Rispondi a: l’ italia in rovina

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eroinelvento
Partecipante

RicordandoVi che oggi 26 giugno 2008 c'è stata udienza del processo 'aldrovandi' e che in aula sono stati ascoltati i poliziotti accusati di avergli cagionato la morte (a proposito di sicurezza nel nostro bel paese italiko),copio qui in calce un articolo de Il Gazzettino di Padova che può ben farci comprendere quanto veleno ingurgitiamo dal momento che abbiamo perso ogni rispetto con la Natura e, come dicono i buddisti, con tutti gli Esseri Senzienti, mentre purtroppo continuano gli allevamenti INTENSIVI e nell'articolo sotto si parla di 200 capi alla settimana, ma vi assicuro che nella statale della valsugana (che percorro quotidianamente, mannaggia a me e managgia al petrolio, e mannaggia all'automobile che appena si rompe abbandonerò per sempre) transitano molti camion con a bordo ANIMALI VIVI (bovini, galline, conigli). BASTA CON QUESTA SHOA'!!
Nell'alta padovana (a nord del fiume Brenta) ci sono molti MACELLI (nei quali ci lavorano anche molti cosidetti extracomunitari, naturalmente sfruttati, malpagati e ricattati) nell'occultamento totale della popolazione che continua a cibarsi di CARNE e di quant'altro ci viene propinato fidandosi ciecamente di questo sistema ultra capitalista globale che come unica meta ha il profitto estremo sulla pelle di tutto e tutti…

!alien OBSUCURED HUMAN CONSCIENCE

Non mi resta che attendere il 'punto zero' fratelli, ma intanto osservo questo mondo veramente marcio!

Da Il Gazzettino di Padova del 26-6-08:
TRABESELEGHE (Padova)
I due allevatori finiti nel mirino dei Nas: «Mai dato sostanze proibite ai nostri vitelli»
Trebaseleghe
(V.M.) Respingono le accuse i due allevatori, Claudio e Gianluigi Zoggia, accusati dai Nas di aver usato sostanze proibite per allevare i loro capi. “La nostra azienda è soggetta a controlli tutte le settimane sia sui capi in stalla che al momento della macellazione, senza di norma subire alcuna contestazione – precisano i Zoggia – Fra l'altro all'epoca dei fatti contestati immettevamo nel mercato circa duecento capi alla settimana, in molti macelli del nord e del centro Italia: ciò significa un numero ragguardevole di verifiche su tutto quanto concerne la salubrità dell'animale e delle carni poste al consumo”.
Insomma i due casi contestati oltre che isolati sono quantomeno anomali, visto che nello stesso momento erano stati prelevati campioni da molti altri animali, anche facenti parte dello stesso gruppo, stabulati assieme e con la stessa età e stessa alimentazione, tutti risultati assolutamente corretti. I due vitelli comunque [u]sono morti di morte naturale[/u] e non sono stati posti in vendita. “Riteniamo che questi due valori peraltro leggermente superiori alla norma consentita, possano dipendere da un alterato metabolismo dei due vitelli, probabilmente in associazione a qualche integratore alimentare in uso in quel momento”. L'accaduto infine ha portato i titolari a raddoppiare i controlli su qualunque alimento venga somministrato agli animali nell'azienda.