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#60812

viandante
Partecipante

A questo punto dell discussione è necessario rimarcare alcuni punti fermi, altrimenti si genera confusione, e questo non è utile ai fini dell'obiettivo finale: capire il valore aggiunto dell'ossigeno paramagnetico nella funzionalità cellulare.

1)L'ossigeno disciolto nel sangue e nei tessuti è l'ossigeno paramagnetico di cui si parla.

2)Questo rappresenta il 2% della totalità circolante, ma è quello fondamentale per l'ossigenazione dei tessuti e delle cellule.

3)Dell'ossigeno disciolto non è stato preso in considerazione dalla scienza ufficiale solo l'aspetto “paramagnetico”, che è poi quello che a noi interessa.

4) Il potenziale di membrana non dipende dall'ossigeno paramagnetico, ma dalle diverse concentrazioni di ioni presenti in ambiente intra ed extra cellulare e regolato dalla pompa sodio/potassio presente nella membrana cellulare.

5)L'ossigeno paramagnetico in quanto polarizzato potrebbe influire sul potenziale di membrana.

6) La concentrazione di ossigeno disciolto nel sangue dipende da vari fattori, l'aumento degli atti respiratori (tachipnea) è solo un meccanismo di compenso. Semmai la capacità respiratoria che dipende anche dalla libertà del diaframma che…ma qui entriamo in un altro capitolo.

7) Risulta quindi evidente che fino ad adesso l'unica novità aggiunta in questa discussone rispetto alla visione della scienza ufficiale è che con l'uso di magneti è possibile variare ed aumentare la concentrazione di ossigeno nei tessuti dove questi vengono applicati, apportando quindi effetti terapeutici.

Rimane il quesito finale ed originario che rivolgo a te Genio: secondo quale ragionamento o intuizione l'ossigeno paramagnetico dovrebbe dare energia aggiunta entrando in contatto con le membrane cellulari?