice are created equal! BioMedCentral Physiology, 3 December, 2009.
http://www.biomedcentral.com/1472-6793/9/21/comments#384660;
Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2013).

Quantum Biophysical
Semeiotics Constitutions play a central Role in Single Patient Based
Medicine. Journal of Quantum BiophysicalSemeiotics, http://www.sisbq.org,
http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbsspbm.pdf .

Inoltre, leggendo la Gazzetta si ha l\'impressione che gli ESPERTI non conoscano altre effetti e meccanismi d'azione della Melatonina!
A mio parere siamo al delirio scientifico.
Sergio Stagnaro.

Melatonina, citochine pro-infiammatorie e regolazione del sonno.

(Sergio Stagnaro)

Introduzione.

Da oltre venti anni sappiamo che anche il sistema immune sintetizza una classe di peptidi, citochine, che svolgono un ruolo primario nell’informare il cervello della presenza di un processo infiammatorio in evoluzione nei tessuti periferici (1). Tra altre reazioni cerebrali alle citochine pro-infiammatorie o agli agenti che ne stimolano la produzione, osserviamo caratteristiche alterazioni del sonno con la prevalenza del sonno non-rapid eye movement (NREMS). In realtà, le citochine fisiologicamente influenzano il tipo del sonno, che appare modificato in condizioni patologiche perché gli alti livelli di citochine aumentano l’attività di questi meccanismi regolatori del sonno.
Lo scopo di questo articolo è quello di analizzare l’azione della melatonina nelle situazioni di patologico incremento delle citochine pro-infiammatorie alla luce della vasta letteratura esistente sul ruolo dell’interleuchina-1 (IL-1) e del fattore della necrosi tumorale-a (TNF-a) nella regolazione del sonno e nella interazione con il releasing hormone dell’ormone della crescita (GHRH) e di quello dell’ACTH (ACTH-RH), sui quali la melatonina (Mel) svolge un’azione di controllo, come da noi dimostrato clinicamente (2, 3).

Melatonina e citochine pro-infiammatorie.

