Rispondi a: Scie chimiche

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#63909

altair
Partecipante

E' bene fare alcune precisazioni.

Siccome io e Z. non siamo più due ragazzini, ne consegue che i presunti veleni veicolati dalle scie ce li saremmo beccati tutti fin dall'inizio del fenomeno, e la stessa cosa, ovviamente, sarebbe successa a tutte le persone adulte della nostra età o più in là con gli anni.

Ora queste persone non stanno tutte bene, qualcuno si è ammalato ed è morto, altri stanno ancora male, ma la maggior parte di loro direi che conduce un' esistenza soddisfacente sotto il profilo della salute.

I presunti veleni, sparsi a piene mani per mezzo delle scie per decenni, con grande dispendio di denaro, sarebbero dunque così poco efficaci?

E' ovvio, alla luce di queste semplici considerazioni, che l'ipotesi dell'avvelenamento di massa risulta piuttosto azzardata, vista la mancanza di effetti significativi sul lungo periodo.

Non è da escludere la possibilità che le scie, pensate per altri scopi, possano procurare qualche danno alla salute umana, come è accaduto per molte altre attività; pensiamo ad es. al vasto utilizzo dell'amianto o del DDT oggi banditi, due prodotti largamente impiegati in passato che poi si sono rivelati controproducenti a causa dei rischi inaccettabili che comportavano.

Le sostanze tossiche, con il progresso della chimica, sono diventate virtualmente infinite, si tratta di sostanze che trovano impiego nelle attività produttive e che producono rifiuti e fumi tossici che inquinano fin dai tempi del boom industriale del dopoguerra; le autorità dei paesi più industrializzati hanno tentato nel corso degli anni di adottare normative sempre più rigide per provare ad arginare il fenomeno, con risultati non del tutto soddisfacenti visto il tasso di inquinamento che ci circonda.

Inoltre, alle attività produttive, si va ad aggiungere il mostruoso traffico motorizzato, basato su una tecnologia (il motore endotermico) vecchia di cent'anni ed inquinante.

Per concludere, non si può non parlare della qualità di ciò che mangiamo e beviamo; la produzione degli alimenti ha conosciuto, nel corso degli ultimi decenni, enormi trasformazioni.

L'impiego massiccio di sostanze chimiche nell'industria agroalimentare ha assicurato cibo in abbondanza a prezzo della qualità; nei paesi ricchi è sparita la fame ma con essa anche i prodotti genuini e ricchi di gusto naturale.

Per non dilungarmi troppo, provo ad arrivare al punto di tutto questo discorso.

Le possibilità di avvelenarci tutti, attraverso le conoscenze chimiche avanzate che ci sono e pochi conoscono, oggi sono virtualmente infinite e non ci sarebbe alcuna necessità di mettere continuamente in volo aerei per raggiungere questo scopo, basterebbe studiare strategie adeguate, che non hanno alcun bisogno di spiccare costosi voli e che potrebbero essere persino remunerative se abbinate ai consumi quotidiani di ognuno di noi.

Bastava lasciare il piombo nella benzina, sconsigliare le marmitte catalitiche, non regolamentare lo smaltimento dei rifiuti e le emissioni della grande industria, non imporre limiti di legge nell'impiego di additivi negli alimenti e molte altre cose che adesso non mi vengono in mente: tutto ciò sarebbe stato più che sufficiente per avvelenarci tutti ed in tempi brevi.

Che senso avrebbe irrorare i cieli di veleni, con grande dispendio di denaro, quando, in maniera redditizia, i veleni potrebbero essere messi a nostra disposizione in base alle nostre esigenze e facendoceli anche pagare direttamente?

p.s.
non sarebbe necessario ribadire, a chi mi legge da un pò, la mia posizione sul fenomeno scie chimiche, ma a scanso di equivoci e a beneficio di chi mi legge da poco mi ripeto:

molte delle scie attualmente rilasciate dagli aerei sono senz'altro un fenomeno anomalo, chi ancora nega questa cosa, o ha ragioni inconfessabili per farlo, oppure non riesce a guardare al di là del proprio naso.