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sephir
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La regione Sarda è la più inquinata d’Italia, ed è record di Tumori, Depressioni e dipendenza da psicofarmaci
Posted on 21 dicembre 2011 by sardegnavirtuosa

La Sardegna è la regione con l’area contaminata più vasta: 445 mila ettari,
centomila in più della Campania. Il dato allarmante è stato confermato da
Greenpeace, dall’ultimo rapporto sui siti di interesse nazionale che devono
essere bonificati . Le aeree più colpite da inquinamento dal suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee sono quelle del Sulcis – Iglesiente e del Guspinese. Questo dato si unisce al record dei Tumori, dei malati di depressione e uso di psicofarmaci.

La tragedia ambientale sarda è simile a quella del Lago d’Aral: questo un mare circondato da terra e una terra circondata da acqua la Sardegna. Entrambi devastatati dal faustiano
megaindustrialismo, elaborato da lobbies d’interesse che hanno lasciato alle comunità locali disoccupazione, ambiente insalubre, fonte di patologie e irrecuperabilità di territori.

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In questa stupenda terra si rileva il massimo dell’umana irrazionalità sul territorio sardo è allocato più della metà del demanio militare dell’Italia, sperimentazioni dell’industria bellica e stress test per infrastrutture di trasporto idrocarburi, centro di controllo
radar di quasi tutto il Mediterraneo, scorie radioattive e inquietanti radioisotopi in mare, a seguito di censurati incidenti di sottomarini, miraggio dell’oro da estrarre, industrializzazione che ha distrutto il sogno dell’occupazione stabile, lasciando bombe ambientali i cui notevoli costi di bonifica e di ripristino ambientale gravano ora sulla finanza pubblica. Teulada (7200 ettari, 62 km quadrati di mare proibiti), Perdasdefogea, Capo San Lorenzo, Capo Frasca, Decimomannu, La Maddalena: territori al servizio di un’asimmetrica distribuzione italiana di servitù militari e sperimentazioni. Patologie gravi con valori abnormi d’incidenza, come certificato tra i pastori di Quirra dalle ASL di Cagliari e Lanusei. Malformazioni nei bambini a Escalaplano.

In Sardegna è ospitato uno dei poli petrolchimici più grandi d’Europa: Saras, Polimeri Europa, Sarlux, Air Liquide ed Enichem. La Saras in termini di emissione di biossido di carbonio si colloca al terzo posto in Italia oltre alle emissioni d’inquinanti come il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici e gli ossidi di zolfo. La Sarlux genera energia elettrica con gli scarti del greggio, l’energia prodotta è assimilata alle rinnovabili e remunerata come tale. Interessante lo studio epidemiologico di Biggeri: “ Sarroch ambiente e salute”. Relativamente alla gestione delle bonifiche, appare incredibile la questione delle miniere del Sulcis. L’ENI corrisponde alla Regione l’equivalente di 15 miliardi di euro e si sottrae alle bonifiche e al ripristino. Il progetto di recupero ambientale e riqualificazione di Eni Risorse è approvato nel 1996 con il ministro dei Verdi Edo Ronchi, incredibilmente prevede una discarica utilizzando a Genna Luas la vecchia miniera, dove stoccare gli scarti dei fumi di acciaieria utilizzati per estrarre piombo e zinco di Portovesme e San Gavino. Anche questo sfregio è frutto bipartisan: gli scarti industriali diventano materia prima seconda con la legge 308 del 2004, ma il correttivo ambientale non modifica lo sfregio. I
carabinieri del Noe hanno scoperto discariche abusive di rifiuti industriali a
Serramanna e Settimo San Pietro. La bauxite di Eurallumina tinge di rosso quando spira il Maestrale su un’area vastissima: ne sanno qualcosa i cittadini di Parngianu. Sette anni fa la richiesta di ulteriore spazio per stoccare nuovi fanghi di scarto e puntuale il ricatto occupazionale, come a Taranto, a Priolo a Marghera. Spazi concessi pur alla presenza di un SIC, quello di Bau Cerbus, ma, come tante altre attività produttive, alla fine anche EurAlluminia chiude e va via. Il finale è rappresentato dal sequestro da parte della Procura di Cagliari del bacino dei fanghi rossi, a causa dell’inquinamento della falda.

Sarà questa anche la soluzione futura per gli operai della Vinyls che hanno perso il lavoro? Porto Torres necessita di almeno 600 milioni di euro per la bonifica, che secondo l’Isde sono compresi nell’investimento di 1,2 miliardi di Eni per la nuova chimica: sembra che il
benzene sia 417.000 volte superiore ai limiti! La controllata di Eni, la Syndial, stabilisce il crono-programma d’interventi di bonifica che partiranno da marzo. Resta la ferita del laghetto di Minciaredda, senza risorse per la bonifica, diventato la pattumiera e trasformatosi in una collina di rifiuti industriali, vergogna di tutto l’ecologismo parolaio italiano! Infine il miraggio dell’oro di Furtei, che termina estraendo tonnellate di metallo
prezioso con il fallimento nel marzo del 2009. Lascia sul terreno sardo come residuo di lavorazione cianuro, mercurio e piombo.

Il fallimento dell’ecologismo militante è incontrovertibilmente riscontrato dalla costituzione dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, insediata dopo 14 anni dall’emanazione della legge e dalle dichiarazioni, rese il 10 novembre 2004 alla Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti dall’operatore Porceddu (presidio multizonale di prevenzione di Portoscuso): “Da 10 anni è interrotta ogni attività di controllo del territorio e delle industrie”. Il massacro di questa meravigliosa Terra, la
riduzione progressiva delle prospettive di lavoro, congiuntamente alla devastazione ambientale dovrebbero indurre la Politica, e un serio ecologismo, a porre come prima questione ambientale la riduzione del debito pubblico e del relativo onere.

Tutto questo, unito sicuramente dalla grave crisi economica che attraversa la Sardegna, un’isola sempre più isolata, provoca anche un altro record, quello dei malati di Tumore e leucemie, delledepressioni e dipendenze da psicofarmaci. Lo denuncia la Dott.ssa Claudia
Zuncheddu aggiungendo anche un altro dato ovvero i tentati suicidi, un altro dramma che si sta abbattendo nel territorio sardo, soprattutto in quelle zone dove i disastri ambientali sono stati i protagonisti di uno sviluppo economico ormai al tracollo. Si fa sempre più urgente e fondamentale l’Istituzione del registro regionale delle patologie e del registro regionale dei tumori, strumento necessario per monitorizzare i vari territori afflitti e depressi, dove oltre alla rabbia si aggiunge la disperazione. E’ possibile un alternativa
ecosostenibile, occorre un ricambio politico culturale che si occupi di questa regione per dare speranze concrete ai cittadini.

Sabato 28 gennaio 2012 a Cagliari un convegno regionale su questi temi con relatori sardi e a livello nazionale. Sardegna Virtuosa affronterà il problema.

http://reti.ilcambiamento.it/sardegnavirtuosa/2011/12/21/la-regione-sarda-e-la-piu-inquinata-d%E2%80%99italia-ed-e-record-di-tumori-depressioni-e-dipendenza-da-psicofarmaci/#more-28