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Anonimo

http://www.lettera43.it/politica/39019/pre-inciucio-elettorale.htm

Pre-inciucio elettorale
Sistema di voto, Pdl-Pd: «Bipolarismo e stop ai nominati».

(© LaPresse) Il segretario Pdl Angelino Alfano, il leader Pd Pier Luigi Bersani e il rappresentante del Terzo Polo, Pier Ferdinando Casini.

Contatto e accordo. Ipotesi di inciucio sul tema delicato della legge elettorale? Chissà. Popolo della libertà e Partito democratico si sono incontrati il 7 febbraio per discutere del sistema migliore con cui andare al voto alle prossime elezioni.
«EVITARE LA FRANTUMAZIONE». Ne è venuto fuori che le nuove regole elettorali «dovranno evitare la frantumazione della rappresentanza parlamentare e mantenere un impianto tendenziale bipolare», è il contenuto di un passaggio del comunicato diffuso al termine del vertice tra le delegazioni.
Si è «innanzitutto convenuto sulla necessità di utilizzare quest'ultima parte della legislatura per procedere rapidamente a riforme idonee a dare credibilità e forza al sistema politico e istituzionale».
«RIDARE LA SCELTA AI CITTADINI». L'obiettivo primario è comunque quello di «restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti». Altro che Porcellum, con la «porcata» (Calderoli dixit) delle nomine stilate dalle segreterie di partito.
È dunque necessario «procedere rapidamente e concordemente tra Camera e Senato sulla riforma dei regolamenti parlamentari favorendo soprattutto la celerità e la trasparenza del procedimento legislativo».
MA VIOLANTE: «CONTRARI AL RITORNO DELLE PREFERENZE». Tutti d'accordo quindi? Non proprio. Ci ha pensato il responsabile Riforme del Pd Luciano Violante a complicare subito il quadro: «Siamo assolutamente contrari al ritorno alle preferenze, perché aumentano i costi della politica e premiano chi usa le clientele».
Di Pietro (Idv): «Niente incontri da sottoscala, noi vediamo solo il Pd»

(© LaPresse) Pier Luigi Bersani e Antonio di Pietro.

C'è già chi ha alzato la voce. Come il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro: «Riteniamo pericolosi e oscuri per la democrazia questi incontri da sottoscala fatti non alla luce del sole», ha detto annunciando che non ha alcuna intenzione di partecipare alle consultazioni promosse dal Pdl sulla riforma elettorale.
Una delazione dell'Idv è pronta invece a incontrare il Pd.
Il confronto dovrebbe avvenire «nelle competenti commissioni Affari costituzionali, in parlamento e in modo traparente», ha aggiunto l'ex magistrato.
«L'idea che qualche partito si metta d'accordo prima per tutelare i propri interessi è una scelta antidemocratica e pericolosa», ha spiegato Di Pietro prima di aggiungere: «La riforma elettorale deve essere ampiamente condivisa, e in modo particolare dal milione e 200 mila cittadini che hanno firmato il referendum».
LA RUSSA: «SENZA ACCORDO RESTA IL PORCELLUM». Tra i berlusconiani qualcuno preferisce aspettare prima di buttare nel cestino la vecchia legge. È il caso del coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: «Se proprio non si dovesse arrivare a una soluzione condivisa, personalmente ritengo che si dovrebbe lasciare il Porcellum, ma corretto nel senso di garantire agli elettori di scegliersi i propri candidati».
«Una cosa è certa», ha aggiunto, «il Pdl un parlamento di soli nominati non lo vuole più».
CASINI (UDC): «100 PARLAMENTARI IN MENO». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha affidato a un messaggio su Twitter la ricetta per le riforme istituzionali: «Riforme costituzionali (stop al bicameralismo perfetto e 100 parlamentari in meno) e legge elettorale col parlamentare scelto dall'elettore».
Calderoli (Lega): «Prima riduciamo il numero dei parlamentari»

(© lapresse) Roberto Calderoli.

E l'autore della porcata, che dice? «Si sentono troppe chiacchiere in libertà sulla legge elettorale, per cui è bene fare chiarezza: la Lega è categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si affronta la materia elettorale. Non vorrei dover pensare che il dibattito sulla legge elettorale serva soltanto a evitare la riduzione del numero dei parlamentari», ha dichiarato Roberto Calderoli, ex ministro per la Semplificazione legislativa.
«IL NOSTRO EMENDAMENTO PUNTA AL DIMEZZAMENTO». «Patti chiari e amicizia lunga», ha proseguito Calderoli, «in commissione ci sono prima gli emendamenti sulla riduzione del numero dei parlamentari – e ricordo che i nostri emendamenti porterebbero al dimezzamento dei parlamentari – per cui è ora che si arrivi al voto. E poi penseremo alla legge elettorale».
Martedì, 07 Febbraio 2012