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prixi
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[size=20]Le nuove misure pensionistiche che preoccupano i parlamentari: dimissioni di massa entro dicembre?

A chi non piace la riforma delle pensioni? Non c'è dubbio che l'annunciata revisione del sistema previdenziale faccia storcere più di un naso. “Sacrifici” è la parola d'ordine che soggiace alla riforma promessa da Mario Monti, mentre non è chiaro quale sarà il contenuto della parola “equità”, più volte indicata dal premier quale cardine della manovra finanziaria. Ed allora ecco che – in attesa di capirne in toto i contenuti oltre il lessico – qualche sacrificio arriverà anche per i parlamentari, eletti ad honorem membri della famigerata “casta”.

Per loro il premier tecnico ha previsto una riforma del sistema pensionistico che si sostanzia – secondo le indiscrezioni – nell'entrata in vigore del sistema contributivo a partire dal primo gennaio 2012 anche per i parlamentari in carica. A questa misura va ad aggiungersi il limite di età per i beneficiari: l'assegno vitalizio arriva solo al compimento del sessantesimo anno di età se si ha collezionato più di un mandato e addirittura 65 se si è stati eletti una volta sola.

A sentire puzza di bruciato sono soprattutto quei 350 neoeletti che rischiano di perdere l'assegno per non aver ancora raggiunto quei 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura che con il sistema in corso avrebbero costituito titolo utile per il vitalizio. Regole valide, infatti, solo per l'ultimo anno di legislatura. E qui casca l'asino. Giusta o no (si contravviene alla regola sulla retroattività delle leggi) la misura andrebbe a colpire i parlamentari in carica. E molti di loro già starebbero pensando alla contromossa: dimettersi entro il 31 dicembre (indiscrezione di Sky Tg24) per evitare di incappare nel nuovo regime, decisamente sfavorevole rispetto all'attuale.

Se ai più appare inverosimile l'ipotesi delle dimissioni di massa, dall'altra c'è chi già prefigura una norma transitoria che salvi i diritti degli eletti in carica. Al premier Monti o all'iniziativa parlamentare la parola, mentre comunque appare inverosimile la fuga di massa. Che tra l'altro dovrebbe ottenere il beneplacito dell'Aula, la stessa chiamata a dire sì alle misure di austerità ideate dalla squadra di governo. Sarà interessante scoprire le puntate sul tavolo. Intanto il piatto piange.

01 dicembre 2011

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/11/12/01/parlamentari_dimissioni_pensioni.html

:hehe: … fosse vero che se ne vanno :bravo:


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(Mooji - Monte Sahaja 2015)