Rispondi a: I danni della caffeina

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InneresAuge
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Secondo me in taluni ricerche c'è un interpretazione 1 po' troppo allegra dei risultati e il modo in cui si raccolgono ha del tragicomico (fanno l'analisi del caffè e prendono dei fumatori!?)

Da un commento di “Vianny” su http://blog.miglioriamo.it/849/smettere-bere-caffe/

Ho chiesto ad un medico, questa è stata la sua risposta:

“Quando la caffeina è assunta in eccesso, il tuo corpo risponde inevitabilmente con questi sintomi: ansia, nervosismo, insonnia o sonno leggero, vari tipi di problemi cardiaci, disturbi allo stomaco e all’intestino e sbalzi d’umore.”

si, è vero, quando è assunta IN ECCESSO causa tutte queste cose. Bisognerebbe definire quando è in eccesso, e questo dipende dal peso corporeo e da quanto si è abituati ad assumere caffè e cmq è facilmente verificabile in modo empirico dando ascolto al proprio corpo. Per me per esempio diventa eccesso alla 5 tazzina, quando effettivamente accuso bruciore di stomaco, disturbi intestinali, eventualmente cardiopalmo, irritabilità e insonnia. Sarebbe opportuno trovare una dose adeguata al proprio sentire.

“Chi beve caffè, infatti, rischia di essere colpito da diverse malattie. Trenta studi diversi hanno dimostrato che bere caffè aumenta le probabilità di sviluppare tumori della vescica e del canale urinario del 20%.”

Conosco questi studi e sono stati smentiti in quanto non tenevano conto del fatto che molte delle persone che consumavano abitualmente caffè erano in realtà anche accaniti fumatori. La nicotina viene eliminata attraverso le vie urinarie ed è dimostrato che aumenti il rischio di questi tumori. In più l’abitudine al fumo aumenta il tempo di permanenza della caffeina nell’organismo e questo aumenterebbe gli eventuali effetti tossici (non dimostrati) della caffeina a questo livello. Alla luce di questo tali studi non risultano attendibili nel dimostrare una correlazione tra consumo di caffè e aumento del rischio di tumori del tratto urinario.

“L’assunzione regolare di significative quantità di caffè può essere tra le principali cause di cancro al pancreas e infarto.”

Al momento attuale la medicina non sa quale siano le principali cause del cancro al pancreas che è uno dei tumori più aggressivi e letali. Gli unici fattori causali riconosciuti sono la suscettibilità genetica e l’esposizione a solventi chimici. Si consiglia genericamente per prevenirlo di non fumare, non abusare di caffè, non abusare di alcolici, limitare il consumo di carne rossa, mantenere una dieta equilibrata ricca di fibre. Questo non vuol certo dire che il caffè ne sia una PRINCIPALE causa!
Per quanto riguarda il rischio di infarto anche questo non è stato dimostrato in quanto il campione di bevitori di caffè studiato presentava un’alta percentuale di fumatori che sappiamo avere un rischio di infarto molto maggiore dei non fumatori.

“Anche bere il caffè moderatamente (ad esempio due tazze al giorno) può provocare un aumento del colesterolo.”

Uno studio norvegese ha dimostrato che il consumo di caffè bollito senza filtrazione aumenta i livelli di colesterolo. Diversi studi successivi hanno dimostrato che questo non è vero per il consumo di caffè filtrato solubile, espresso o moka, cioè quello che generalmente beviamo in italia NON fa aumentare il colesterolo.

” La maggior parte dei bevitori accaniti di caffè è in carenza di calcio e di altri minerali, per via degli acidi prodotti nel nostro corpo dalla digestione del caffè.”
“L’acido presente nel caffè può corrodere i villi dell’intestino tenue, riducendo la loro efficacia nel promuovere l’assimilazione dei cibi.”

Il caffè aumenta la secrezione acida nello stomaco, chi soffre di acidità di stomaco, ulcera, reflusso gastroesofageo e altre patologie correlate all’acidità dovrebbe limitare l’assunzione di caffè e sopratutto non assumerlo a stomaco vuoto.
Il caffè così come thè, alcol e fumo ostacola l’assorbimento di calcio, quindi è sconsigliata l’assunzione di caffè ad ogni pasto a chi soffre di carenza di calcio o a chi si trova ad averne un aumentato fabbisogno, come per esempio un organismo in crescita. Non è dimostrato che il caffè da solo possa determinare una carenza di calcio, tuttavia può contribuire ad aggravarla. Il caffè non corrode i villi intestinali però aumenta la motilità intestinale favorendo lo svuotamento, è sconsigliato a chi soffre di malattie intestinali croniche (e quindi ha i villi corrosi e uno scarso assorbimento).

“L’assunzione di caffè in gravidanza può contribuire a favorire il rischio di aborto spontaneo e malformazione del feto alla nascita.”

Non è dimostrato, anche se si consiglia di limitarsi nel consumo di caffeina durante la gestazione. Studi che hanno suggerito l’evidenza di danni fetali in donne consumatrici di caffè non tenevano conto della concomitante assunzione di alcol e dell’abitudine al fumo e pertanto non sono attendibili.

