Rispondi a: L52 farmaco omeopatico

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Medico omeopata
Partecipante

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circa 1 anno fa un collega di mia moglie, convinto sostenitore dei farmaci omeopatici, ci ha regalato questo farmaco dal nome L52 per curare i problemi continui che ha mio figlio di 6 anni specie l'inverno, dove sta sempre raffreddato e col mal di gola nono stante l'operazione a tonsille e adenoidi.

Da quando lo usiamo è migliorato sensibilmente, però da poco è finito e in farmacia e para farmacia non si torva +!

Secondo questo collega è stato tolto perché efficace e quindi le industrie farmaceutiche hanno pensato bene a bandirlo, ora io non so quanto sia vero ma qualcuno può dirmi se effettivamente sia così?

Considerate che sto dando a mia figlia un altro farmaco omeopatico per lo stomaco e sta molto meglio, quindi che funzionino è scontato, ma sto notando che ho socmpaiono inspiegabilmente o triplicano i prezzi.
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Non è un vero medicinale omeopatico (l'omeopatia classica usa solo rimedi unitari, monocomponenti e sperimentati su persone sane) bensì un complesso, una miscela di rimedi (non sperimentati su persone sane) cioè dati in maniera standardizzata senza nessuna vera base metodologica alle spalle, con la speranza che almeno uno faccia qualcosa. Siamo lontani anni luce dall'omeopatia che usa un solo rimedio individualizzato sul singolo paziente. Ne sconsiglio l'uso, non si sa che effetti può dare.
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Non è piu' tempo di dividere ma di integrare, questo è il senso profondo della medicina olistica e integrata, e l'omotossicologia rientra a pieno titolo in questa visione.

L’omotossicologia prese le mosse dall’omeopatia. Essa nacque più di 50 anni fa per opera di Hans-Heinrich Reckeweg (Herford, 1905 – Zurigo, 1985). Egli elaborò un corpus dottrinale conosciuto con il nome di Omotossicologia o Omeopatia Anti-Omotossica, formulando la composizione di farmaci omeopatici complessi in diluizione decimale e introdusse nella farmacopea omeopatica nuove sostanze (nuovi ceppi di nosodi, organoderivati di suino, catalizzatori del Ciclo di Krebs, chinoni). L’omotossicologia, pur affondando le sue radici nell’omeopatia, afferma di volgere lo sguardo alla moderna fisiopatologia[6] e a questa afferma di rifarsi in sede di diagnosi, avvalendosi in sede di terapia di sostanze preparate secondo i canoni della farmacopea omeopatica e della sperimentazione patogenetica.

L’impostazione omotossicologica rifiuta ogni forma di quello che definisce integralismo terapeutico per cercare un punto di contatto tra le basi teoriche dell’Omeopatia hahnemanniana ed il rigore clinico e la validazione scientifica peculiari della medicina convenzionale attuale.

Il contributo portato da Reckeweg all’evoluzione del pensiero medico omeopatico è consistito nell’essersi impegnato nella ricerca per fornire una base scientifica e un sperimentale ai fondamenti dell'omeopatica.

L’omotossicologia ha portato ad un ampliamento della farmacologia omeopatica, e la disponibilità di nuovi rimedi, ad integrazione sinergica e complementare della farmacopea omeopatica. Reckeweg introduce la cosiddetta Tavola delle Omotossicosi[7], quadro sinottico delle patologie, in cui ogni alterazione di organi o Sistemi è messa in correlazione con quella che in Omeopatia viene chiamata la forza vitale del paziente (da Reckeweg identificata con il potenziale reattivo del soggetto). Tramite l’inquadramento della patologia in tale tavola si afferma che sia possibile definire lo status praesens del paziente e, attraverso gli opportuni farmaci omeopatici-omotossicologici, formulare una proposta terapeutica individuale (in ossequio ad uno dei cardini dell’Omeopatia hahnemanniana: l’individualità).

L’omotossicologia avrebbe consentito l’avviamento di un filone di ricerca che, facendo riferimento in particolare alla Biochimica, all’Immunologia ed alla Biologia Molecolare[8] potesse sostenere il confronto come Medicina basata sull’evidenza scientifica[9]. Tuttavia questi filoni di ricerca volti alla validazione scientifica dei principi fondatori dell’Omeopatia, Similitudine e Dosi infinitesimali non hanno trovato il suffragio sperimentale cercato[10].

Prendere posizioni intransigenti e di parte è il peggior servizio che possiamo fare ad una nuova visione della medicina.
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Non si tratta di dividere bensì di informare che il suddetto rimedio non fa parte dei rimedi usati in omeopatia (anche se sulla confezione c'è scritto “medicinale omeopatico”). Ognuno poi è libero di fare quel che crede ma è giusto essere ben informati e queste belle parole che lei riprende da wikipedia sono solo fuorvianti in questo caso. Poi non si dica che l'omeopatia non funziona.
Conosco bene poi tali composti che vengono messi in commercio perlopiù a scopo di marketing contravvenendo al principio fondamentale di ogni medicina olistica, non convenzionale, che si rispetti: l'individualizzazione della cura. Qui invece si da un miscuglio di sostanze a tutti, indistintamente, basandosi solo sul nome del disturbo (influenza, raffreddore, prevenzione invernale…), senza alcuna individualizzazione. Questo è il metodo dell'allopatia, non dell'omeopatia e credo neanche della vera omotossicologia.

Saluti
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Detto questo, bisogna usare discernimento e comprendere che,per ovvie ragioni, le persone non possono correre dal medico ogni qualvolta sono affette da piccoli malanni,quali un banale mal di gola.
A questo punto chissenefrega se il rimedio che usano è omeopatico, omotossicologico o extraterrestre, l'impotante è che funzioni e cmq sempre meglio di prodotti chimici.
Usciamo dalle roccaforti.
Un caro saluto.
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Se funziona va bene, il problema è quando non funziona e da aggravamenti, cosa, per esperienza, affatto rara usando questi complessi. Neanche io sono contrario a priori a nulla ma è bene che la gente sia informata sulla metodica terapeutica che sta scegliendo e quel rimedio, così come è stato concepito, non è un rimedio omeopatico.

Cordialmente