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Anonimo

http://www.repubblica.it/economia/2013/05/15/news/istat-58828572/?ref=HREA-1

Pil, sette trimestri in calo: è record.
A fine marzo perso il 2,3% sul 2012

L'economia italiana è in rosso da giugno 2011, la serie più lunga mai rilevata dall'Istat. Si attenua la discesa rispetto alla fine dello scorso anno, ma i numeri dell'istituto di statistica sono ancora peggiori delle attese degli economisti. Pesanti industria e servizi, cresce l'agricoltura

MILANO – L'Italia non riesce a rialzare la testa e resta in profonda recessione. Nel primo trimestre 2013, il Pil è caduto dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,3% sullo stesso periodo dello scorso anno: è il settimo trimestre consecutivo in calo. Una recessione così lunga non si era verificata dal primo trimestre del 1990, ma soprattutto significa che l'Italia non registra alcuna crescita economica dalla seconda metà del 2011. Peggio: ancora una volta i dati rilevati dall'Istat sono più negativi delle attese degli economisti. Gli addetti ai lavori avevano prefisto un calo dello 0,4% rispetto alla fine dello scorso anno e del 2,2% sui primi tre mesi del 2012. A fine marzo, quindi, la variazione acquisita per l'anno in corso è dell'1,5%: si tratta del calo del Pil in assenza di qualunque aggiustamento fino alla fine dell'anno.

L'unico aspetto positivo rilevato dalle stime dell'Istat è l'attenuarsi del calo rispetto all'ultimo trimestre 2012 (-0,9% sul periodo luglio-settembre) e sull'anno precedente (-2,3% contro il -2,8%). Nel dettaglio, il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di un aumento nel settore dell'agricoltura.

Nel confronto con il trimestre precedente, il Pil è salito dello 0,6% negli Usa e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali si è registrata una crescita dell'1,8% negli Stati Uniti e dello 0,6% in Gran Bretagna, mentre questa mattina i dati sul Pil di Germania e Francia hanno segnato rispettivamente un leggero aumento e l'ingresso in recessione.