“A tutti questi motivi si aggiunge il fatto che nella raccolta e produzione del caffè sono usati prodotti chimici molto pericolosi: pesticidi velenosi nella coltivazione, solventi a base di petrolio per eliminare la caffeina, e altri agenti chimici.”

Non saprei come commentare..è vero, a meno che il caffè non sia biologico, ma lo stesso discorso può essere fatto per qualunque alimento collocato negli scaffali dei nostri supermercati.

Conclusioni: si consiglia di non eccedere nel consumo di caffè, di limitarsi nell’uso se si soffre di patologie irritative gastrointestinali e in gravidanza. In generale non bisognerebbe superare le 4-5 tazzine al giorno, esiste comunque una variabilità individuale per cui alcune persone non possono tollerarne ad esempio più di 2 e altre ne bevono con tranquillità anche 6. Consiglio di ascoltare il proprio corpo.
Nel caso si volesse smettere di consumare caffè, tenere conto che i sintomi da astinenza quali mal di testa, stanchezza e costipazione durano qualche giorno,non più di una settimana e sono tanto più intensi quanto più è brusca la sospensione e quanto più era alta la quantità di caffeina assunta. Può essere utile una sospensione graduale.
Sconsiglio l’uso di lassativi, piuttosto curare l’alimentazione introducendo più fibre e lasciare al proprio corpo il tempo di trovare un nuovo equilibrio senza la caffeina.


Ora non credo che abbia un qualche interesse con la multinazionale della Lavazza, di conseguenza lo riterrei attendibile.

Crisi d'astinenza da caffè. Ci sono rimedi?

Un lettore ci scrive dicendo di bere circa tre caffè al giorno. Quando ne sospende l'assunzione, dopo poche ore compare un feroce mal di testa che passa solo con l'assunzione di caffè. Si può fare qualcosa per uscire da questa schiavitù?

Noi sappiamo che la dipendenza da caffè (o da caffeina) è un fenomeno che è stato ben studiato in anni recenti.

Quello che capita è semplicemente l'effetto di una sorta di “crisi di astinenza” da caffeina: il sistema nervoso attiva dei meccanismi di vasocostrizione o di vasodilatazione (a seconda della zona di cervello considerata), che determinano la comparsa di mal di testa.

Come per un “drogato”, riassumendo la sostanza cessa lo stimolo e il mal di testa sparisce. La sensibilizzazione cerebrale è molto simile a quella che si verifica nel corso di una intolleranza o di una ipersensibilità alimentare.

La persona che ne soffre è portata ad assumere più frequentemente quel particolare alimento perché mangiandolo, con la reazione di ipersensibilità si liberano alcune sostanze che in un certo modo fanno piacere al cervello, anche se sul resto dell'organismo possono provocare un danno.

Teniamo comunque presente che questa “razione” di caffè non è elevata, e rientra nel criterio della accettabilità da parte del mondo scientifico.

Nel caso comunque qualcuno in situazione simile volesse (desiderio di vita senza stimolanti ed eccitanti chimici o alimentari) o dovesse (in menopausa ad esempio il caffè dovrebbe essere molto limitato) sospenderne l'assunzione si possono utilizzare diverse tecniche: ridurre gradualmente il dosaggio complessivo, semplicemente togliendo un cucchiaino di caffè dalla tazzina, e aggiungendo invece un poco di acqua per circa 3 giorni, ed ogni 3-4 giorni ridurre nello stesso modo il quantitativo di ogni tazzina di un altro cucchiaino, fino ad arrivare nel giro di un mese a bere tre tazzine al giorno di una miscela fatta da 1 cucchiaino di caffè e il resto di acqua. A quel punto le tazzine possono diventare solo 2 per una settimana, e infine solo 1 per un altra settimana, fino a sospendere del tutto l'assunzione.

Un altro metodo tende invece a supportare la parte enzimatica dell'organismo, attraverso la somministrazione contemporanea di Manganese, Cobalto, Litio, Magnesio, Zinco e Pidobase (miscela in parti uguali di oxiprolinati) di cui prendere 5 ml per 3 volte al giorno, associando almeno 300 mg di Piridossina (vitamina B6) 2 volte al giorno; queste sostanze consentono di ridurre gli effetti negativi della sospensione del caffè.

Chi invece semplicemente teme il mal di testa da “sciopero dei baristi” può portare con se della Ignatia 30 CH di cui prendere 3 granuli ai primissimi segni di un disagio indotto dal troppo tempo passato dalla ultima tazzina.

fonte: http://www.eurosalus.com/malattie-cura/crisi-dastinenza-da-caffe-ci-sono-rimedi

Da 2 giorni ho smesso di bere caffè… per altri problemi che non vi sto qui a dire… ed è arrivato un gran mal di testa (oggi ne ho bevuto solo 1 cucchiaino). Tral'altro ricordo che il mal di testa l'avevo anche prima di aver cominciato a bere il caffè (intorno ai 14 anni). Poi ho cominciato a berlo quotidianamente (con molta moderazione, 1/2 tazzina o 2/3 al massimo, per due volte al giorno) di ed è scomparso. Sono senza parole…


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato