Rispondi a: Riflessioni sulle guerre passate e future!

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camillo
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Citazione fonte La Stampa

http://www.lastampa.it/2013/09/03/blogs/underblog/bzrezinski-il-risveglio-poltico-globale-rende-difficile-la-guerra-in-siria-e-i-sondaggi-effettivamente-eMHwGccibVKlgTdZOxMaGK/pagina.html

“…Le maggiori potenze del mondo, vecchie e nuove, sono di fronte a una nuova realtà: mentre la letalità del loro esercito può essere la più grande da sempre, la loro capacità di imporre un controllo sul risveglio politico delle masse del mondo è al suo minimo storico. Detto senza mezzi termini: un tempo era più facile controllare un milione di persone che ucciderne un milione fisicamente; oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllarne un milione”, ha detto Bzrezinski nel 2010 durante una conferenza del Council on Foreign Relations a Montreal (video).

Blog e siti “alternativi” non possono che compiacersi, trovando in queste parole la conferma del loro impegno nel fornire versioni che contraddicono le cosiddette “narrazioni ufficiali”.

La teoria dell’ex consigliere del presidente Jimmy Carter sembra in ogni caso trovare conferma nei sondaggi che mostrano una netta contrarietà verso un intervento militare occidentale in Siria da parte di una grande maggioranza di cittadini, negli Usa e ancor di più in Germania, Francia, e Gran Bretagna. Dove l’avversione dell’opinione pubblica – che incidentalmente coincide col punto di vista del neo governatore della Bank of England, la Banca Centrale inglese – ha sicuramente contribuito al voto negativo del parlamento che ha sconfessato il primo ministro David Cameron.

GB: il 60% degli Inglesi disapprova un’azione militare in Siria, l’80% ritiene necessario si pronunci l’ONU.

Francia: il 59% dei Francesi è contrario a che la Francia intervenga con gli Usa.

Germania: il 69% dei Tedeschi si oppone a un’azione militare in Siria

Usa: il 53% degli americani si pronuncia per star fuori dalla Siria (era il 60% una settimana prima). Solo il 20% favore (era il 9%)

Il 29% direbbe sì all’intervento se si dimostrasse che Assad è colpevole (era il 25%) Il 44% è contrario comunque.

Ad approvare il coinvolgimento Usa in Libia era stato il 47% degli americani, il 76% dei quali erano stati favorevoli alla guerra in Iraq, e addirittura il 90% a quella in Afghanistan, subito dopo l’11 settembre.

Un Pew Poll molto esteso dello scorso maggio, dopo il primo attacco con armi chimiche attribuito al regime siriano (poi dichiarato opera dei ribelli dall’investigatrice Onu Carla Del Ponte):
l’82% dei tedeschi, il 69% dei francesi, il 57% degli inglesi, e persino il 65% dei turchi – oltre all’80% dei libanesi, 68% dei tunisini, 59% degli egiziani – si erano detti contrari a un appoggio ai ribelli siriani da parte degli Occidentali.

Chissà che di questa diffusa contrarietà dell'opinione pubblica non finisca per tener conto anche il Congresso Usa, che il 9 settembre dovrà dare il suo assenso a un'azione militare. “