Rispondi a: Alla ricerca dei MISTERI

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#5945

sephir
Partecipante

[quote1313149576=Nuzzi]
[quote1313110648=brig.zero]
:fri: mi piace questa domanda ? a suo tempo me l'ero posta :hehe: … e come tale non posso spiegartela [color=#0033ff]in breve [/color]… ci sono
gli insegnamenti per questo … :fri:
[color=#0033ff]la Realtà è Ciò che è[/color]

[/quote1313110648]

Te possino ….:fri:

Allora facciamo così: ti spiego in brevissimo il motivo per cui credo che il karma non sia necessario alla percezione del'Uno e tu mi dici dove, secondo te, o secondo gli insegnamenti, è l'errore.

Semplificando alla grande possiamo dire che il karma è quella legge che dice che se ti comporti “male” allora accumulerai karma negativo e ti rincarnerai ancora mentre il “bene” sta nel non accumulo del karma e quindi nell'uscita dal ciclo di reincarnazioni.
Per accettare questo concetto è necessario conoscere cos'è il bene e cos'è il male per differenziarli e per saper scegliere una cosa rispetto ad un'altra.
Ora la domanda: ma se la “divinità” è l'Uno è, per definizione, sintesi degli opposti, quindi, nel nostro caso, bene e male CONTEMPORAMENTENTE, cosa gliene importa se l'uomo si comporta bene o male?

[/quote1313149576]

Senza il karma l'uomo non imparerebbe quello che tu e noi stiamo appunto percependo appena: l'esistenza di un interrelazione assoluta fra le parti relative (se fai del “male” “bene” a tizio ne risentirà caio oltre a pinco che sono io, quindi lo vuoi capire, pinco, che sei collegato agli altri si o no?), l'illusione di essere separati la cui mancanza di comprensione reale ci porta ad agire come se fossimo sempre nuclei a se stanti che devono guerreggiare per la propria incolumità, esistenza, necessità… la coproduzione condizionata o genesi interdipendente nel buddhismo spiega efficacemente il perchè siamo arrivati a questo: siamo all'interno di un circolo che possiamo convenzionalmente far partire dall'ignoranza, che porta ad agire contro il proprio (altrui /tutto) interesse.

In generale, anche in occidente il concetto di peccato avrebbe un'origine positiva in vista di allineare l'uomo verso una libertà più ampia di quella che siamo portati a credere tale: come a un bambino va detto ” non ficcare le dita nella presa” così è necessario ricordare all'uomo ciò che nel profondo ha già scritto a caratteri cubitali “non uccidere” “non rubare” “non desiderare la play station del tuo compagno di banco” etc etc… karma è in sostanza l'avvertimento ” guardate che fin quando non tornate a seguire lo spirito che siete ogni azione squilibrata vi radicherà nell'illusione prolungando la necessità che voi stessi riequilibrate il tutto che avete smosso con le vostre azioni un pò squilibratucce”… e non è un Dio con la barba a doversene fregare di noi , come dice Nuzzi “se il tutto è tutto che gliene frega del bene e male?” NIENTE!

Ma quel tutto siamo noi, ed è esattamente quando lo ricordiamo che improvvisamente anche noi, diventando per un attimo o per sempre il Tutto, smettiamo di “fare” quello che chiamiamo male, perchè come hai detto tu “il tutto non fa distinzione fra bene e male”, ma soprattutto va OLTRE IL BENE E IL MALE, perciò anche noi come esseri andremmo oltre tale confine tipicamente ignorante e ogni azione la vedremmo (immagino) come dall'alto in tutta la sua futilità… capiremmo insomma che c'è un motivo per cui siamo infelici! ci siamo dimenticati chi siamo! Scordati! come?? (e qui numerose teorie)
Non avrebbe più significato fare o non fare una cosa sbagliata, vai oltre ciò e l'azione sarà dettata non da te piccolo uomo infuriato con se stesso…

é esattamente quando realizziamo totalmente e interiormente (e non solo a parole come noi ancora riusciamo a fare) la verità dell'essenza unica e dell'interdipendenza di ogni cosa, quando non misuriamo più la realtà con occhi oppositivi e vediamo Dio negli occhi di ognuno, come nei nostri, come fossero un solo grande sguardo, allora il karma, il processo di causa effetto temporale diventa inutile come tu affermi.
Certo ne avrai accumulato e andrà consumato, ma è certo che una volta arrivato alla visione del tutto non ci vorrà molto per compensarlo.

fin quando poi ragioniamo sulle verità ultime (come faccio ora), queste staranno lontane da noi (secondo il mio parere, sempre bello razionale).

non a caso per raggiungere la realtà vera (samadhi, satori, nirvana) il processo non passa per sottili disquisizioni pur profonde, ma tramite vie complesse (complesse per noi in prigione) che disciplinino mente corpo e spirito e facciano ritornare la giusta visione della realtà (e chiamarla così immagino sia limitante per i molti che in silenzio nel mondo, senza dirci nulla, sono ritornati ad essere spirito)

Senza le botte karmiche non riusciremmo evidentemente ad un certo punto a svegliarci, cosa che accadrà a tutti prima o poi (questa è la mia speranza).

Ovviamente ora vi ha parlato il mio ego. Presuntuoso e ignorante com'è vorrebbe aver capito qualcosa… ma mò lo frego e vi scrivo che “so di non sapere”… ecco mi sono salvato in corner… 🙂