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Anche i preti al servizio della politica

Il 31 maggio il prete di Genova Paolo Farinella ha indirizzato al suo cardinale, Angelo Bagnasco, una lettera aperta che ha iniziato a circolare in rete, e che ieri è stata ripresa da Repubblica. http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/lettera-farinella/lettera-farinella.html

Nella lettera, sostanzialmente, Farinella accusa i vescovi italiani – della cui organizzazione Bagnasco è il presidente – di “reggere il sacco” a Berlusconi, per le sue continue malefatte, invece di denunciarne pubblicamente il comportamento “immorale”.

Alla lettera ha fatto eco un articolo di Famiglia Cristiana, dai toni e dai contenuti molto simili, anch’esso puntualmente ripreso da Repubblica. http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-8/famiglia-cristiana/famiglia-cristiana.html

Ne esce una immagine complessiva di una Chiesa “buona”, di una Chiesa sana e attenta ai valori morali, che si contrappone ai “venduti” delle alte gerarchie, che tacciono per interesse politico, economico, o personale.

Più volte Farinella sottolinea, nella lettera a Bagnasco, “io prete, lei vescovo”, quasi a voler rimarcare la sua apparteneza ad una “base” cristiana con la quale le gerarchie vescovili avrebbero perso il contatto.

Ma i tempi di Martin Lutero sono molto lontani, e quelli della Teologia della Liberazione lo sono ancora di più. Qualunque prete voglia ammantarsi oggi di purezza morale, senza rischiare di essere sospettato di opportunismo politico, deve prima rispondere ad un paio di quesiti non da poco.

All’inizio della sua lettera, Farinella scrive: Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe:

… la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di “frequentare minorenni”, dichiara che deve essere trattato “come un malato”, lo descrive come il “drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio”. Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo.

E’ davvero curioso che Farinella senta il bisogno di “dimostrare” la fondatezza delle accuse a Berlusconi, per sostenere la sua perorazione al cardinale, e ancora più curioso è il “metodo” che usa per farlo: la moglie – parte in causa fino al midollo – diventa improvvisamente una “fonte certa”, mentre “le interviste pubblicate” da vari giornali confermerebbero “oltre ogni dubbio che il Presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla nazione”.

Forse Farinella non sa che quando il cartello petrolchimico cercava di far proibire la coltivazione di cannabis, negli anni ’30 (in USA), era arrivato a portare in tribunale, come prove a proprio favore, gli articoli dei giornali di Hearst nei quali venivano descritti giovani “impazziti a causa del fumo” che avevano stuprato e derubato dozzine di cittadini innocenti. Ma i giudici si misero a ridere, e spiegarono agli avvocati della Dupont che per “prove” si intendono fatti comprovati, e non parole gratuite.

Specialmente se pubblicate da giornali che sono nemici dichiarati dell’accusato.

Trattandosi inoltre di questioni di ordine morale, non c’è alcun bisogno di “dimostrare” nulla: Sappiamo tutti benissimo che tipo di persona sia Berlusconi. Casomai ci si domanda come mai Farinella se ne sia accorto soltanto adesso.

Bisogna infatti notare che molto spesso, nel testo di Farinella, trapelano sfumature che sanno molto più di di “richiamo politico” che non di “richiamo morale”:

Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza?

Cosa c’entra la “sconcia maggioranza”, Signor Farinella? Le risulta forse che anche loro vadano con le minorenni?

Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese?

E’ ormai da quindici anni che il problema del conflitto di interessi di Berlusconi è stato posto. Come mai Farinella lo ha scoperto solo oggi? Se è vero che questo conflitto “schiaccia la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese”, perchè ha aspettato 15 anni per parlare? Vuole forse che i nostri fondamenti etici finiscano sotto la suola delle scarpe, prima di far sentire la sua voce?

Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio?

Se la TV che ci droga fosse invece al 50% dello stato, e al 50% della DC – come lo era una volta – Farinella sarebbe forse più contento?

Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia.

“Ahi ahi ahi Signora Longari, …” Sarebbe questa la “morale cattolica” di cui l’episcopato deve “farsi garante”? Dio, Patria e Famiglia? Non sarà che Farinella ultimamente ha letto troppo poco Vangelo, e troppi proclami lefebrviani?

Il popolo credente non capisce perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.

“Ahi ahi ahi Signora Longari, … “ L’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi? Strane nostalgie, bisogna dire, per una prete che sia alla ricerca di pulizia morale.

Inoltre, a leggere Farinella, il “popolo credente” (che sarebbe schierato a favore di Prodi) dovrebbe costituire una esigua minoranza, visto che la maggior parte degli italiani oggi vota Berlusconi. Mentre poco più avanti Farinella ci dice che sono proprio i “cattolici atei” a tenere in piedi il governo:

E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei?

Quindi, le stesse persone che “non capiscono perché … assolvete ogni immoralità di Berlusconi” sono quelle che tengono in piedi il suo governo.

Dal che si deduce che ai “cattolici atei” non gliene possa fregare di meno delle immoralità di Berlusconi, e che quindi il primo problema da sanare siano proprio loro.

Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?

Perchè Farinella non si è fatto sentire, quando Berlusconi firmava un’alleanza militare che consegnava a morte certa – come poi è avvenuto – almeno un milione di innocenti, fra afhghani e iracheni? (E dov'era Farinella quando l'integerrimo Prodi ratificava quella scelta, prolungandola nel tempo?)

Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché “anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa”

“Ahi ahi ahi Signora Longari, …” temo che con questo terzo scivolone si sia tradito definitivamente. Ma stia tranquillo, Signor Farinella, vedrà che l’orrido Berlusconi prestò sarà solo un ricordo, e la sua beneamata “chiesa” potrà finalmente tornare a governare l’Italia nel nome della Spada e della Croce, in modo che sia fatta la volontà divina.

La prossima volta, però, ci risparmi almeno l’ipocrisia nauseante del suo palese oppurtunismo politico. E soprattutto lasci stare il Vangelo, che quello è una cosa seria.

Firmato: un credente laico che, per dovere morale, non vota nè Berlusconi nè Prodi.

Massimo Mazzucco

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3241

:bravo: