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Intervista dell'ad allo Spiegel: “Prevista una riduzione del 20%”
“Non chiuderemo gli stabilimenti tedeschi”. Cautela sui siti italiani
Fiat-Opel, scontro con la Cgil
Marchionne: “Tagli alla produzione”

Epifani: “Da parte nostra nessun tentennamento, non possiamo fare sconti”

MILANO – Il piano della Fiat per la creazione di nuovo gruppo automobilistico europeo prevede una riduzione della capacità produttiva del 20% e nessuna chiusura degli impianti tedeschi. Intervistato dallo Spiegel online l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, riassume così il piano del Lingotto. Un taglio che, assicura l'ad, non dovrebbe significare una riduzione dell'occupazione del 20%. Ma già si profila un braccio di ferro con la Cgil per il destino degli stabilimenti italiani.

La proposta Fiat. Si cominciano intanto ad apprendere i primi dettagli del documento Fiat. Il Lingotto, spiegano fonti vicine al dossier, ha presentato per Opel “un'offerta, non un piano dettagliato. Si tratta di un documento snello che tratta di strategia complessiva. Non è un documento ponderoso”. Già all'inizio della prossima settimana, dicono ancora le fonti, il governo tedesco potrebbe aver effettuato una preselezione dei candidati in lizza per Opel. Il governo, inoltre, “è sotto pressione per trovare una soluzione e sta lavorando intensamente con tutte le parti coinvolte”. Secondo le fonti, l'esame “è in corso già da ieri sera, dopo che sono state ricevute le proposte”. Cauto sull'ipotesi di chiusura di alcuni impianti del gruppo in Italia, il presidente Montezemolo: “Bisogna vedere cosa succede. Ora non se ne può parlare. Dobbiamo discuterne, come si dice in gergo, a bocce ferme”.

Sindacati. Dura la replica del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: “Nessun tentennamento, non possiamo fare sconti”, dice entrando all'assemblea di Confindustria. “Non sappiamo a che punto siamo – ha aggiunto il leader sindacale – una cosa è chiara, visto che non si è fatto un incontro prima, nell'incontro che si farà dopo si parte dalla difesa di tutti gli stabilimenti italiani. Da parte nostra non ci può essere nessun tentennamento, non possiamo fare sconti”.

Più sfumata la posizione del leader della Uil, Luigi Angeletti: “Vediamo quando e come si concluderà la trattativa con Opel. La Fiat è un'azienda che ha condizioni industriali e di mercato migliori di Chrysler e Opel e quindi non si vede perché debba essere sacrificata”, dice il sindacalista. Sull'operazione Fiat-Opel “l'unica preoccupazione che ho – aggiunge – è che ci siano condizionamenti politici da parte del governo tedesco”.

Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, nel suo intervento a 'Panorama del giorno' su Canale 5, parla dell'ingresso dei lavoratori nel capitale dell'azienda. A questo – dice – si dovrebbe tendere, con sullo sfondo le intese che la Fiat sta raggiungendo in campo internazionale, per “creare quell'energia che si è vista a Detroit (sede della Chrysler, ndr) quando lavoratori, imprese e governo per la prima volta hanno trovato soluzioni che sei mesi fa nessuno avrebbe previsto”.

Il Pd. “Il fatto che un'azienda italiana si espanda è positivo ma il governo italiano deve fare come quello tedesco e cioè chiedere garanzie precise affinchè l'espansione non venga pagata dai lavoratori e dagli stabilimenti italiani”, dice il segretario del Pd, Dario Franceschini.

General Motors. “A questo punto lavoreremo il più rapidamente possibile e qualche novità” sulle trattative per l'acquisto di Opel “molto probabilmente ci sarà entro la fine del mese di maggio”, conferma Karen Kirchner, portavoce corporate di General Motors Europe.

Banche. “Più siamo a supportare i grandi progetti e meglio è”. Lo dichiara l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a margine dell'assemblea di Confindustria interpellato sul ruolo di advisor dell'istituto nella trattativa tra Fiat e Opel. “C'è sempre grande collaborazione sui grandi progetti”, ha concluso il banchiere.

Verheugen (Ue). La commissione Ue nella valutazione di ogni soluzione per il settore dell'auto in Europa, a cominciare dalla vicenda Fiat-Opel, sarà ''adamantina'', perché ''non è un solo commissario a decidere, ma ogni risoluzione è collegiale''. A mettere i puntini sulle ''i'', nella sua missione in Italia, è il commissiario Ue per l'Industria, Guenther Verheugen.
(21 maggio 2009)

Il commento di Vittorio Zucconi

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