Rispondi a: Scie chimiche

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Partecipante

Ieri è andata in onda una puntata dell'ignobile trasmissione condotta da Pirlangela, Superquark. All'interno del programma è stato inserito un siparietto sulle scelleratezze del sistema e si è pure accennato alle scie chimiche, cercando di presentarle come una leggenda metropolitana.

Il nostro amico System failure, a proposito di questa immonda farsa, ha scritto: “Il documentario “invertito” ha esibito foto e video di chemtrails mentre la voce fuori campo ad un certo punto, dopo aver collocato sullo stesso livello morale cartomanti ed operazioni militari clandestine, si è posta una domanda, con la solita voce suadente e familiare, su come fosse possibile che ancora “tanti di noi” possano credere in “QUESTE” cose. Poi è stata data la parola a pollidoro con tanto di inquadratura da premio oscar ad un paolo cattivissimo con un'espressione molto indagatrice…”

Questi agenti dell'inganno insistono nella disinformazione più bieca, nella propaganda più volgare pur di convincere i dubbiosi e testimoni preoccupati che le chemtrails non esistono. A quali strumenti riccorrono i falsari della parola e delle immagini pur di manipolare i telespettatori?

– Usano in primo luogo la strategia della confusione, ossia mescolano ad arte argomenti futili ed insignificanti a temi scabrosi, ad esempio il mago truffatore e l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

– Ricorrono al principio di “autorità” non autorevole, intervistando illustri ed accreditati bugiardi, quasi sempre esponenti del famigerato C.I.C.A.P. A causa della loro notorietà, di una fama mal acquisita ma solida, come per miracolo le loro colossali menzogne diventano verità rivelate.

– Adottano l'insinuazione: ancora più della negazione plateale, la suggestione sortisce i suoi effetti: coloro che investigano i comploti orditi dagli stati sono dei creduloni, dei visionari, dei paranoici. Si noti la climax che si snoda dal paternalismo (poverini, sono un po' ingenui, sino alla pseudo-diagnosi di paranoia).

– Eludono i fatti per trasporre i contenuti informativi sul piano della “fede”: “credere” o “non credere” agli U.F.O.

– Ignorano i fatti per trasferire il discorso sul piano personale: si scivola così in un'”analisi” pseudo-sociologica alla Umberto Eco, tutta focalizzata sui ricercatori descritti come persone non competenti. Quali sarebbero le competenze di cattivissimo, esperto nel macinare le cose, e di pollidoro, indecente docente di Psicologia dell'insolito?

– Si basano sulla tautologia scientista: la “scienza” dimostra che le scie del cielo sono solo scie di condensazione perché lo sostengono gli scienziati e gli scienziati lo affermano poiché sono depositari delle verità scientifiche.

– Impiegano strategie sensoriali ad hoc: accostamenti tra immagini di scie chimiche e volti ambigui, tra sequenze e voci carezzevoli.

– Si fondano sulla tattica del “cavallo di Troia”: dapprincipio sono prodotti e trasmessi programmi innocui con documentari sugli animali, sui biomi, poi, in modo graduale, si introducono brevi e capziosi accenni sugli organismi geneticamente modificati, sulla predazione degli organi, sulle nanotecnologie etc. Infine si dedicano servizi alle “leggende urbane”, cercando di sottolineare il contrasto tra la “scienza” dei vari “esperti”: ecco allora le cannonate di cannella, i lanci di lanciano, le manierate maniere di mainardi… Tra l'altro il bersaglio di Superquark e di format simili è costituita dagli adolescenti e dai giovani, i più vulnerabili, in quanto fiduciosi nel mezzo televisivo ed animati da sincera curiosità verso argomenti scientifici o presentai come tali.

– Adoperano metodi della programmazione neuro-linguistica.

Ci troviamo al cospetto di una propaganda alla Goebbels, imperniata sulla ripetizione ossessiva di pseudo-concetti, sull'uso emotivo delle immagini e della gestualità, sulla penetrazione nel subconscio del messaggio distorto attraverso la sua collocazione nella parte finale dell'esposizione, sulla diffamazione ed irrisione degli oppositori, sull'istigazione ad isolare i dissidenti.

Una vera propaganda in stile nazionalsocialista, resa ancora più efficace dall'enorme diffusione del mezzo televisivo e dalla credibilità basata sulla confusione-identificazione tra medium (lo strumento tecnologico) e messaggio (i contenuti della disinformazione).

Dobbiamo chiederci come le reti televisive possano contribuire in modo così vergognoso al controllo mentale: ebbene, apertis verbis, asseriamo che, limitando il discorso ai canali nazionali, la R.A.I. è una rete satanista, egemonizzata dai Rotschild. I programmatori e curatori del palinsesto non esitano ad occultare simboli ambigui, come, ad esempio, la farfalla rossa che richiama l'infame e spaventosa Mondex, l'azienda produttrice del microchip sottocutaneo, il cui nome è la crasi di Money dexter, con allusione al marchio dell'Apocalisse.