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#65900

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La prudenza non è mai troppa!

Però è anche vero che in questa stagione capita che comincino i violenti temporali estivi.

Due sono gli elementi indispensabili per la formazione di un temporale, l’instabilità atmosferica determinata da aria fredda in quota e aria calda al suolo e l’umidità. Infatti, quando questi due elementi risultano insufficienti, anche il passaggio di un fronte freddo può non dar luogo a temporali.

I temporali possono svilupparsi quasi ovunque sul nostro pianeta. Naturalmente alcune zone sono soggette a fenomeni più violenti come il Mid-west degli Stati Uniti, dove le forze in gioco (cioè l'aria fredda canadese e l'aria caldo-umida proveniente dal Golfo del Messico) creano contrasti talmente violenti da essere unici, tali da concorrere alla formazioni dei famosi tornado americani. In Europa tali contrasti sono più blandi, ed inoltre entra in gioco anche l’orografia, specie su un territorio come quello Italiano.

Possiamo avere due tipi di temporali, di calore e temporali frontali, i primi sono fenomeni abbastanza frequenti in Pianura Padana; sono favoriti da un'alta pressione stabile da parecchi giorni. In questo caso, la pressione si livella a tutte le quote favorendo la diminuzione dei venti orizzontali che inibiscono lo sviluppo delle termiche. Inoltre, specie in Estate, tale situazione crea aria umida e stagnante nei bassi strati indispensabile per la formazioni di temporali di calore. I temporali si sviluppano quasi sempre nel pomeriggio sui rilievi e nel tardo pomeriggio o in serata in pianura, proprio perché l'attività cumuliforme raggiunge il picco massimo nel primo pomeriggio sui rilievi dove entra in gioco l’orografia, mentre in pianura comincia a salire l’umidità mentre persiste ancora il caldo accumulato in giornata.

I temporali frontali (fronte freddo) sono i più violenti e sono generati dall'aria fredda che incuneandosi bruscamente sotto l’aria calda-umida la solleva bruscamente innescandone il moto convettivo. Portano a considerevole calo della temperatura ed a un rapido miglioramento delle condizioni del tempo dopo poche ore dal loro passaggio.

I mezzi di comunicazione descrivono gli avvenimenti atmosferici con estrema enfasi esagerando o usando, per le nostre zone, termini non corretti quali “caldo sahariano” per temperature estive normali, “piogge tropicali” per i classici acquazzoni pomeridiani estivi, o “tromba d’aria” per descrivere i semplici colpi di vento. L’Italia è da sempre soggetta a temporali intensi. L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia stabilisce che 7,5 mm di pioggia per metro quadro in un ora, in località con latitudini simili a quelle italiane, sono da considerarsi come precipitazione “intensa”, dunque piuttosto rara…

Durante i mesi estivi, l’Italia è soggetta a temporali che possono scaricare anche 50 mm di pioggia in un’ora, o addirittura valori superiori. Pertanto per il nostro paese, è intensa una precipitazione anche 10/15 volte più violenta rispetto alla classificazione dell’OMM.

Quando facciamo riferimento a Local Severe Weather, non parliamo quindi dei classici temporali estivi piuttosto frequenti nelle nostre regioni. Invitiamo dunque a non prestar fede alle esagerazioni giornalistiche che, abusando o utilizzando in modo improprio termini meteorologici, possono dar la sensazione di una sempre maggior frequenza di eventi disastrosi.

Il nostro paese, in periodi in cui la copertura giornalistica non era paragonabile a quella attuale, ha registrato precipitazioni giornaliere superiori agli 800 millimetri per metro quadro (Liguria), che si sperimentano solo di rado anche nelle zone tropicali soggette ad uragani; oppure tornado F5, cioè di intensità simile a quelli che occasionalmente solcano le pianure statunitensi.

Sono aumentati gli eventi di grande intensità? In realtà, questo non risulta dalle osservazioni degli eventi accaduti in Italia. Anzi, negli ultimi anni appare evidente che le estati stiano diventando secche con una riduzione degli eventi temporaleschi, e con essi anche degli eventi particolarmente violenti.

http://clima.meteogiornale.it/2008/03/20/i-mezzi-di-comunicazione/

Poi c'è chi afferma che l'attivita' elettrica dei temporali dopo il rilascio delle scie e' significativamente piu' intensa.

Boh! :hihi: