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Richard
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La guerra mondiale prossima ventura

Nella crisi del Caucaso ci sono già tutti gli elementi della prossima guerra mondiale, che sarà nucleare solo un pochino e che forse sarà evitata grazie a Cina e India.
E' questa l'analisi di Nikolai Sokolov, esperto di geopolitica nel mondo post-sovietico.

Secondo lo studioso, la posta in palio in Georgia è poco più che simbolica, ma Russia e Usa non possono mollare l'osso per diversi motivi: promesse e alleanze con player locali, reputazione e ruolo nel contesto globale.
La situazione assomiglia molto a quella europea alla vigilia della prima guerra mondiale, quando l'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando scatenò una reazione a catena inevitabile.

Come potrebbe scoppiare il conflitto? Semplice: la Georgia starebbe per entrare nella Nato. Ma se negli Stati Uniti questa ipotesi è molto popolare – perché entrambi i candidati alle presidenziali giocano la carta georgiana per acquisire consensi – altri membri dell'Alleanza (definiti “vecchia Europa” da Rumsfeld) non ne sono così entusiasti. Inoltre si tratta di un processo lungo.

A questo punto, il presidente georgiano Saakashvili potrebbe semplicemente stringere un'alleanza bilaterale con gli Usa, facendo dispiegare sul suo territorio due o tre battaglioni di soldati americani. Di fatto, se Tbilisi decidesse di soffiare sul fuoco, si tratterebbe di “ostaggi” in un gioco più grande di loro.

Infatti, un'ulteriore provocazione di Saakashvili nei confronti della Russia, come quella di agosto, non potrebbe che scatenare la stessa reazione di Mosca. Ma a quel punto gli americani, implicati direttamente, non potrebbero starsene a guardare e, tra l'altro, non avrebbero i lacci e lacciuoli dell'Alleanza Atlantica a limitarne la libertà d'azione.

La Russia schiaccerebbe la Georgia ma non avrebbe chances contro la superiorità tecnologica statunitense. Dovrebbe perciò ricorrere a un limitato uso della sua forza nucleare contro i centri di comando e le basi Usa, soprattutto in Europa, da cui partono gli attacchi contro il proprio territorio.

“Benvenuti alla terza guerra mondiale – scherza Sokolov – in gran parte convenzionale e resa qua e là più piccante da qualche fungo nucleare”.
Ma l'aspetto più affascinante – aggiunge – è il fatto che le due potenze emergenti sullo scacchiere globale, Cina e India, sarebbero totalmente disinteressate all'intera faccenda, non avendo mire particolari sul Caucaso.

Vera o falsa che sia, questa constatazione è per lo studioso russo fonte di speranza:
“Se superiamo in sicurezza questo periodo di transizione – in cui il potere economico e quindi politico si sta trasferendo dai vecchi centri all'Asia – potremmo evitare un scontro diretto tra grandi potenze e l'uso di armi nucleari. In base alle attuali tendenze economiche, necessitiamo di un po' di fortuna ancora per qualche anno”.

[youtube=425,344]GJIxos6a-Zc

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