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#70009

Anonimo

http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/04/equitalia_ovvero_come_operare_in_un_paese_ad_alta_criminalita_fiscale.html

EQUITALIA, OVVERO COME OPERARE IN UN PAESE AD ALTA CRIMINALITÀ FISCALE
di Claudio Donini – 4 maggio 2012
La prima azienda nazionale, con un fatturato annuo pari a 150 miliardi di euro, dice la Guardia di Finanza, cioè l’Evasione Fiscale Spa, comincia a vedere i suoi lucrosi affari messi finalmente in discussione. Che si voglia cominciare a parlare di legalità come in un qualunque paese normale?

Di solito, quando c'è molta criminalità dovrebbe esserci di conseguenza molta polizia. Sembra questo un assunto logico, quantomeno per tentare di arginare il fenomeno malavitoso. Liberati quindi i potenti freni inibitori dati dalla politica negli ultimi anni, l'Agenzia delle Entrate ha finalmente cominciato ad agire nei confronti dei furbetti che evadono il fisco. Più controlli, incrocio dei dati fiscali, verifiche sui patrimoni e anche azioni simboliche, come gli ormai famosi “blitz” a Cortina, plateali certo, ma utili perché rappresentano un segnale, il sintomo evidente anche al cittadino comune di un cambio di rotta, e perché no, anche un deterrente alla dilagante boria dei furbetti. La prima azienda nazionale, con un fatturato annuo pari a 150 miliardi di euro, dice la Guardia di Finanza, cioè l'Evasione Fiscale Spa, comincia a vedere i suoi lucrosi affari messi finalmente in discussione. Che si voglia cominciare a parlare di legalità come in un qualunque paese normale? Assolutamente no.

Come era ovvio i milioni di furbetti che alimentando il malaffare tributario, gioiellieri, idraulici, avvocati, medici, gestori, autonomi e professionisti che dichiarano meno di un precario ma rubano come un consumato professionista, non sono certo stati a guardare. D'altro canto questa moltitudine di contribuenti ha anche il diritto di voto. Ecco allora che la lobby politica di riferimento è corsa in aiuto dei poveri ladruncoli proprio con la stessa arma già ampiamente collaudata da loro stessi. Il discredito, con l'aggiunta questa volta del terrorismo psicologico e del solito vittimismo di Calimero.Così come la politica si è sperticata attraverso i media a spiegarci che in fondo si sono solo utilizzati fondi pubblici per fini personali, niente di più, che il malaffare non esiste insomma ma è piuttosto una persecuzione dei giudici comunisti, così gli stessi politici si stanno ora sperticando a spiegarci che non è giusto disturbare i ladruncoli durante le loro sacrosante villeggiature, è un abuso che vengono fermati alla guida delle loro auto di lusso, che si tratta di violazione della privacy il controllo della emissione degli scontrini fiscali. Siamo in uno stato di polizia, il tintinnio delle manette è un attentato alla libertà, alla democrazia e di questo Equitalia è responsabile come il boia sul patibolo. I soldi delle vacanze, delle auto, dei ristoranti sono stati in fondo onestamente rubati alla collettività, allo stato vampiro, mentre i negozianti stanno solo facendo il loro lavoro, in nero certo ma come altro potrebbero fare. Dov'è quindi il problema. Alcuni comuni, e perfino la regione Piemonte, hanno addirittura ripudiato Equitalia recidendone con orgoglio il contratto, per operare la riscossione in maniera autonoma e, a loro dire, più vicina al cittadino. Non oso pensare il pantano che si creerà da questa gestione famigliare, quando gli amici degli amici convinceranno gli esattori comunali, amici pure loro, a chiudere un occhio o forse due.

E' come se nella regione Lombardia, le eventuali pendenze fiscali del finanziere Daccò fossero gestite da Formigoni e Belsito, magari con la consulenza di Cristiani, pagata naturalmente. Con la scusa di avere uno stato dal volto umano, come nei migliori paesi d'Europa, ho il forte sospetto che sia in atto un vero e proprio colpo di stato in stile Gattopardesco. Si vuole demolire il semplice concetto che dove non si ruba non servono i poliziotti, ma dove si ruba invece si, eccome, e non devono guardare in faccia a nessuno, perché fra una società giustizialista ma con i ladri in carcere ed una garantista, ma con i ladri in libertà, io preferisco la prima. Almeno è democratica, e coi tempi che corrono non è cosa da poco.