Rispondi a: 2012: ma ci credete veramente?

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darwindeus
Partecipante

[quote1248886423=Richard]

per me la vita viene prima del dna, l'energia su cui si organizza il dna esiste prima e questo livello la Scienza non lo conosce o fa finta di non conoscerlo.
Non conoscendo questo livello non può conoscere l'evoluzione a mio parere.
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l'energia con cui si organizza il DNA, l'energia impiegata dalle cellule, è nota. Tutti i processi metabolici cellulari avvengono attraverso l'impiego di una molecola chiamata ATP, adenositrifosfato, che è composta da una base azotata (l'adenina) uno zucchero a cinque atomi di carbonio e tre gruppi fosfato, legati fra loro tramite legami chimici altamente energetici. Tramite la rottura di questi legami, l'energia accumulata dall'ATP viene ceduta agli enzimi che catalizzano i processi metabolici della cellula…e poi viene ricaricata, come una piccola batteria, attraverso la scissione di molecole ad alto contenuto energetico che assumiamo col cibo (zuccheri e lipidi). Nessun mistero, quindi. I processi energetici cellulari sono spiegati in qualunque libro minimo decente di biologia….se con energia che forma il DNA invece ti riferisci ai processi che lo hanno formato, miliardi di anni fa, negli oceani primordiali…questo è un altro discorso. La mia tesi in scienze naturali si basava proprio sullo studio dell'origine della vita. In particolare io studiavo alcune “entità” se così possiamo chiamarle, presenti nei fondali oceanici, i complessi acido nucleico-argilla. Queste struttura, in cui gli acidi nucleici si legano a micelle argillose tramite ioni carichi positivamente (cationi, come il sodio o il magnesio) spiegano come abbiano fatto DNA e RNA a “sopravvivere” in habitat primordiali, quando ancora nessuna membrana cellulare rivestiva le loro catene, quando ancora non erano presenti sistemi di riparazione delle sequenze nucleotidiche…erano ambienti in cui i raggi ultravioletti non erano neutralizzati dallo strado d'ozono (mancava l'ossigeno, quindi non c'era neppure ozono), o variazioni di pH delle acque. La formazione di complessi con l'argilla spiega come abbiano fatto a sopravvivere le prime molecole informazionali formatesi sulla Terra. Collaborava con noi un certo professor Ferris, università di Troy, New York, il quale, dalle parti sue, era riuscito a polimerizzare nucleotidi di RNA attraverso la condensazione in ambiente controllato di una soluzione acquosa di monomeri dell'RNA. Sono ricerche che è difficile trovare in rete, chi ne ha disponibilità può cercare su pubblicazioni scientifiche come

Crick F., (1968) “The origin of the genetic code”, J.Mol.Biol. 38, 367-379

Hazen R.M., (2001) Le Scienze 392, 61-69

Horgan J., (1991) Le Scienze 272, 11-18

Orgel L.E., (1994) Le Scienze 316, 54-62

Paecht-Horowitz M., (1977) Biosistems 9, 93-98

Ferris J.P., (1993) Origins Life Evol. Biosphere 23, 307-315

Ferris J.P.,Hill A.R., Liu R., Orgel L.E., (1996) Nature 381, 59-61

Ferris J.P., Joshi P.C., Edelson E.H., Lawless J.P., (1978) J.Mol.Evol. 11, 293-311

L'ipotesi più verosimile, riguardo all'origine della vita, è che in una lunga evoluzione, prima chimica, poi biochimica e infine cellulare, molecole informazionali (RNA) impararono a collaborare fra loro. Da tempo infatti è noto che l'RNA (alcune molecole di RNA, note come ribozimi) sono in grado di svolgere la funzione informazionale degli acidi nucleici e quella catalitica delle proteine. Nell’oceano del Precambriano, brevi sequenze di RNA potrebbero aver appreso il modo di autoreplicarsi a spese dei nucleotidi liberi sparsi nel brodo primordiale. Le molecole in grado di copiare se stesse più velocemente e più precisamente si sarebbero affermate, soppiantando altre popolazioni di polimeri meno efficienti. Il passo definitivo per giungere allo sviluppo dei primi sistemi viventi sarebbe stato quello di stabilire una collaborazione fra insiemi distinti di polimeri. In quest’ottica una molecola di RNA, capace di “aiutare” la replicazione di una seconda molecola di acido nucleico, sarebbe stata contraccambiata allo steso modo da quest’ultima. Con il tempo diversi ipercicli semplici si sarebbero connessi fra loro formando reti organizzate molto complesse e dando luogo alla nascita dei primi sistemi viventi.