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Richard
Richard
Amministratore del forum

la meditazione migliora la concentrazione, migliora il controllo della mente, migliora il controllo dei sensi e delle frequenze in generale nel corpo, migliora il contatto con il proprio spirito e le proprie sensazioni interiori, ma siamo qua anche per sperimentare il mondo esteriore e collaborare nella creazione, sta a noi decidere se collaborare controllando il nostro ego o viceversa.

La ricerca nel mondo esteriore rimane importante, ma è sicuramente svolta meglio quando si ha un migliore controllo della mente e delle proprie reazioni/emozioni, cosa che può sicuramente dare la meditazione, una forma di meditazione.
Il punto importante è, per quanto ho compreso, migliorare la propria consapevolezza spirituale e portare lo spirito al controllo della mente, non farsi trascinare dalla mente distratta, irrequieta, confusa..

Allora quando la ricerca anche scientifica o di altro tipo, viene guidata dal desiderio di comprensione e conoscenza dello spirito, è sicuramente importante per la propria crescita.
Avere un campo di informazioni ampio permette di avere più risorse per comprendere quello di cui facciamo esperienza.

Il punto è che la nostra cultura ha estremizzato il lato materiale, razionale..opprimendo quello spirituale, mentre quello spirituale è primario rispetto all'altro.

Con le pratiche e lo sviluppo spirituale si diviene piu sicuri e coscienti di ciò che si è, si amplifica il contatto con lo spirito e questo ci amplifica i sensi interiori, se mi spiego..a questo punto col tempo, si vede la vita e la si vive in modo diverso, sia se siamo scienziati che se siamo giocolieri..

Uno scienziato senza “occhi” spirituali è cieco, molto più limitato di uno scienziato magari meno sviluppato, ma con i sensi spirituali più aperti.

Tesla era, da quanto sappiamo, piuttosto attivato spiritualmente e aveva obiettivi di sviluppo comune, però ha poi applicato e si è sviluppato anche nella pratica per mettere questo al servizio di tutti, non è rimasto seduto a meditare.

Voglio dire, forse non ho capito bene, ma non dobbiamo estremizzare..

Il Cerchio di Firenze da quanto ho letto e ascoltato, alla fine è una fonte valida di riflessione e conoscenza, chiaramente ci sono tante fonti a cui possiamo attingere, poi serve quel controllo mentale di cui ho scritto sopra per fare ordine e selezionare ciò che può servirci o meno..

Non fraintendiamoci, ho cercato di spiegare il mio punto di vista, se non ho capito male la discussione.

——–
Lo stato meditativo è tecnicamente quello in cui la mente viene fermata.

Trovo comunque che concentrarsi su UNA cosa, un libro, una riflessione, allena la concentrazione e il controllo sulla mente, calma il corpo, non stai nello stato tecnico di meditazione, ma è una forma di rilassamento, stimolo della creatività, di controllo della mente molto importante.

Abbiamo degli strumenti da usare in questa realtà “materiale” e limitata, sta a noi usarli in modo anche pratico per obiettivi che portino al nostro sviluppo in piani superiori e operare per la collettività, visto che siamo UNO, è un modo per accelerare moltissimo la nostra evoluzione, finchè non sarà più necessario il piano fisico in cui siamo ora..

Le limitazioni fisiche servono…sta a noi usare il corpo in funzione dello spirito e non mortificare lo spirito in funzione del corpo…col tempo si impara a farlo sempre meglio.

Non confondiamo la terminologia..in queste discussioni è facile, lo faccio anche io..
Questo è un buon riassunto direi:

http://www.meditare.it/faq/qa_01.htm

Io per natura fin da piccolo sono sempre stato “meditativo”, capace di soffermarmi con una calma interiore totale, a osservare con piacere un albero per dire..in questo ha influito molto anche mio nonno, ho vissuto con i nonni materni fino a 6 anni.

Purtroppo ho avuto periodi seguenti in cui ho faticato a mantenere questa quiete e a periodi l'ho persa, questo mi ha fatto capire quanto sia importante.

Istintivamente pochi anni fa ho sentito la necessità di apprendere come mantenerla e ho iniziato a informarmi sulla meditazione, cosa che avevo sempre tralasciato, la mia forma di semi-meditazione diciamo, è sempre stata l'allenamento fisico, che comporta comunque una certa concentrazione e un certo sviluppo della forza di volontà.

Controllare la mente, lo stato vibratorio, le pulsazioni del corpo è basilare per affrontare il percorso.