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Anonimo

http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/acqua_pubblica_26_novembre_manifestazione_nazionale.html

Acqua pubblica, il 26 novembre manifestazione nazionale a Roma
Lo scorso giugno gli italiani si sono espressi per un'acqua che sia bene comune, estraneo alle logiche di mercato. La volontà popolare, tuttavia, è stata disattesa dalla politica. Il 26 Novembre si terrà a Roma una ennesima manifestazione nazionale per ribadire la volontà dei cittadini.

di Dario Lo Scalzo – 14 Novembre 2011

Lo scorso giugno gli italiani si sono espressi per far uscire l'acqua, bene comune, dalle logiche di mercato
Lo scorso giugno oltre 26 milioni si sono chiaramente espressi per fare fuoriuscire l’acqua, bene comune, dalle logiche di mercato ma dopo 5 mesi la politica non ha dato seguito alla democrazia diretta. La volontà popolare è stata non rispettata e disattesa, i cittadini presi per i fondelli. L'errore è avere pensato di aver vinto la guerra all'indomani dell'esito referendario, mentre si trattava solamente della vittoria, bella e travolgente, di una battaglia.

Il Cambiamento aveva avvisato. Occorreva vigilare, chiedere e pretendere dalla politica mantenendo alta la tensione e non disgregando la fantastica coesione popolare creatasi nonostante e contro le censure e l'indifferenza dei principali canali mediatici.

In questo mondo che eternamente fa lo slalom tra paradossi e contraddizioni, Napoli diventa città virtuosa ed è la prima a tradurre in azione concreta la volontà popolare di un'acqua bene comune. D'altro canto le contraddizioni pugliesi. Uno dei maggiori promotori del referendum sull'acqua pubblica è stato Vendola che non ha esitato a promettere (prima), festeggiare e rilasciare interviste euforiche il 13 Giugno sostenendo che per una volta il popolo aveva deciso di non delegare e aveva alzato chiaramente la voce.

Ebbene è stato il primo a non dare seguito alla volontà popolare nella regione di cui è Governatore trincerandosi sul fatto che la quota del 7% nelle bollette, rappresentante la remunerazione del capitale investito, è un costo (?) che non si può abrogare.

Sino a quando non ci sarà una vera cittadinanza partecipata il bene collettivo continuerà ad essere ignorato
Quando la politica e i poteri forti devono 'incassare', le loro decisioni e le loro azioni sono immediate ed entrano in vigore all'istante; non è lo stesso quando è il popolo ad esprimersi, ecco il concetto di democrazia che esiste nel Belpaese e probabilmente nel mondo. Governo del popolo, questo significa etimologicamente il termine democrazia.

Lasciamo ai lettori ogni altro tipo di riflessione, ma continuiamo a ribadire che sino a quando non ci sarà una vera cittadinanza partecipata, sino a quando non ci sarà il reale interesse del cittadino a riprendersi la cosa pubblica o a pretendere che sia gestita come 'cosa pubblica' allora non ci sarà una trasformazione sociale ed i diritti continueranno ad essere calpestati, le minoranze continueranno ad essere emarginate, il bene collettivo ad essere ignorato.

Ecco che il 26 novembre, al grido di “indietro non si torna”, il popolo dell’acqua si risveglia scendendo in piazza con l'ennesima manifestazione nazionale per alzare la voce affinché sia rispettata immediatamente la volontà referendaria. Ben venga, ma ci si chiede se non rischi di essere un atto evanescente o quantomeno dalla tempistica errata, pensando all’attuale momento di transito politico tendente ad un liberismo ancora più marcato, e considerando che i nostri governanti sono commissariati da tempo e anche loro hanno perso di vista il significato dell'espressione democrazia nazionale.