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Richard
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CURIOSITA' – Spread e debito pubblico

I Btp e gli altri titoli di Stato italiani sono molto venduti dai grandi investitori Istituzionali, come le banche internazionali. Questo provoca una perdita di valore e un corrispondente aumento dei rendimenti. Intanto il debito pubblico del nostro paese continua ad aumentare.

IN QUESTI GIORNI I TITOLI DI STATO ITALIANI SONO SOTTO PRESSIONE.
CHE COSA SIGNIFICA?
Vuole dire che i Btp e gli altri titoli di Stato italiani sono molto venduti dai grandi investitori Istituzionali, come le banche internazionali. Questo provoca una perdita di valore e un corrispondente aumento dei rendimenti.

CHE COS’E’ LO SPREAD?
E' la differenza tra il rendimento di un titolo e quello di un altro che funziona da punto di riferimento. In Europa il titolo di riferimento è il bund tedesco decennale, perché è considerato l'obbligazione statale più “sicura” del Vecchio Continente in quanto espressione dell’economia più forte, quella tedesca appunto. I suoi rendimenti rispecchiano le attese sull'andamento dei tassi. Per l'Italia lo spread di riferimento è la differenza tra il rendimento a 10 anni del btp e quello del bund di pari durata.

A QUANTO E’ ARRIVATO QUESTO DIFFERENZIALE?
Agli inizi di dicembre è stato toccato il massimo da che esiste la moneta unica europea, a 219 punti base. In sostanza il rendimento del Btp è arrivato ad essere del 2,19% più alto di quello tedesco.

QUAL’E’ IL VALORE “POLITICO” DELLO SPREAD?
Quando lo spread si impenna, significa che il mercato – dove gli speculatori hanno sempre un ruolo importante – ritiene che il rischio di insolvenza sia più alto di quanto si ritenesse in precedenza e che dunque quello stato deve riconoscere un premio per il rischio più elevato. E' un segnale di sfiducia. O quantomeno che è in corso un attacco speculativo.

A QUANTO AMMONTANO LE EMISSIONI DELLO STATO ITALIANO?
Il Tesoro, ultimamente, ha emesso ogni anno tra i 400 e i 540 miliardi di euro. Più precisamente nel 2006 ne ha collocati 394,7, nel 2007 415,3, nel 2008 489,7 e nel 2009 538,5.

OGNI VOLTA CHE SI ALZANO I RENDIMENTI, LO STATI PAGA DI PIU’?
Il Tesoro, nelle vecchie emissioni a tasso fisso, continua a pagare la stessa cedola di prima. Le nuove emissioni, invece, si conformeranno ai tassi correnti e costeranno di più allo Stato. Che pagherà cedole più alte anche nei tassi variabili.

COME E’ SUDDIVISO IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO?
Si calcola che per due terzi sia emesso a tasso fisso, il resto a tasso variabile. La durata finanziaria media è di 7 anni, l'emissione a più lunga scadenza è pari a 50 anni e risale a qualche anno fa. L'aumento dei rendimenti, e dunque degli spread, condiziona tutte le durate.

Fonte, La Stampa

http://www.studiodostuni.it/sections/article.php?id_a=829

“Il giornalista per mestiere collega fatti e tracce. E si pone domande. Se una banca d’affari come la Goldman Sachs, alleata con altre centrali finanziarie, può usare immensi capitali per condizionare le aste dei titoli di stato, impennare lo spread dei titoli italiani, francesi, tedeschi, quindi in ultima analisi condizionare i debiti sovrani, che arma ha la politica per difendere i cittadini dal rischio di impoverimento dovuto alle speculazioni occulte? In questo momento, nessuno. Ho sostenuto in un precedente post che bisognerebbe avviare una inchiesta internazionale sugli speculatori, facendo nomi e cognomi. Un tenue tentativo è stato fatto in America: il senatore Carl Levin ha messo sotto torchio i dirigenti di Goldman Sachs – accusati di vendere intenzionalmente “titoli spazzatura” – e ha chiesto che pagassero una multa di 550 milioni dollari. Pochi mesi fa il senatore ha poi rincarato la dose, chiedendo che la banca d’affari sia sottoposta a ulteriore indagine per individuare responsabilità penali relative alla crisi del 2008. In Francia, invece, nelle ultime settimane Le Monde ha attaccato ripetutamente la Goldman Sachs, mettendo in evidenza la sua influenza in Europa.

In Italia invece solo la Rete ha puntato il dito contro le banche d’affari che hanno un ruolo nella crisi che sta attraversando il nostro paese. Il blogger Claudio Messora, nel post intitolato “Goldman Sachs innesca la crisi e poi piazza Monti a risolverla”, si pone alcune domande. E nei giorni successivi ha rivelato che nella pagina italiana di Wikipedia relativa a Goldman Sachs è sparito l’elenco dei politici ed economisti che hanno lavorato con la banca d’affari.”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/banche-d%E2%80%99affari-vogliono-affossare-l%E2%80%99euro/173232/