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marì
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E “Vanity Fair” mette online tutte le donne di Berlusconi. L'edizione Usa della rivista
riproduce con intento ironico la lettera di scuse a Veronica del 2007
“Scandali, divorzio e processi
è un premier da barzelletta”

di LUCIANO NIGRO



ROMA
– “Impantanato negli scandali sessuali, diretto verso un brutto divorzio, inseguito dagli investigatori, il primo ministro Silvio Berlusconi è a national joke, una barzelletta”. Un ritratto implacabile quello che l'edizione americana di Vanity Fair dedica al capo del governo. In un lungo articolo Michael Wolff racconta le avventure che “minacciano la carriera di uno degli uomini più ricchi e dei politici di maggior successo in Europa”. E sul sito on line una dissacrante foto gallery (“Tutte le donne del primo ministro”) in cui scorrono le immagini di Veronica, Noemi, Mara… con brani della lettera di Berlusconi alla moglie del febbraio 2007: “Cara Veronica, eccoti le mie scuse… “.

A dir poco imbarazzante il profilo di Wolff. Titolo “Tutte le donne (o donnacce) portano a Roma”. “Negli anni Cinquanta – ricorda lo scrittore – era un crooner, un cantante da crociera”. Oggi “non è solo un miliardario immensamente potente, ma controlla il partito dominante, il più importante network televisivo e il governo. Ciò che più lo caratterizza, però, è la sua personalità da crooner. È un instancabile, e dozzinale, seduttore. Un Sinatra da grande magazzino. Un tipo. Uno stereotipo italiano”. E' “uno spaccone, cosa che è parte del suo fascino”. Quando uscirono le foto “di un baccanale nella sua casa in Sardegna, disse con una istrionica strizzatina d'occhi che la rossa e la bionda con cui andava a braccetto stavano solo ammirando le statue e le fontane”.

Il fatto è, secondo Wolff, che la cultura popolare in Italia è la Tv. E Berlusconi “il lascivo produttore con uno dei più attivi divanetti di casting aveva un segreto: portare in tv ragazze dai grandi seni”. Le veline, ecco l'arma vincente: fanno moda, sposano i calciatori e “lo rendono ricco e famoso”. E quando “nel '93 Berlusconi fonda un partito e diventa presidente del consiglio le veline lo seguono”. Sembrava il futuro dell'Italia, scrive Wolff. “Il paese cambiava, ma non Berlusconi, entrato in politica per difendere il suo business televisivo extra legale” che “protegge i suoi interessi” con l'immunità delle cariche istituzionali, premier compreso, e con la legge sulle intercettazioni telefoniche.

“Anche la moglie cambiava. Cresceva i figli e leggeva libri. Lei a Milano e lui a Roma, occupato in una vita politica e sessuale da capogiro (ci sono pure un trapianto di capelli, un lift e una liposuzione)”. Fino alla festa da Noemi, conosciuta su un book fotografico, alla cui festa Berlusconi arriva “mentre escono liste di probabili candidate europee, inclusa un'intera fila di veline”.

La moglie lo definisce “un uomo che va con le minorenni e vuole il divorzio”. E altre donne raccontano “di essere state pagate per intrattenere il premier, senza che la tv italiana sfiori neppure l'argomento”. Perché agli italiani piace Silvio? si chiede Wolff. Che nota “la sua facile vittoria elettorale si poteva ascoltare la sua voce registrata dire a una donna “aspettami nel letto grande””. E in luglio al G8, “in assenza della moglie, l'accompagnatrice ufficiale era il ministro Mara Carfagna, già topless showgirl e velina che aveva scatenato l'ira della moglie di Berlusconi quando lui disse che avrebbe voluto fuggire su un'isola deserta con lei”.
(11 agosto 2009)

***

Le intercettazioni della modella Francesca Lana, agli atti del provvedimento
di arresto di Verdoscia e Iacovelli, i due amici di Tarantini che gli procuravano la droga

La soubrette e i party in Sardegna
“La cocaina la portano da Bari”

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

BARI – “Quelli di Bari”, li chiamavano lo scorso anno in Costa Smeralda. “Quelli stanno riempiendo di coca mezza Sardegna”. Così parlava lo scorso anno “a cornetta aperta con un interlocutore non identificato” Francesca Lana, una delle soubrette vicine al gruppo di Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese accusato dalla procura di Bari di aver portato prostitute al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. La Lana era intercettata dalla Guardia di Finanza e ora quella conversazione è agli atti del fascicolo che, venerdì mattina, ha portato in carcere Massimiliano Verdoscia, il socio di Gianpaolo Tarantini e Stefano Iacovelli. È il luglio del 2008, la prima estate che Gianpaolo Tarantini, per sua stessa ammissione davanti alle fiamme gialle, trascorre in Sardegna. Un'estate di feste e coca, “tanta che anche noi eravamo coscienti che si esagerasse – racconterà Alessandro Mannarini, collaboratore di Tarantini e anche lui indagato per coca – ci si riprometteva di smettere, ma le promesse venivano puntualmente disattese”.

Una delle ospiti fisse di quell'estate a casa Tarantini era Francesca Lana, una “soubrette” – come la definiscono gli investigatori – nota alle cronache mondane soprattutto per essere l'amica del cuore di Manuela Arcuri. Bene, è una notte di luglio quando la Lana – “in stato confusionale” scrivono gli stessi finanzieri – non misura le parole e si lascia andare ad un'affermazione che, nell'indagine, diventa importante o comunque meritevole di essere citata. “Quelli di Bari danno la droga a tutti, lo sa anche Briatore (ndr, che non è né indagato né coinvolto nell'inchiesta, a nessun titolo)” dice, in sintesi, l'attrice così come riportato nel verbale agli atti dell'indagine.

A questa ricostruzione segue una nuova conversazione, anch'essa intercettata, tra la Lana e Mannarini, nella quale si parla di alcune dosi di cocaina che l'uomo avrebbe dovuto portare. Il tenore delle feste sarde nella villa di Tarantini sono definite dal gip “inquietanti” per il giro di droga: l'imprenditore barese – che portò Patrizia D'Addario e altre signore a Palazzo Grazioli dal presidente – usava offrire coca ai suoi ospiti come fosse un bicchiere di vino.

Tarantini ha però fatto al pm Giuseppe Scelsi, nell'interrogatorio del 28 luglio scorso, il nome di Massimiliano Verdoscia come colui che avrebbe portato la droga. Ed è stato sempre Tarantini a tirare in ballo Stefano Iacovelli. Dichiarazioni che la difesa di Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli contestano.

Questa mattina, davanti al gip Sergio Di Paola, è in programma l'interrogatorio di garanzia dei due indagati. Il legale di Iacovelli, l'avvocato Rosario Greco non vuole fare alcun commento sull'indagine. Ieri però è stato in carcere dove ha incontrato il suo assistito che era sereno e certo, spiega il legale, “di poter dimostrare la sua assoluta estraneità ai fatti che gli vengono contestati”.
(11 agosto 2009)

http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

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:hehe: