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Anonimo

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LA GRECIA SI AFFIDA AL PETROLIO IRANIANO
Postato il Venerdì, 11 novembre @ 17:10:00 CST di supervice

MENTRE LE PAURE PER IL DEFAULT MINANO GLI SCAMBI

FONTE: Reuters
La Grecia si sta appoggiando all’Iran per la gran parte del suo petrolio mentre i venditori staccano la spina alle forniture e le banche si rifiutano di fornire finanziamenti per i timori che Atene vada in default sul suo debito.

I trader hanno detto che la Grecia si sta affidando all’Iran come fornitore di ultima istanza malgrado le crescenti pressioni da Washington e Bruxelles per reprimere questi scambi come parte della campagna contro il programma nucleare di Teheran.

La quasi paralisi degli arrivi del petrolio in Grecia, che ha quattro raffinerie, mostrano come il commercio in Europa possa entrare in fase di stallo per lo svanire della fiducia a causa della crisi del debito dell’eurozona, che sta minacciando di diffondersi ad altri paesi.

“Le compagnie come la nostra non possono commerciare con loro. C’è troppo rischio. Forse i fornitori indipendenti sono più attrezzati”, ha detto un trader di una grande azienda internazionale petrolifera.

“Il nostro settore finanziario si rifiuta semplicemente di commerciare con loro. Non è che non paghino. È solo una precauzione”, ha detto un dipendente di una grossa compagnia di trading.

“Non troveremmo nessuna banca disposta a finanziarci. Nessuna banca vuole finanziare uno scambio con loro. E abbiamo perso buone opportunità”, ha detto un terzo trader.

Più di venti trader europei contattati da Reuters presso le maggiori compagnie di commercio col petrolio hanno riferito che la mancanza di finanziamento bancario ha costretto la Grecia a interrompere gli acquisti dalla Russia, dall’Azerbaigian e dal Kazakistan negli ultimi mesi.

La Grecia, che non ha produzione interna, si basa sulle importazioni di petrolio e nel 2010 ha acquistato il 46 per cento del suo greggio dalla Russia e il 16 per cento dall’Iran. L’Arabia Saudita e il Kazakistan hanno fornito il 10 per cento ciascuna, la Libia il 9 e l’Iraq il 7 per cento, secondo i dati dell’Unione Europea.

“Non fanno misteri quando parli con loro e dicono che stanno sopravvivendo su quello che arriva dall’Iran perché gli altri semplicemente non vendono nella situazione attuale”, ha affermato un trader che tratta nel Mediterraneo.

Il principale raffinatore greco, Hellenic Petroleum, ha negato di avere difficoltà nel comprare il greggio e ha declinato di commentare sul calo delle forniture petrolifere. Il secondo raffinatore greco, Motor Oil Hellas, si è rifiutato di commentare.

Le quattro raffinerie della Grecia, che appartengono a Hellenic e a Motor Oil, possono processare circa 400.000 barili al giorno. Il dato è calato a circa 330.000 barili al giorno nei mesi recenti per operazioni di manutenzione e di ammodernamento.

“I nostri tabulati relativi al petrolio sono sostanzialmente immutati negli ultimi mesi e stiamo sempre cercando di ottimizzare le nostre operazioni di raffinazione”, ha detto un portavoce di Hellenic.

“I nostri accordi di forniture sono basati puramente su considerazioni commerciali, e non ci sono altri fattori a interferire”, ha detto.

I dati delle spedizioni ottenuti da Reuters mostravano quattro cargo che hanno trasportato in settembre il greggio dagli impianti mediorientali di Sidi Kerir nel Mediterraneo egiziano verso la Grecia. Tre hanno viaggiato in ottobre. I trader dicono che tutti trasportavano petrolio iraniano e altri arriveranno in novembre.

“L’Iran è l’unica nazione che possa lavorare in questo momento su una linea di ‘credito aperto’, data la sua difficoltà nella vendita del petrolio”, ha riferito un trader.

Le importazioni di petrolio iraniano verso gli Stati Uniti sono soggette a sanzioni, ma sono ancora perfettamente legali in Europa e in Asia. L’Unione Europea ha riferito questa settimana che potrebbe prendere in considerazione le sanzioni contro l’Iran nelle prossime settimane, dopo che un’agenzia dell’ONU ha detto che Teheran ha lavorato per progettare ordigni nucleari.

L’Iran nega di cercare di costruire bombe atomiche e un funzionario iraniano, che si è rifiutato di fornire le generalità, ha detto che Teheran non ha difficoltà a vendere il proprio petrolio.

Comunque, le fonti delle spedizioni hanno affermato che l’interesse per il greggio iraniano, che è più economico dell’analogo russo ma politicamente sensibile, ha spinto il paese a continuare nell’immagazzinamento del petrolio nel Mar Rosso, per renderlo disponibile per spedizioni celeri.

Il resto dell’industria petrolifera ha tagliato drasticamente l’accumulo del petrolio dopo che i prezzi forward per il petrolio si sono rapidamente abbassati, rendendo queste operazioni una fonte di perdite.

L’Iran sta immagazzinando il petrolio in quattro enormi petroliere al largo del Mar Rosso.

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Fonte: Greece turns to Iranian oil as default fears deter trade