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Anonimo

http://www.byoblu.com/post/2012/01/17/Non-abbiamo-abbandonato-i-bambini.aspx#continue

Non abbiamo “abbandonato” i bambini

Oggi pomeriggio, su questo blog, è apparso un commento al post Quei bambini “abbandonati” nel miniclub della Concordia. Il commento è di Giovanni Lazzarini, che si qualifica come “children animator” del Costa Concordia, in servizio la sera del naufragio. La sua testimonianza sembra attendibile, sia per il livello di dettaglio, sia perché arrivata in concomitanza con altri commenti di animatori che da una rapida ricerca sembrano essere stati effettivamente presenti sul Concordia.

Il racconto di Giovanni va in senso inverso rispetto a quello di alcuni genitori riportato dai media mainstream nei primi momenti dopo l'incidente, cui su questo blog ci si è comunque riferito usando il condizionale e le opportune forme ipotetiche. Nell'attesa di avere ulteriori elementi per capire se le parole di chi ha rilasciato le prime dichiarazioni fossero dettate dalla concitazione del momento e non dall'effettivo svolgersi dei fatti, eccovi il suo racconto.

Colgo l'occasione per invitare chiunque altro abbia vissuto quei momenti a raccontarci la sua esperienza, soprattuto gli animatori e i genitori dei bambini a loro affidati, che possono considerare questo spazio a loro totale disposizione, come è sempre stato nella natura di questo blog.

L'ATTACCAPANNI

La testimonianza di un animatore della Costa Concordia
Mi chiamo Giovanni Lazzarini, children animator su Costa Concordia dal 14 Dicembre, per i bambini chiamato “Attaccapanni”.

Io, quella sera alle 20.30, avevo fatto le iscrizioni con la mia collega, presso il Teen Zone, perchè nello Squok Club c'erano stranamente solo 8 bambini (gli altri erano a cena), quindi non con noi e non sotto la nostra responsabiltà. Tu lo sai che quella sera ho iscritto anche la bambina Dyana, data per scomparsa. Comunque, dopo che i miei colleghi avevano accompagnato i bambini alle 21.20 in teatro, mi sono soffermato a parlare con il padre, la compagna e la bambina. Dopdichè, con la mia chief, ci siamo diretti al teatro per raggiungere i bambini. Mancavano 30 metri al teatro, quando abbiamo sentito il “grattare” ed il movimento, e ci siamo precipitati vicino ai bambini, 8 in tutto.

Da li, abbiamo atteso qualche segnale ed una volta udito dei segnali in codice, siamo andati con calma di nuovo allo Squok Club, al ponte 10. Ci siamo radunati in una zona sicura, perchè la nave si era già inclinata lato portside (sinistro). Ci siamo messi in cerchio con i bambini all'interno ed abbiamo cominciato a distrarli dalla situazione. Lì con noi erano presenti anche il padre di Dyana, la compagna e la bimba. Nel frattempo, per tenere allegri i bambini, mi sono vestito da Spiderman, Incredibil e Wonder woman, per smorzare la paura.

Dopo i vari black out, abbiamo sentito il segnale di abbandono nave, facendo una catena mano nella mano con i bimbi, e siamo scesi al ponte 4, nella pick up area, per poi dividere i bimbi in base alle Musterstation di appartenenza (in base ai braccialetti che mettiamo ai bimbi appena si iscrivono). E di lì io sono andato con 3 mie colleghe e con 4 bimbi nella Musterstation B, quella all'aria a trovare i genitori dei bimbi.

Mentre mi recavo sul quel ponte, ho incontrato il padre d Dyana e la bimba, in evidente stato di panico, che cercava medicinali, e l'ho spinto nei punti d'incontro. Poi di li sono andato con le mie colleghe verso la prua (andando controcorrente attraverso la gente che ci schiacciava letteralmente) in cerca dei genitori. Arrivati là, abbiamo messo i giubbotti salvagente ai bimbi, e con grande difficoltà siamo ritornati, scivolando, verso poppa, con tutte le lance stracolme ed in fase di discesa a mare.

Fortunatamente, all'altezza della cappella, abbiamo fatto l'ultimo tentativo recandoci nella Musterstaion A (lato acqua), dove voltandoci verso destra vedavamo acqua , mentre risalendo verso prua, c'era il ponte totalmente vuoto.

Il miracolo è stato nel vedere affaciarsi un mio collega, ed un filippino, e dopo avere urlato che avevamo i bimbi, abbiamo dato precedenza a loro, e dopo ci hanno fatto salire a bordo. Poi grazie a Dio, la nostra lifeboat (scialuppa) è scesa per 1 metro circa e ci siamo allontanati verso il molo, con la nave che affondava sempre più.

A terra abbiamo ricevuto soccorso ed il nostro lavoro, e dovere, non era finito lì, perchè con i bambini abbiamo cercato i loro genitori ed alla fine li abbiamo trovati e ci hanno ringraziato.