Rispondi a: l’ italia in rovina

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Richard
Richard
Amministratore del forum

piu che altro la domanda è questa
http://www.megachip.info/tematiche/legalita/8048-un-avvocato-di-cagliari-denuncia-i-vertici-dello-stato.html

Centrale Europea che ha dettato, negli ultimi mesi, le politiche economiche del Governo Monti.

Sorprese annunciate – Purtroppo, la denuncia non avrà alcuna conseguenza pratica. Sei anni fa, infatti, con la legge numero 85 del 24 febbraio 2006 (“Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione”) – 40 giorni prima delle elezioni, con il Governo Berlusconi agli sgoccioli, ed un’opposizione di carta velina – il Parlamento introduce modifiche al codice penale, nella parte in cui si difende lo Stato democratico da reati che possono sovvertirlo: sin dal primo articolo ci si rende conto che i mutamenti più importanti apportati dalla normativa hanno ben poco a che vedere con i reati di opinione.

Infatti vengono modificati gli articoli 241 (attentati contro l’indipendenza, l’integrità e l’unità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del paese.

Certo sono stati anche cambiati, e abrogati, alcuni articoli che incidono sulla libertà di espressione (vilipendio, propaganda e apologia). Tali modifiche, però, non hanno la rilevanza di quelle apportate agli articoli che concernono le figure di attentato. Prima della modifica operata dalla legge 85/2006, per integrare una delle fattispecie di attentato contro la personalità dello Stato, trattandosi di delitti posti a presidio di beni di rango particolarmente elevato (Integrità, indipendenza ed unità dello Stato; Costituzione ed organi Costituzionali), era sufficiente un qualsiasi atto intenzionalmente diretto a ledere il bene protetto, indipendentemente dalla sua idoneità a raggiungere lo scopo.

Il legislatore, però, si è spinto ben oltre perché sia integrata la fattispecie, che gli atti, oltre ad essere idonei e diretti, debbano essere anche violenti. E, ad oggi, non ci pare di aver mai visto Giorgio Napolitano con un detonatore in mano, pronto a far esplodere qualche sede istituzionale. Tale ulteriore restrizione della fattispecie, non giustificata da esigenze costituzionali (l’articolo 25 della Costituzione subordina la sanzione penale ad un fatto e non ad un fatto violento), espone le istituzioni democratiche del paese ad un grave rischio, privandole, nei fatti, di qualsiasi tutela. Ci siamo: è arrivato il giorno in cui avremmo dovuto pentirci di una legge che, apparentemente, aveva lo scopo di favorire la libertà di offesa della Lega Nord.