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Anonimo

http://www.lettera43.it/economia/macro/la-fame-frena-l-economia-globale_4367596798.htm

La fame frena l'economia globale
I bambini malnutriti apprendono meno. E il gap cognitivo fa perdere 125 mld di dollari di potenziale ricchezza.
di Barbara Ciolli

Incapaci di leggere, di scrivere, persino di rispondere correttamente alle domande più elementari. La fame è una privazione che blocca la crescita e stronca sul nascere lo sviluppo della mente e delle facoltà intellettuali dei più piccoli.
Nel mondo un bambino su quattro rischia di non riuscire ad apprendere, a scuola, le nozioni fondamentali, se nei primi mesi di vita è stato malnutrito.
Il bilancio choc – in un Pianeta di oltre 6 miliardi di abitanti sempre più afflitto, anche nell'Occidente, dalla povertà – è arrivato dal rapporto Food for thought (cibo per il pensiero), pubblicato dall'associazione internazionale Save the Children.
IL 20% IN PIÙ DI ANALFABETI. I danni dell'insufficiente (e spesso pessima) alimentazione in molte aree del mondo portano, secondo i risultati dell'indagine, a «gravi danni nell'abilità a leggere e scrivere frasi semplici». I bambini che soffrono la fame sono «in media, per il 20% meno alfabetizzati» dei loro coetanei non malnutriti, «a prescindere dalla quantità e dalla qualità dell'istruzione scolastica che ricevono».
Il deterioramento fisico e psichico subito, nei primi due anni di vita, nei Paesi sottosviluppati e in via di sviluppo è «irreversibile» e conosciuto, nel campo medico, come «arresto della crescita».
FINO ALL'11% DI PIL IN MENO. Ma c'è di più. Save the Children ha calcolato che il deficit cognitivo provocato dalla fame può portare a una perdita dal 2 all'11% di Prodotto interno lordo (Pil) nelle nazioni afflitte dalla malnutrizione. Questo perché i bambini non saranno in grado di dare, una volta diventati adulti, il loro contributo alla società.
Si tratta complessivamente di circa 125 miliardi di dollari di mancata ricchezza entro il 2030, l'anno in cui i neonati del 2013 saranno ormai adulti.

Circa 2,3 milioni di bambini muoiono di fame ogni anno

Un bambino malnutrito in Africa.

Lo studio di Save the Children – svolto su un campione di 3 mila bambini, nei loro primi 1.000 giorni di vita in Etiopia, India, Perù e Vietnam – è stato presentato alla vigilia della mobilitazione Food and Nutrition event dell'8 giugno a Londra. Appuntamento fissato provocatoriamente a una settimana dall'apertura del summit internazionale del G8, in programma dal 17 al 18 giugno nella vicina Irlanda del Nord. L'obiettivo della onlus è aprire un dibattito tra gli economisti, per spingere i big del Pianeta a impegnarsi a fornire i finanziamenti necessari per aiutare a crescere milioni di bambini che soffrono la fame.
Secondo l'analisi, la fame colpisce almeno 870 milioni di persone all'anno; tra queste, oltre 2,3 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono per mancanza di cibo.
IL PRESSING SUL G8. «Enough food for everyone», abbastanza cibo per tutti, è la petizione lanciata dall'organizzazione non governativa per fare pressing sul G8.
Nel rapporto, gli attivisti specificano che, dai loro rilevamenti, il 19% dei bambini di otto anni, malnutriti nella loro l'infanzia, sbaglia a leggere frasi elementari come «amo i cani» e il 7% di loro non riesce a rispondere correttamente alla domanda: «Quanto fa otto meno tre?».
SERVE 1 MLD IN PIÙ ALL'ANNO. Quando questi bambini arrivano sui banchi di scuola, ormai è troppo tardi per intervenire. Ma aumentando i fondi a sostegno dei programmi di assistenza e nutrizione le loro vite potrebbero essere salvate, contribuendo nel contempo a una crescita economica globale equilibrata.
Dagli Anni 90 a oggi, gli indici sulla popolazione globale dimostrano che, nel mondo, l'educazione di base dei bambini è aumentata del 32% e il loro stato di salute progredito del 23%. Ma la loro nutrizione è migliorata di appena il 13%.
Attualmente, i finanziamenti nel settore ammontano allo 0,3% del totale dei fondi stanziati per lo sviluppo globale. E Save the Children ha intenzione di chiedere ai Paesi ricchi di versare, fino al 2020, 1 miliardo in più all'anno per colmare questo gap.

Malnutrizione alta in Africa e America Latina: il rapporto 2013 dell'Unicef

In Grecia più di 400 mila bambini soffrono la fame. A lanciare l'allarme è un rapporto dell'Unicef.

Promuovere la scolarizzazione è infatti inutile se alla radice non si risolve il problema della mancanza di cibo.
LE CAMPAGNE DI SENSIBILIZZAZIONE. Per gli operatori internazionali in alcuni casi basterebbe poco. Nei Paesi dove l'economia è principalmente agricola e lo sviluppo di tecnologie e istruzione molto basso anche semplici campagne di sensibilizzazione e informazione sul territorio potebbero rivelarsi sufficienti.
«Finora i danni cognitivi della malnutrizione sono stati scarsamente riconosciuti e generalmente sottostimati», ha commentato il responsabile delle politiche in sostegno alle popolazioni Brendan Cox.
Dal 1990 al 2000, le statische stilate da Save the Children hanno rilevato che, sotto i cinque anni di età, il deperimento fisico e mentale per scarsa alimentazione si è ridotto di oltre la metà in Europa, Nord Africa e nell'Asia occidentale e centrale. La malnutrizione infantile resta invece altissima in America Latina e negli Stati caraibici.
146 MLN DI BIMBI DENUTRITI. Un dato non nuovo per le organizzazioni internazionali. L'ultimo report del 2013 del Fondo per l'Infanzia delle Nazioni Unite (Unicef) ha rilevato che, a livello mondiale, i bambini al di sotto dei cinque anni con problemi di grave denutrizione sono «circa 146 milioni».
E tra le aree monitorate con più attenzione dall'Onu, oltre all'Africa centrale e al Medio Oriente colpito dalla grave guerra civile in Siria, ci sono proprio il Sudamerica e l'America centrale.
L'ECCEZIONE DI CUBA. Cuba, secondo il Palazzo di Vetro, «è l'unico Stato del continente ad aver eliminato il problema della denutrizione infantile».
Grazie a «un enorme sforzo collettivo del governo e degli abitanti dell’isola caraibica» e alla «distribuzione di generi alimentari a tutte le famiglia che hanno figli a carico». Dei 146 milioni di bambini denutriti nell'area, insomma, nessuno è cubano. Prova che non bisogna essere ricchi per avere una alimentazione equilibrata.

Mercoledì, 29 Maggio 2013