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brig.zero
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NO GLOBAL DISTRUGGONO IL CAMPO DI MAIS DI VIVARO. È POLEMICA.

L'agricoltore, Giorgio Fidenato, aveva annunciato nei mesi scorsi di voler coltivare Ogm malgrado i divieti. Il ministro Galan: “Squadristi”. Il governatore Zaia: “Hanno fatto bene”.
Giorgio Fidenato

MILANO – Sono entrati nel campo e hanno distrutto, calpestando le piantine, la coltivazione di mais dell'imprenditore agricolo Giorgio Fidenato che nei mesi scorsi aveva annunciato di seminare mais geneticamente modificato nonostante il divieto di semine ogm in Italia. È successo ieri in Friuli Venezia Giulia a Vivaro (Pordenone): protagonisti dell'azione una settantina di no global appartenenti ai Centri Sociali del Nord Est e dell'associazione YaBasta.

LA POLEMICA. Il blitz ha scatenato una bagarre politica tra il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, e il governatore del Veneto e suo predecessore Luca Zaia. Di “azione di violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso”, parla Galan. Di tutt'altro parere Zaia: “È stata ripristinata la legalità. Non bisogna confondere i fatti con i principi: abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione”. Ma Galan ribatte: «Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi» aggiunge il ministro che nei giorni scorsi ha inviato dei tecnici sui campi incriminati.

LEGA. “Galan si decida a prendere una posizione: sugli ogm non dice niente e, con il suo comportamento, apre una strada come ha fatto con gli animali clonati, il latte e la carne. Il ministro batta un colpo così sappiamo cosa vuol fare”. I senatori della Lega Nord in commissione Agricoltura del Senato, Gianpaolo Vallardi ed Enrico Montani, criticano il comportamento del titolare del dicastero di Via XX Settembre dopo l'ultimo episodio relativo all' irruzione da parte dei no global nel campo Ogm in provincia di Pordenone.
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-53522120-dcbb-4038-950d-fe8b754d2e70.html
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Ogm in Friuli. Multa a Fidenato #fisc
25 mila euro di multa e la confisca e la distruzione dei prodotti del campo di Fanna (Pordenone) dove è stato seminato il mais ogm. “Giustizia troppo lenta”. Il giudice per le indagini preliminari di Pordenone ha imposto una multa e ha ordinato la distruzione delle colture transgeniche al centro della querelle da aprile al centro dell'attenzione pubblica.
In estate, dopo che la procura di Pordenone aveva avviato un'inchiesta, Greenpeace fece analizzare il mais transgenico rinvenuto in due campi in provincia di Pordenone, ottenendo la conferma che si trattava del Mon 810, prodotto dal gigante del biotech Monsanto e bandito in diversi paesi europei.Il 30 luglio, poi, dopo aver denunciato per giorni la piantagione “illegale”, i militanti ambientalisti compirono un blitz su uno dei due terreni per distruggere le piante. Giunti finalmente i riscontri scientifici arriva la sentenza del giudice: si tratta del Mon 810. La Gip di Pordenone Piera Binotto ha disposto dunque una multa da 25mila euro più la confisca e la distruzione dei prodotti. Questione chiusa? “I legali hanno 15 giorni per opporsi… adesso inizia la vera battaglia legale”, ha detto Fidenato in una dichiarazione audio sul sito del suo cosiddetto movimento. Tra le reazioni, quella di Federica Ferrario, responsabile ogm per Greenpeace: “finalmente si riporta la legalità in Friuli e si pone fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi, che durava ormai da mesi”.

Per il presidente di Aiab Andrea Ferrante “i danni di queste semine vanno ben al di là dei campi incriminati e bisognerà valutare attentamente quanto siano state le contaminazioni provocate da questi campi e i danni all'immagine dell'agricoltura di qualità e biologica del Friuli”. “La decisione del Gip di Pordenone – conclude – dimostra come il caso Ogm in Friuli sia stato gestito in maniera veramente superficiali dalle autorità giudiziarie”.

http://it.greenplanet.net/index.php?option=com_content&view=article&id=%09%09%09%09%0926532


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