In precedenti lavori ho dimostrato clinicamente che esistono stretti legami tra il sistema immune ed il sistema nervoso centrale, e più esattamente con il sistema psico-neuro-endocrino-immunitario (PNEI), le cui alterazioni, da noi descritte, rappresentano la base del Terreno Oncologico (2, 3) (V. il sito http://www.semeioticabiofisica.it).
Una manifestazione della intima relazione esistente tra il sistema delle citochine e il sistema PNEI è rappresentata dalle modificazioni del comportamento del sonno (eccesso di sonno) che si osservano negli episodi febbrili nel corso di malattie infettive. A questo proposito ricordo che la melatonina regola la temperatura del corpo (Molecular Biology of Caloric Restriction
Edition by Ronaldo Luiz Alonso (Gandhi)
http://www.ronaldoalonso.hpg.ig.com.br/cr/mol_biol_all.htm).
E’ ormai noto che parlare di sistema nervoso “autonomous”, terminologia ancora usata dagli autori anglosassoni, non ha senso alcuno e che il sistema immune è una componente di un sistema più complesso, appunto il sistema PNEI (2, 3, 4), dove i vari sotto-sistemi sono interagenti (5). Inoltre, per la prima volta clinicamente, ho dimostrato che la melatonina (Mel) stimola la produzione anticorpale nel MALT, BALT, CALT o Cerebral (system) Associated Lymphatic Tissue e modula l’attività dei centri neuronali dei differenti releasing hormones (2, 6), in accordo con ricerche di altri autori, condotte però con metodiche sofisticate (7).
La febbre è la prima risposta del cervello messa in relazione con i mediatori umorali. In realtà, dalla ricerca sui pirogeni endogeni, in particolare sull’IL-1, prese l’avvio una ricca ricerca sul concetto delle citochine finalizzata a purificare e clonare questa sostanza, sintetizzata in risposta ai componenti della parete cellulare dei batteri, come l’endotossina (8, 9). Come dimostra anche la comune esperienza clinica, la febbre è ipnogena a causa appunto di citochine pro-infiammatorie come la IL-1, IL-8 e il TNF-a (10). Interessante è l’insorgenza di anoressia e della sintesi delle Proteine della Fase Acuta di origine epatica, come pure le varie risposte endocrine, evidenziate da noi clinicamente (2) (V. il sito citato), in conseguenza delle citochine pro-infiammatorie (11, 12).
In numerosi studi sugli animali, è stato dimostrato che sono sufficienti piccole quantità di IL-1b somministrati all’interno del cervello di ratti per ottenere in 15 minuti la soppressione del sistema immune (13). Inoltre, con minimi dosaggi di citochine, nelle identiche condizioni sperimentali, è stato dimostrato che la IL-1b induce nei ratti febbre e sonno NREMS entro 30 minuti, con reazioni dipendenti dall’ora dell’intervento (14). Analoghi risultati nell’animale sono stati ottenuti con il TNF-a (15). Appare interessante che in topi knockouts per i recettori dell’IL-1 e del TNF-a il sonno NREMS è alterato, evidenziando la funzione di regolazione del sonno di queste sostanza in assenza di infiammazione (16, 17). Infatti, l’inibizione farmacologica delle citochine impiegando anticorpi specifici o i loro recettori solubili, oppure, nel caso della IL-1 antagonisti dei recettori di questa citochina, il sonno fisiologico è ridotto (13, 14). Inoltre, citochine anti-infiammatorie, che notoriamente inibiscono la produzione di IL-1 e/o TNF, come le IL-4, IL-10, IL-13 ed il TGF-ß, inibiscono il sonno fisiologico; nei ratti, durante il periodo del sonno i livelli di RNA messaggeri di queste ultime citochine sono elevati (18, 19).
Durante la perdita di sonno, alcuni ricercatori hanno dimostrato nell’uomo livelli aumentati di TNF- , del recettore solubile del TNF receptor, e della IL-1ß (20). Accanto a ciò, nei soggetti normali, i livelli circolanti di TNF-a variano con l’attività delle onde lente dell’EEG (21).
Per riassumere quanto scritto, tralasciando di analizzare i dati ancora provvisori circa i meccanismi d’azione delle citochine ipnogene (aree regolatrici del NREMS della zona pre-optica ipotalamica e basale frontale; il centro del GHRH, implicato nella regolazione del sonno, ecc.), possiamo affermare che la Mel, ormone regolatore del sonno per eccellenza, interviene anche nell’attività delle citochine infiammatorie e nella loro modulazione, come da noi dimostrato clinicamente (2, 3), prospettando nuove ed interessanti indicazioni nelle forme infiammatorie in considerazione della sua aumentata produzione in queste condizioni patologiche e della sua azione anti GH-RH.
Melatonina e regolazione ormonale del sonno.

Esiste una sicura relazione tra il livello plasmatico di alcuni ormoni ed il ciclo sonno-veglia (22), anche se l’azione ormonale nella regolazione del sonno è certa per il GHRH e il VIP, che svolgerebbero il loro ruolo di neurotrasmettitori e ormoni autocrini e paracrini all’interno del cervello, piuttosto che mediante le loro azioni ormonali (16). In base a studi da me condotti, la Mel frena l’attività sia del GH-RH che del GN-RH: la somministrazione di Mel (o la semplice chiusura degli occhi) provoca attivazione micro circolatori dissociata – patologica – nel centri del GH-RH e dell’FSH-RH. Inoltre, l’iniezione intramuscolare di triptorelina (3,75 mg.), un analogo del GN-RH naturale, stimola significativamente la produzione di Mel (= attivazione microcircolatoria attivata tipo I nell’epifisi e durata della secrezione dell’ormone di 33 sec.).
Esperienze nell’animale (ratti, conigli e topi) e nell’uomo dimostrano che il GH-RH incrementa il sonno NREMS (16). Tuttavia, è verosimile che la provocazione del sonno REMS sia la conseguenza del rilascio ipofisario dei GH, indotto da GH-RH, perché in ratti ipofiseectomizzati il GH-RH incrementa soltanto il sonno NREMS, il solo che nei ratti normali viene stimolato anche microiniezioni intra-ipotalamiche (23). Almeno negli animali, il contenuto ipotalamico di GH-RH è associato alla facilità a prendere sonno, paradossalmente modulato dall’azione della Mel, secondo le nostre esperienze cliniche. Appare interessante che nelle malattie infettive, la Mel aumenta contrastando anche la stimolazione IL-b indotta del mRNA del GH-RH e del recettore del GH-RH; in altre parole, vi sono numerose evidenze dell’interessamento del GH-Rh nella regolazione del sonno NREMS e della stretta relazione con i meccanismi ipnogeni della IL-1.