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Anonimo

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La Germania in fuga dall'Euro

Scritto da Aldo Giannuli
Sabato 03 Dicembre 2011 01:30
Kill PIL
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Trascrizione di un colloquio con Aldo Giannuli – cadoinpiedi.it.

L'Ocse ha detto che nel 2012 l'Italia entrerà in recessione. Lei ha tratteggiato uno scenario preoccupante, per l'anno venturo, in un recente libro “2012: la grande crisi” (Ponte alle Grazie, 2010). Quali elementi verranno ad intrecciarsi e cosa succederà?

“La recessione probabilmente non sarà un fatto solo italiano, ma con larga probabilità sarà estesa a buona parte dell'Europa, e, non sarei meravigliato se anche gli Stati Uniti venissero coinvolti. In secondo luogo, è probabile che ci sarà una nuova crisi di borsa negli Stati Uniti e non si capisce bene questa volta come faranno a farvi fronte,

perché una nuova immissione di liquidità richiederebbe un innalzamento del debito e sotto elezioni non so davvero come potrebbero risolverla.

Infine, è possibile che assisteremo a uno sgonfiamento della bolla immobiliare in Cina e non dico a un crack o a una recessione in Cina, ma sicuramente a problemi molto seri dell'economia cinese. Quindi speranze di aiuti da quelle parti non mi pare che ne verranno.
Questi sono i tre elementi a termine più vicini, c'è poi il rischio che salti in aria l'Euro: rischio molto concreto.”

Cosa succederebbe se questo “rischio” si avverasse?

“Beh, intanto noi saremmo nei pasticci molto seri, e non so se si tornerebbe alle monete nazionali o se, magari, si farebbero due Euro (uno forte e uno debole), è tutto da vedere anche rispetto alle modalità e al momento in cui ciò dovesse accadere. E molto probabilmente se l'Euro dovesse saltare questo innescherebbe una guerra valutaria molto forte, ci sarebbe una perturbazione inevitabile e violenta dei mercati monetari a livello mondiale. Quindi si riaccenderebbe in modo frontale lo scontro tra Cina e Stati Uniti per quanto riguarda le monete. Questi sono i primissimi effetti, poi ce ne sarebbero tanti altri su cui potremmo parlare molto a lungo.”

In una recente analisi, Lei parlava di una possibile uscita della Germania dall'euro. Perché?

“La Germania sta dando segni abbastanza chiari di non essere interessata a salvare l'Euro così com'è, dopodiché la via d'uscita diciamo “europeista” sarebbe quella di trasformare la Bce in una sorta di Fed, dotarla di poteri di intervento molto più radicali e come prestatore di ultima istanza, unificare le politiche fiscali etc.. Ora, a prescindere dall'efficacia di questa manovra nel lungo periodo, cosa che io invece ritengo scarsamente credibile, c'è da chiedersi anche se sia auspicabile sul piano per esempio dell'aspetto democratico. Tuttavia credo che sia più facile a dirsi che a farsi una manovra del genere. Nel complesso, se dovesse proseguire la pressione sui mercati internazionali, sui titoli europei, la soluzione più probabile non sarebbe quella della riforma della Bce, ma di prevedere una qualche forma di separazione dell'Euro. E qui ci sono varie soluzioni.”

Come si sta muovendo secondo Lei il governo Monti? Si parla di una nuova manovra da 20 miliardi di cui nessuno conosce i contenuti…

“Veramente mi sembra che il governo Monti non si stia muovendo e stia avendo una lentezza assolutamente al di fuori di ogni prevedibilità. Abbiamo fatto un governo a tamburo battente con una prassi costituzionalmente inventata, che non esiste, perché bisognava fare presto, dopodiché questo ci ha messo dieci giorni per fare i sottosegretari, che è una cosa che di solito si faceva prima del voto di fiducia, poi è andato a parlare della manovra con i capi di stato stranieri prima di presentarla al Parlamento italiano, che è una cosa ancora più divertente perché se poi il Parlamento gliela boccia abbiamo fatto una figura da cani a livello internazionale. Io sono felice del fatto che non ci sia più il cavalier Berlusconi a Palazzo Chigi, ma obiettivamente una tale prova di inefficienza da parte di Monti, nel quale pure non riponevo molte illusioni, francamente non me la aspettavo. Sono sorpreso nonostante fossi pessimista.”