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Richard
Richard
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http://www.unonotizie.it/5503-sciopero-mediaset-l-esecutivo-ed-il-clb-nazionale-di-fuori-onda-sostengono-i-colleghi-mediaset.php
SCIOPERO MEDIASET/ Esecutivo e CLB nazionale di ''Fuori Onda'' sostengono i colleghi ''Mediaset''

ROMA (Uno Notizie.it)

Nel sostenere pubblicamente i colleghi “Mediaset” che hanno scioperato il 22 maggio, l’Esecutivo ed il CLB nazionale di “Fuori Onda” rilevano alcune importanti novità nella prassi e nella comunicazione all’interno della categoria; novità che segnano una linea di demarcazione netta col passato: intanto prendiamo atto con grande soddisfazione che, forse per la prima volta nella storia dei nostri mestieri, “garantiti” e “free-lance” si collegano fra loro per tenersi reciprocamente informati sugli scenari operativi e sullo “stato dell’arte”, cominciando a chiamarsi col proprio nome (lavoratori dipendenti e lavoratori precari) e buttando a mare una volta per tutte una lunga serie di luoghi comuni e di visioni ristrette in nome della comune appartenenza alla stessa categoria professionale.

stasera incredibilmente a rainews24 ad un orario decente hanno fatto un servizio con tutti i problemi del nucleare e anche quello di quarta generazione

http://www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_content&view=article&id=92:nucleare-dieci-domande-e-dieci-risposte-di-mario-agostinelli&catid=13:news&Itemid=2

http://folliaquotidiana.wordpress.com/faq-energia-nucleare/
Che correlazione c’è tra energia nucleare e armi nucleari?
L’impiego di centrali nucleari permette ad una nazione di ottenere i materiali necessari per sviluppare armi nucleari. Le bombe nucleari infatti impiegano come materiale fissile l’uranio arricchito (una miscela di U-235 ad elevatissime concentrazioni) o il plutonio.

Uranio e plutonio l'Italia deve smaltire 75 mila metri cubi
Diecimila metri cubi di scorie nucleari di terza categoria, ossia ad alta pericolosità, e 75 mila metri cubi di rifiuti radioattivi di prima e seconda categoria, derivanti da attività industriali, ospedaliere e, solo in parte, dallo smantellamento delle vecchie centrali elettronucleari. L`Italia deve ancora trovare una sistemazione definitiva a questa pesante eredità di uranio, plutonio, torio e altri nuclei radioattivi tossici che incombe come una minaccia.
http://www.fainotizia.it/2009/10/14/uranio-e-plutonio-litalia-deve-smaltire-75-mila-metri-cubi

http://www.appuntidigitali.it/2083/quattro-incidenti-nucleari-in-francia-in-due-settimane/
Dal primo incidente alla centrale nucleare francese di Tricastin, che ha riversato 75 kg di uranio nelle acque del fiume, con grandi ritardi nella gestione dell’emergenza e grossi problemi per le popolazioni lungo il fiume (divieti di irrigazione, pesca e balneazione), il nucleare francese sembra incapace di tornare alla normalità …

Il Governo tedesco ha dimostrato di non fidarsi dei comunicati ufficiali diffusi sugli incidenti, commissionando un indagine ad un’azienda tedesca, per indagare sull’accaduto e assicurarsi che non vi siano conseguenze per l’ambiente che possano minacciare anche la Germania….

Di tali incidenti in Italia non se ne è quasi parlato o scritto. I quotidiani hano reagito con un giorno di ritardo al primo incidente, notando forse che non era possibile far finta di niente.

“Banca Intesa Sanpaolo finanzia il completamento di due reattori nucleari degli anni '70 a Mochovce in Slovacchia in cui è coinvolta l'Enel attraverso la controllata Slovenské Elektrárne”. Lo afferma Greenpeace che nei giorni ha fatto visita alle agenzie di Banca IntesaSanpaolo per informare i clienti sulla decisione del Gruppo che ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori.
http://www.unimondo.org/Guide/Ambiente/Nucleare/Greenpeace-Intesa-e-Enel-finanziano-nucleare-obsoleto-in-Slovacchia

Anche perché nel frattempo hanno scoperto che esiste un imprevisto problema scorie. Un paio di rapporti indipendenti redatti rispettivamente dalla Posiva, l’azienda finlandese che gestisce le scorie radioattive, e dalla svizzera Nagra – ripresi dalla stampa inglese (The Independent) e americana (The International Herald Tribune) – sostengono che in una centrale EPR vi potrebbe essere una maggiore produzione di scorie ad alto livello di radioattività. Una tipologia di rifiuti che neppure il più attrezzato impianto europeo di trattamento, quello francese di La Hague, sarebbe attrezzato per smaltire e la cui gestione farebbe ulteriormente lievitare i costi.
È per queste ragioni che, a differenza di quanto affermato dal presidente Sarkozy, la Francia non è riuscita a vendere a nessun altro le centrali EPR. Né alla Cina, né all’India, né Al Sud Africa, nè a una serie di paesi africani che pure sembravano interessati ad acquistare. Alcuni di questi paesi hanno firmato a un generico memorandum d’intesa: ma, finora, nessuno ha assunto concreti impegni all’acquisto.
http://www.unimondo.org/Notizie/Quanto-ci-costera-il-bidone-nucleare

http://geopoliticalnotes.wordpress.com/2009/02/01/il-%E2%80%9Cnucleare-civile%E2%80%9D-intervista-al-professor-cortellessa/
Sicurezza. Sembra che le cosiddette “centrali di quarta generazione” siano la soluzione contro il rischio di incidenti quali quelli che si sono recentemente verificati un po’ dappertutto, soprattutto in Francia. Sugli organi d’informazione si continuano a leggere dichiarazioni di esponenti politici, soprattutto della maggioranza, secondo i quali le centrali della cosiddetta «quarta generazione» sarebbero quanto di più sicuro in materia. È così?
Gli incidenti con rilasci di radioattività sono stati assai più numerosi di quanto l’informazione al pubblico abbia reso noto. Sono stato nominato esperto internazionale sui problemi di radioattività naturale e artificiale, quindi reattori nucleari, incidenti con rilasci di radioattività in piccole, medie, grandi quantità. I reattori nucleari con gravi incidenti non sono stati solo quelli in URSS, ma c’è stato il gravissimo incidente a Calder Hall in Inghilterra e quello spettacolare di Three Mile Island negli Stati Uniti. Emergono oggi dalle nebbie di decenni quelli in Francia e conosciamo bene quelli in Giappone e c’è consistente traccia di quelli in Cina. A fronte di questo panorama si è inventata l’esistenza delle centrali “di quarta generazione” che, secondo un autorevolissimo quotidiano italiano, userebbero come combustibile nucleare l’Uranio 238. La reazione nucleare a catena usando l’Uranio 238 è semplicemente impossibile. Si è cercato qualche uso dell’Uranio 238 e lo si è malamente trovato come contrappeso nelle ali degli aerei di linea, uso abbandonato dopo un incidente grave con fuoruscita di composti di uranio, veleno chimico potentissimo. Lo si è messo nel corpo dei missili Cruise, lo si è messo nei proiettili di artiglieria con gravi malattie anche di soldati italiani nella ex Jugoslavia. Ma, per concludere, l’Uranio 238 non dà reazione a catena. Le centrali nucleari di quarta generazione non esistono né esisteranno mai, fondate come sono sulla ignoranza della fisica dei nuclei.