Rispondi a: Il ritorno del fantamedico: T. Simoncini colpisce ancora

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#61124

darwindeus
Partecipante

[quote1351536748=Rebel]

Il santone del bicarbonato?

Ecco di chi stai parlando…
http://www.mednat.org/curriculum_simoncini.htm

[/quote1351536748]

sì, ecco di chi sto parlando http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cancro_%C3%A8_un_fungo

come volevasi dimostrare -e la chiudo qui perchè questa discussione sta diventando patetica- per voi “alternativi” ogni attacco ai vostri santoni (come quello del bicarbonato) è un appoggio alla medicina ufficiale. So benissimo anche io che le terapie antitumorali sono fallibili, specialmente contro certi tipi di cancro (vedi più in basso). Non per questo tutto ciò che non è ufficiale non è una pancea.

Il buon richard s'affanna tanto nel buttar lì qualche articolo di giornale nel disperato tentativo di sostenere il suo santo dai molti capi d'imputazione sulla testa, ma che lui lo voglia o no l'uso del bicarbonato nella terapia contro il cancro ha una storia un po' diversa da quella che vorrebbe.
Quale? Ecco qua.
Recentemente il National Institute of Health (NIH) ha concesso un finanziamento importante, 2 milioni di dollari, a un gruppo di ricerca dell’Università dell’Arizona che si occupa di studiare gli effetti del bicarbonato sul cancro. Grandi scrosci di gioia da parte degli “alternativi”.
In Italia il dott. Tullio Simoncini è stato radiato dalla CASTA dei medici per la stessa idea. I medici americani stanno facendo di tutto per prendersi il merito della terapia Simoncini!
Questi ed altri i commenti campati per aria sparati là dalla premiata ditta di mazzucco&simon. Ahimè, le cose non vanno sempre come si spera.
Marty Pagel è un professore di Ingegneria Biomedica, Chimica e Biochimica all’Università dell’Arizona nonché il direttore del gruppo di ricerca che ha ottenuto il finanziamento dall’NIH.il suo gruppo si occupa principalmete di diagnostica e che l’idea di fondo per la ricerca che sta conducendo parte dall’assunto che «[u]alcuni tumori possono produrre acidi attraverso un processo conosciuto come Effetto Warburg, che incentiva la degradazione dei tessuti intorno alla massa cancerosa, favorendo così la crescita tumorale e la metastasi[/u]. In pratica il tumore cresce erodendo i tessuti sani.In esperimenti di laboratorio sui topi [u]si è visto che il bicarbonato di sodio, neutralizzando l’acido prodotto dai tumori, può ridurre la crescita tumorale e inibire le metastasi. Non elimina il tumore, ma lo rallenta e permette ai farmaci antitumorali di fare effetto[/u].
Dice Pagel «[u]la somministrazione di bicarbonato è comunque potenzialmente pericolosa sia perché alla lunga può provocare danni irreversibili agli organi sani[/u], sia perché il quantitativo di bicarbonato tollerato dal corpo umano è probabilmente minore rispetto al topo e sia perché non tutti i tumori producono alti livelli di acidi, e dunque la cura potrebbe rivelarsi peggiore del male».
Quindi Pagel ha messo a punto con i suoi colleghi un metodo diagnostico che consenta di misurare il livello dell’acido nei tessuti.
Il gruppo di ricerca di Pagel pensa di utilizzare questa metodica per misurare il livello di acido in pazienti con cancro al seno, ai polmoni o alle ovaie con l’obiettivo di «informare ogni paziente e medico sul tipo di farmaci che avranno il miglior effetto per il tumore del paziente: un esempio di medicina personalizzata».

Nessun fungo, perciò, nessun trattamento esclusivo con il bicarbonato, nessuna negazione degli effetti della chemioterapia, nessun attacco alla “medicina ufficiale”. Solo un ricercatore che in un paio di anni ci dirà se il trattamento di alcuni tumori con bicarbonato può aiutare i farmaci antitumorali nella loro azione.
Capito, signor Luigi? Legga, anche lei, ogni tanto. Leggere aiuta a mantenere vive le cellule del cervello, sa? :hehe:

E rispondo anche a parsifal, per la quale sono un troll, che siccome ha vissuto un brutto caso di malasanità sulla pelle allora adesso i medici sono tutti criminali. Ok, le convinzioni sono personali, e ciascuno può credere a quel che vuole, anche alle più grandi idiozie.
Ma vengo subito al punto.
Spesso un malato oncologico si rivolge al chirurgo il quale, nella maggior parte dei casi, lo invia in sala operatoria, anche se la malattia è in fase di diffusione.
In questi casi l’intervento è inutile, a meno che non abbia un fattore razionale di riduzione della malattia. Il dentista, per esempio, se un paziente ha un ascesso, non toglie subito il dente. Cura prima l’ascesso con l’antibiotico, poi toglie il dente.
Queste cose spesso il malato non le sa, ma si affida alla cieca e questo atto, inopportuno in quel momento, può pregiudicare l’intero programma terapeutico.

Per questo è importante conoscere, prima di affidarsi a…a chiunque. Ad un primario di oncologia come al santone di turno. Conoscere ci fa anche rischiare meno, perchè se è vero che nessuno terapia antitumorale è efficace al 100% certi comportamenti (della vita di tutti i giorni) possono ridurne notevolmente il rischio. Tanto per citare un esempio, la ricorrenza dei controlli. Molti tipi di tumore hanno un insorgenza assai lenta e se diagnosticati in fare iniziale possono essere tolti senza problemi. Ma i controlli devono essere periodici, anche magari una volta l'anno, di modo che si ha una visione generale del quando la malattia è insorta e del quanto in fretta si è sviluppata.
Ma i controlli non li fa nessuno (in fondo perchè rompersi le scatole? tanto c'è il medico che guarisce tutto, e se non lo fa è colpa sua e delle mafie farmaceutiche).
Andiamo avanti.

Ciò che la scienza rimprovera a gente come Simoncini, nonostante il curriculum che ne fa il suo agente mazzucco (ha omesso le condanne, la radiazione e il fatto che non possa più prestare la sua opera di santone ma va bene, non voglio essere fiscale) è che il suddetto sostiene delle cose 1) il cancro è un fungo 2) lo si combatte col bicarbonato e senza chemioterapia [u]senza dimostrarlo.[/u]
I principi attivi usati in medicina sono migliaia, ma solo pochissimi giungono nelle sale operatorie o nelle flebo dei pazienti. Ciascun composto viene infatti testato in laboratorio e solo alla fine di un lungo iter (quello degli esperimenti del National Institute of Health è cominciato quest'anno e ne sapremo qualcosa se va bene fra un paio d'anni) si stabilisce se può essere impiegato nella terapia o se i suoi effetti collaterali sono troppo gravi e quindi è da scartare. I rimedi di Simoncini questi iter non li hanno mai superati (anche perchè chi li ha “messi a punto” s'è ben guardato da sottoporre le propie metodologie a controllo). Strano, vero?

Passo dopo passo, però, la lotta al cancro qualche passo avanti l'ha fatto. Se cinquant'anni fa questa malattia era assolutamente incurabile, oggi qualche numero interessante inizia a venir fuori.
Certo non si possono dare delle cifre generiche, poiché “il tumore” non è un'entità omogenea e a sè stante. Esistono invece dati sui singoli tumori, suddividendo la popolazione in base allo stadio del tumore, all'aggressività biologica e l'avanzamento di malattia (se ci sono o meno metastasi linfonodali e sistemiche).

1)Il carcinoma del polmone è la prima causa di morte per tumore (ed è il secondo tumore più diffuso in entrambi i sessi): la motalità deriva dal fatto che è solitamente molto aggressivo biologicamente ed è scoperto in ritardo. La sopravvivenza GLOBALE a 5 anni dovrebbe essere un po' più alta del 20% (probabilmente questo 20% può essere considerato guarito). Tuttavia è ovvio che questa percentuale dipende dal tipo di tumore e da quanto precoce è la diagnosi: la sopravvivenza in stadio I con tumore molto piccolo è del 60%.

2)Il tumore del colon/retto (che non adnrebe considerato insieme perché vi sono notevoli differenze nel trattamento e nella tempestività didiagnosi) è il terzo tumore più diffuso e la terza causa di morte per tumore. La sopravvivenza a 5 anni per i tumori senza interessamento linfonodale né metastasi può superare l'80%, è circa 60% se vi è interessamento linfonodale, molto più bassa in caso di metastasi. Tuttavia il tumore del colon è uno dei pochi casi in cui le metastasi epatiche possono essere operata con speranza di guarigione.

3)Il carcinoma della mammella è il più frequente tra le donne ed è la seconda causa di morte per tumore nella popolazione femminile. Le percentuali di guarigione vanno da valori molto elevati (credo attorno al 90%, ma non ho dati per questo) per noduli inferiori a 2 cm, senza interessamento linfonodale. Scendono ovviamente molto negli stadi più avanzati.

4)Il tumore della prostata è il più frequente nell'uomo, ma spesso non viene diagnosticato che in sede autoptica: il che vuol dire che in molti casi ci si può convivere senza che diventi una causa di morte. In altri casi è aggressivo: costituisce la terza causa di morte per tumore nell'uomo.

5)I risultati nel tumore del pancreas sono invece scoraggianti: la mortalità a 5 anni è vicina al 100%.

6)Lo stomaco è pure un tumore molto aggressivo, anche se negli ultimisimi anni i stanno ottenendo dei risultati. La sopravvivenza è del 45-60% negli stadi iniziali. 0 nello stadio più avanzato.

7)Il carcinoma epatico di per sé è molto raro. E' un'evenienza che invece sipuò riscontrare nei cirrotici: in tal caso la sopravvivenza media è di circa il 30% (ma bisogna considerare le condizioni di salute già compromesse di questi soggetti).

8)Il tumore dell'endometrio è globalmente guaribile nell'85-90% delle pazienti se non c'è invasione linfonodale, nel 60-70% (con dati molto variabili) se i linfonodi sono presi. Conta molto però quali linfonodi sono presi, perché la mortalità può salire di molto, fino anche al 70%).

9)Il tumore dell'ovaio è piuttosto aggressivo, ma guaribile se individuato in fase precoce.

In conclusione, la possibiltà di guarigione da tumore è concreta, in modo particolare per quelli ben conosciuti come il colon o la mammella. Meno per tumori più rari.
Il punto cruciale è sempre la diagnosi precoce: virtualmente ogni tumore sarebbe curabile quasi nel 100% dei pazienti se fosse possbile scoprire la malattia in stadio precocissimo e rimuovere il nodulo. Purtroppo i sintomi sono tardivi e trascorre dell'ulteriore tempo per il consulto con il medico e le indagini diagnostiche. Inoltre vi sono differenze significative tra pazienti che vengono trattati in centri specializzati e non.
Per quanto riguarda i media, semplicemente non sono una fonte competente. Talvolta enfatizzano, talvolta sminuiscono. Non hanno credibiltà, soprattutto su un tema arduo come la sopravvivenza globale ad un tumore, in cui perfino i dati tra i diversi studi randomizzati sono talvolta drasticamente contrastanti.

E con questo credo d'aver detto tutto. Spiacente per il post molto lungo, ma l'argomento lo richiedeva.