Rispondi a: l’ italia in rovina

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#70106
InneresAuge
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Partecipante

Consiglio a tutti di dare un occhiata a [link=http://goofynomics.blogspot.it]Goofynomics[/link], un economista/professore/genio, che smonta pezzo per pezzo, tutte le bugie propinate a reti unificate sulla crisi dell'italia e dell'Europa:

Quod erat demonstrandum 14: euro e democrazia
Apro con un certo ribrezzo, dopo molto tempo, la home page di Repubblica (una delle cose più belle di questo blog è che nei rifiuti ci andate a rovistare voi, così evito di farlo io…), e cosa mi trovo davanti: un eloquente titolo “Monti: Crisi, fine del tunnel vicina, con risse dei partiti lo spread sale” (nella pagina interna il titolo è leggermente diverso). A parte il “rissa di” (io preferirei un “rissa fra”, ma si sa che l'uso della preposizione oggi è quello che contraddistingue l'analfabeta – e ce ne saranno sempre di più in un paese che non vuole spendere a deficit…), a parte questo, non so se il messaggio è chiaro. Traduco: “io da tecnico ho fatto tutto quello che potevo e i risultati si vedono, per cui se le cose vanno male ora la colpa è vostra, dei politici, dei partiti, insomma: dell'inutile fardello della democrazia!”.

Già.

Perché se il problema sono le risse, la soluzione è lì, a portata di mano: un bel partito unico, e morta lì. Finalmente i mercati sarebbero pacificati: con un partito unico, l'impegno preso (di svendere il paese) sarebbe senz'altro soddisfatto.

Capito, no?

Allora io continuo a chiedere: ma cari Sergio, Gennaro, Emiliano, Vladimiro, Riccardo, Claudio G. (mettiamoci pure lui), e via dicendo: possibile che il problema del rapporto fra euro e democrazia lo veda solo io? Possibile che solo io sia preoccupato dal tipo di messaggio che non da oggi e sempre meno subliminalmente le armi di disinformazione di massa stanno bombardando sugli elettori (elettori ancora per poco, temo)? Possibile che nessuno dica una parolina sui costi dell'euro se non per gonfiare quelli economici, evitando di affrontarli razionalmente, e trascurando completamente il tema dei costi politici? Possibile che nessuno di voi reagisca di fronte all'appiattimento della dialettica politica su un unico asse: l'asse Roma-Berlino-Washington, l'asse dello spread?

A me pare così strano. Siccome vi stimo molto, sono sicuro di aver torto io, il che mi tranquillizza, perché se invece avessi ragione…

Eppure, non so, c'è qualcosa che non mi torna.

Che il problema non sia la democrazia ma una diagnosi dolosamente errata del problema ce lo siamo detto da tempo: ci ho aperto questo blog! E che due più due possa fare cinque nelle menti dei grandi Soloni che lo calcolano con le equazioni di Bellmann non mi stupisce. Ma voi, come me, per questi calcoli usate il pallottoliere (o le dita della mano), come deve fare un buon economista, che economizza i mezzi adattandoli agli scopi. E allora perché non vi sento dire: quattro! Piuttosto state zitti, ma quattro non lo dite, proprio non vi esce. E anzi: “Bagnai, perché hai detto quattro?”

Già, in effetti me lo sto chiedendo anch'io…


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato