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Anonimo

http://www.repubblica.it/economia/2013/05/11/news/cig_lavoro_cgil-58547155/?ref=HRER1-1

Cig, nel 2013 già persi 2.600 euro a testa.
Giovannini: “Più sicurezza sul lavoro”
Nei primi quattro mesi dell'anno sono state autorizzate 365 milioni di ore di cassa integrazione con un calo del reddito di 1,4 miliardi di euro. L'allarme della Cisl: “Ci sono 178mila posti di lavoro a rischio”

MILANO – Nei primi quattro mesi dell'anno sono state autorizzati oltre 365 milioni di ore di cassa integrazione per una media di 530.000 lavoratori coinvolti a zero ore. Lo rileva la Cgil sulla base dei dati Inps spiegando che i lavoratori hanno perso 1,4 miliardi di euro di reddito, in media 2.600 euro a testa. Ancora più dure le rilevazioni della Cisl secondo cui la media dei lavoratori sarebbe arrivata addirittura a quota 600mila, con 178mila posti a rischio: lavoratori che dopo il fermo potrebbero non rientrare in fabbrica o in ufficio.

Intanto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini ipotizza nuovi interventi sul fronte della sicurezza del lavoro. Attraverso una nota, riferendoso alla tragedia del porto di Genova, dice: “I gravissimi infortuni avvenuti negli ultimi giorni sollecitano tutti ad impegnarsi affinchè il tema della salute delle persone e della sicurezza sul lavoro sia sempre più centrale”.

Tornando al rapporto dell'Osservatorio cig della Cgil sulle rilevazioni Inps emerge un quadro critico dello stato del sistema produttivo e della condizione dei lavoratori: il solo mese di aprile ha messo a segno circa 100 milioni di ore di cassa, con un trend che mira a sfondare il tetto del miliardo di ore anche per il 2013. Il tutto per un totale di 530 mila lavoratori in cassa a zero ore da inizio anno che hanno subito un taglio del reddito per 1,4 miliardi di euro, pari a 2.600 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore. Per il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, “i dati di aprile richiamano, per l'ennesima volta, la necessità di dare centralità al mondo del lavoro. Ma le opzioni di cui si discute non sono assolutamente all'altezza: sarebbe infatti intollerabile utilizzare i fondi per le politiche attive e per detassare la produttività, a maggior ragione dopo le forzature su quest'ultimo punto, sanate poi dalle parti, per finanziare gli ammortizzatori in deroga”.

Ad aprile le ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, sono cresciute del 3,11% su marzo, mentre tra gennaio e aprile l'aumento su base annua è del 13,07%. A calare è solo la cassa integrazione in deroga (cigd) per “l'assenza di rifinanziamento”: nei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la riduzione è stata del -54,41% per un totale di 50.584.707. Numeri che, spiega Lattuada, “sono lontanissimi dalla media maturata nel 2012, e che è stata tra i 28/29 milioni di ore al mese, che ci segnalano una drammatica emergenza fatta di centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che non stanno percependo alcun reddito, sebbene ne abbiano diritto. Va posto rimedio, prima che la situazione esploda, autorizzando l'Inps a sanare il pregresso e ad anticipare le coperture fino a certezza delle risorse”.

Secondo la Cgil “gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende tornano a diminuire e rappresentano solo il 6,65% del totale dei decreti. Un segnale evidente del progressivo processo di deindustrializzazione in atto nel Paese”. La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto alla cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-aprile, la meccanica pesa per 126.909.303, coinvolgendo 184.461 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 42.281.133 ore di cig autorizzate per 61.455 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 40.342.830 ore e 58.638 persone. Se si considera un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti nel periodo gennaio-aprile 1.061.154 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si determina un'assenza completa dall'attività produttiva per 530.577 lavoratori, di cui 263 mila in cigs e 73 mila in cigd.