Rispondi a: Giù le mani dai bambini

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Anonimo

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La giornata mondiale dell’Infanzia

di Maria Elena Marinucci – Nell’approssimarsi della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, mi fa piacere ricordare e condividere con voi, questa importante ricorrenza. Il “pianeta infanzia“ ha richiamato, da sempre, l’attenzione di tanta gente sensibile alle problematiche dei più piccoli, tutelandone la crescita psico – pedagogica ed intellettiva. Pienamente convinta che loro, inestimabile valore da preservare, debbano essere rispettati, ascoltati, accolti e messi al centro di ogni nostra azione. E’ necessario, formarli ed istruirli al rispetto, all’educazione quali fondamenti di preparazione per affrontare la vita e le sfide, con serenità e coraggio, forti del proprio bagaglio culturale. Viviamo, all’inizio del terzo millennio, una sfida tecnologica dominata da internet che fornisce sì, ampie vedute e facilità di scambi interculturali e commerciali, ma spesso e volentieri si rivela anche un pericolo, un’insidia, a volte sottovalutata dall’ingenuità e dall’inesperienza di tanti ragazzi che, senza alcun controllo degli adulti, ne fanno uso. Non possiamo e non dobbiamo altresì ignorare, che c’è molto da fare, nel contesto internazionale e nel nostro Paese, affinché ogni bambino goda di una speciale protezione, sia attraverso disposizioni legislative che provvedimenti, atti a garantirgli facilitazioni necessarie perché possa vivere, in modo sano e normale, intellettualmente e socialmente la propria condizione: di dignità e libertà. A questo fine, l’interesse dei bambini deve essere determinante, preservandoli da ogni forma di crudeltà e sfruttamento e mettendoli in condizioni di non essere oggetto di mercato, sotto qualsiasi forma. Il 20 novembre di ogni anno si celebra la giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, istituita dall’ONU nel 1989, cui hanno aderito ben 193 paesi, escluse l’Africa e la Somalia; con gli impegni presi e rinnovati ogni anno, molti passi avanti sono stati fatti in merito a questo delicato problema. In molte Nazioni,

anche quelle più civilizzate, troppi sono ancora “i diritti negati”, le violenze, le dimenticanze e i tanti soprusi che li condannano ad essere considerati: i dannati della terra! Codesta Convenzione, è uno dei mezzi più importanti e completi, per la tutela e la promozione di tali diritti; infatti essa ne raccoglie una vasta gamma ed è uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad evidenziare tutti gli sforzi compiuti in 50 anni, a difesa dei bambini. Dobbiamo batterci, per eliminare qualsiasi situazione di difficoltà e sofferenza in ogni angolo del mondo, seguendo il principio della non discriminazione, dell’interesse superiore degli adolescenti, del diritto alla vita e alla sopravvivenza. In questo periodo di crisi, di contraddizioni sociali e carenze ambientali di diverso genere, da madre di due bambini, avverto forte il richiamo di tanti piccoli senza voce, che hanno il sacrosanto diritto ad una sana alimentazione, alla salute e all’istruzione. Doveroso ed importantissimo il ruolo della scuola, luogo di studio, di crescita, d’integrazione e dialogo tra più culture, dove dovrebbero convivere, nel rispetto e nella solidarietà, diverse etnie. Non abbiate timore se il compagno di banco dei vostri figli è un bambino dal colore della pelle diverso, ma cerchiamo di amalgamarli tutti, senza alcuna differenza, affinché procedano, serenamente, verso quel clima di distensione e fratellanza tra i popoli, nel pieno rispetto ed in armonia, con i principi sanciti dalla Commissione internazionale sui Diritti dell’infanzia. Tante sono le meritorie associazioni vicine ai bambini nel contesto nazionale, europeo e mondiale: l’Unicef, Shave the Children e Telefono Azzurro, che interagiscono insieme a una miriade di altre organizzazioni, con altruismo e generosità, sottraendo il loro tempo libero, al divertimento, alla famiglia per donarlo a tanti fanciulli meno fortunati che vivono situazioni di sofferenza e difficoltà. Seguendo la freddezza numerica, riportata in una statistica pubblicata recentemente dall’Unicef, risulta che nel mondo ci sono: 11 milioni di bambini che muoiono ogni anno prima di aver compito 5 anni a causa di malattie facilmente debellabili quali polmoniti, morbillo, tetano, tubercolosi e malattie intestinali; 200 milioni di bambini sotto i cinque soffrono di malnutrizione, non hanno cibo a sufficienza per la sopravvivenza di base;ed uno su 6 nasce sottopeso; 123 milioni di bambini che non hanno mai frequentato la scuola oppure gli è impedito di frequentarla. In maggioranza sono bambine; 150 milioni di bambini che lavorano quotidianamente sottopagati o solo per un pezzo di pane; 600 milioni di bambini, cioè un quarto di quelli di tutto il mondo,che vivono in condizioni di estrema povertà; 2 milioni di bambini che sono morti, nel corso dello scorso decennio, a causa delle guerre; 20 milioni che sono stati costretti a fuggire dalle loro case; 300 mila che sono stati rapiti o sono stati obbligatoriamente reclutati come soldati.

I più colpiti sono quelli africani, asiatici e del Medio Oriente; 130 milioni di donne che hanno subito, da bambine, mutilazioni sessuali e ogni anno altri due milioni di bambine che le subiscono; oltre 1 milione di bambini che ogni anno sono vittime del traffico minorile, vengono venduti come schiavi, costretti a subire abusi psicologici e fisici e obbligati alla prostituzione come vittime del monopolio dei pedofili.

Non possiamo rimanere indifferenti, di fronte a questa cruda e disarmante realtà e nemmeno verso la violenza sui minori, che dovrebbe essere punita come un crimine contro l’umanità e laddove, se ne ravvisassero dei casi, tutti dovremmo esigere il massimo della pena; un bambino offeso, umiliato e, ancor peggio, violentato, è un essere umano ferito anche nell’anima! Non vorrei essere fraintesa, né accusare nessuno, poiché non ne ho i requisiti né la facoltà, ma una grande responsabilità grava, anche sui preti pedofili che si sono macchiati di reati così infamanti, verso i quali la chiesa ha espresso un’unanime condanna. Occorre necessariamente impegnarsi, a far attuare tutte quelle politiche dell’infanzia che salvaguardano e proteggono tanti fanciulli, garantendo loro, un futuro migliore. Oggi potrebbe capitare a un bambino sconosciuto ma, è bene ricordare, che nessuno ne è indenne! Credo che i bisogni espressi dalla sofferenza umana, siano talmente infiniti che lo Stato, da solo fatica a fronteggiarli. Ecco perché, se il volontariato esprime la scelta del Bene, senza cui ogni società è destinata a declinare, sarebbe un grande gesto se tutti tendessimo una mano a coloro che hanno bisogno d’aiuto, rivolgendoci, ad esempio, all’Istituto delle “Adozioni a Distanza” predisposte e attive nel campo dell’istruzione ed idonee a fornire, da sempre, condizioni di vita più civili ed umane. Aiutare i bambini è la più nobile qualità che ogni essere umano possa esprimere in quanto, essi sono, i protagonisti del futuro e, auguriamoci, le nostre piccole ali che voleranno, alte, domani!