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brig.zero
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Se verranno confermate le notizie pubblicate oggi da “Il Fatto quotidiano“ potremo tranquillamente definirci una vera e propria “videocrazia“, come già illustrato da Erik Gandini nel suo film-documentario lo scorso anno. Il quotidiano diretto da Antonio Padellaro scrive oggi di una nuova indagine che coinvolgerebbe il premier Silvio Berlusconi, il direttore del TG1 Augusto Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi. Sarebbero infatti tutti indagati per concussione in seguito alle intercettazioni effettuate dalla Guardia di Finanza in cui, come scrive il giornale «la procura ascolta in diretta le pressioni del premier sull’Agcom» unite al contatto che sempre il presidente del Consiglio avrebbe «ciclicamente con il direttore del Tg1». Le telefonate del premier con Innocenzi (Agcom) sarebbero richieste esplicite di chiusura per Annozero, seguite da altre dove si sarebbe lamentato per la presenza del direttore di Repubblica, Ezio Mauro e del suo fondatore, Eugenio Scalfari a Parla con me da Serena Dandini, molto critici nei suoi riguardi. Sempre secondo “Il Fatto” queste telefonate incalzanti avrebbero portata il commissario Agcom a sfogarsi con il dg Rai Mauro Masi, tanto da fargli ammettere che «certe pressioni non si ascoltano neanche nello Zimbabwe».
Quando invece si parla delle telefonate del premier con Augusto Minzolini (Berlusconi lo chiamerebbe «direttorissimo») il quotidiano parla di un direttore del Tg1 che «farebbe sapere di essere pronto a intervenire, se altri dovessero giocare brutti scherzi» mettendo come esempio il Tg del giorno dopo in cui arriva il suo editoriale «Spatuzza dice “balle”» a seguito delle deposizioni del pentito.
Le reazioni del mondo politico e non potevano certamente mancare. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori è uno dei primi:
«Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organi di controllo come l’Agicom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell’Agicom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini».
Una dichiarazione seguita dal quella del capogruppo alla camera dell’Idv Donadi che ha parlato di «fascismo mediatico». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche l’Onorevole del PD Rosy Bindi:
«Alla luce di quanto sta emergendo, la Rai non è tenuta a pagare multe nè ad ottemperare alle diffide di un’Authority priva di credibilità e di autonomia. Quanto al ruolo di Minzolini, mi chiedo cosa aspetti il Cda della Rai a revocare la nomina a direttore del Tg1 e l’Ordine dei giornalisti ad intervenire per difendere la dignità della professione…Altro che Zimbabwe! Il direttore generale della Rai non dovrebbe lamentarsi per le pressioni che riceve evocando paesi più civili e seri del nostro. Solo nell’Italia prigioniera dell’invasivo conflitto d’interessi di Berlusconi si può leggere una storia come quella che ha raccontato oggi il “Fatto quotidiano”…Si conosceva l’insofferenza del premier al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall’editto bulgaro fino all’ultimo blitz sulla “impar condicio”. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della più importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come Annozero. Anche così si delegittimano le istituzioni. È intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull’equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all’informazione più scomoda e più seguita delle reti Rai».
Dichiarazioni opposte quelle degli esponenti del centrodestra con il presidente dei senatori del Pdl Gasparri che pensa a un «tentativo di bavaglio a Minzolini» mentre per Gaetano Quagliariello, vice capogruppo dei senatori del Pdl dice che «il vero scandalo è che possano finire sui giornali le telefonate» e che «l’inchiesta che nulla ha a che fare con tutto ciò». E’ dello stesso avviso anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti che parla di «spezzoni di ipotetiche intercettazioni, estrapolate da ogni contesto» che «vengono pubblicate con una palese violazione della legge, senza avere alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano e senza avere alcuna rilevanza penale. Come mai l’autorità giudiziaria non interviene?»
Diverse le reazioni dei due giornalisti protagonisti . Augusto Minzolini si esprime cosi : «non so di cosa si parla, non ho ricevuto nessun avviso di garanzia e quale è il reato? Berlusconi mi avrà telefonato due o tre volte, non di più e comunque quanto Casini e gli altri. Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv» mentre Michele Santoro attacca l’Agcom: «Va azzerato in favore di un garante monocratico». Per ora la procura di Trani rilascia solo un «No comment» sia dal suo procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo sia dal pm titolare dell’indagine , Michele Ruggiero.
La verità quindi la scopriremo più avanti, sempre che ci sia ancora qualcuno in Tv libero di raccontarla.
#fisc

http://www.dirittodicritica.com/2010/03/12/manco-nello-zimbabwe/


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