Rispondi a: LA CONFERMA CHE INDICA L'ERRORE DELLA SCIENZA MEDICA

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mezzigrafici
Partecipante

MIa madre in vista dalle mie sorelle in Spagna ha un attacco di meningiti (a 70 anni) ed entra in coma.

Viene ricoverata e i medici dicono di riunire la famiglia, perché non c'è più niente da fare. Due giorni dopo, tutti i figli di mia madre siamo davanti al suo letto nell'ospedale di Malaga dove è ancora in coma.

Passano 5 giorni e le condizioni giorno dopo giorno peggiorano. Il medico mi chiama nel suo ufficio. Mi dice. Tua madre è morta, entro domattina smetterà di respirare e noi non faremo nulla. Mi dispiace, sono sicuro al 99% potrei dire 100 però dal momento che ancora respira e i miracolo possono accadere devo dire 99%.
In ogni caso, morirà stanotte e questa è la cosa migliore che può succedere, perché se dovesse riprendere conoscenza le sue funzioni saranno pessime.

Comunico il verdetto alle sorelle davanti a mia madre ancora in coma e con il respiro tanto debole.

Sono le 18:30.

Le mie sorelle dicono “Morta per morta, facciamo l'ultimo tentativo, diamole da bere l'urina nostra, gliela spariamo dentro lo stomaco manomettendo la cannula del cibo, utilizziamo per sparla dentro questa siringa che usano per pulirli”.

Io dico che non sono d'accordo, ma si fa la votazione, loro sono in due ed io sono solo io, quindi vincono loro. Facciamo esattamente questo, stacchiamo il tubo che va nel suo stomaco, infiliamo una siringa da mezzo litro e spingiamo tutto il cibo e l'urina dentro lo stomaco, poi rimettiamo a posto il tubo.

Facciamo due iniezioni di 300 cc.

Sono le 23:30 e mia madre rallenta il respiro, e ogni ispirazione diventa molto corta. Il corpo comincia ad andare in ipotermia. Le prime a raffreddarsi sono le gambe, dopo 1 minuto il ventre, e 3 minuti dopo il petto. Quando anche il collo smette di riflettere calore noi cominciamo a salutarle e ringraziarla per tutto e in quel momento, gli occhi si aprono e lei cerca di vederci, ancora più abbraccia e più saluti e i suoi occhi si chiudono nuovamente. Ci abbracciamo tra di noi ringraziando per quell'ultimo secondo ed è mia sorella più piccola che ci avverte. “Ragazzi, ha ripreso a respirare”

La guardiamo, è vero, ma il medico è lì con noi e dice “è morta, si tratta solo di reazioni chimiche del corpo” chiamatemi se vi serve qualcosa, sono a disposizione, non supererà l'alba”.

E' passata la notte e le condizioni sono migliorate. Abbiamo buttato dentro lo stomaco tutta l'urina nostra, quella dei figli miei e delle mie sorelle, qualsiasi cosa.

Ogni volta che il suo respiro si agitava, mandavamo una siringa e lei si tranquillizzava e tornava al riposo.

2 giorni dopo il medico mi chiama. Non sa che cosa dire. “non fatevi illusioni, è inutile”.
al terzo giorno mia madre si sveglia. Non riesce a parlare, ma ci riconosce a tutti quanti.

15 giorni dopo mia madre usci fuori dall'ospedale, rimase in sedia rotelle anche con l'utilizzo delle gambe perché molto deboli, quando ha saputo del modo in cui l'avevamo salvata ha ringraziato ma ha detto “io non bevo urina nemmeno matta”.

Ha vissuto per altre 5 anni e poi ha avuto un'infezione a una gamba ed è morta. Le mie sorelle hanno riprovato l'urina, ma non c'è stato più niente da fare.

Gustavo

PS: Dal momento che fare questo è vietato, perché si tratta di manomissione di attrezzatura ospedaliera se dovessi avere dei problemi, non posso che negare tutto questo. Se l'ospedale avesse avuto le telecamere, saremo andati in galera.

Mi dispiace solo per il medico, che ancora oggi non sa nulla. La legge non permette certe cose.