Rispondi a: l’ italia in rovina

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#70805
Richard
Richard
Amministratore del forum

un po di sano populismo

Far ripartire l'Italia, senza credito bancario, è una missione impossibile
http://www.ilfoglio.it/soloqui/17037
Di diverso avviso Confindustria, il cui Centro studi ieri ha sostenuto tra l’altro che le condizioni per il credito “sono divenute ancora più strette”. Perfino l’Istat, nel suo primo Rapporto sulla competitività dei settori produttivi presentato ieri, scrive che “le condizioni per il credito sono divenute ancora più strette, per i timori delle banche riguardo alla solvibilità della clientela, timori che tendono ad autoavverarsi proprio per la riduzione della liquidità”.

http://www.fanpage.it/crisi-d-impresa-e-banche/
Nella crisi d'impresa, il ruolo delle banche è spesso determinante. Per le imprese debitrici gli Istituti dimostrano spesso una grande solerzia nel richiedere la chiusura degli affidamenti ed il rientro di quanto concesso in credito. Nel caso invece di imprese creditrici (a fronte di analisi di documenti da cui emergono indebite trattenute bancarie) la medesima solerzia è notoriamente meno marcata. In definitiva è possibile individuare profili di responsabilità degli Istituti che possono dover risarcire le imprese, con un riequlibrio finanziario per l'impresa

continua su: http://www.fanpage.it/crisi-d-impresa-e-banche/#ixzz2pFfIBxWm
http://www.fanpage.it
Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Napoli “Federico II”, docente a contratto di “Economia ed Organizzazione Aziendale” presso l’Ateneo federiciano (anni 2003-2010), giornalista pubblicista e formatore, Leonardo Lasala si è sempre occupato di small business innovative, ed in particolare di modelli di sviluppo in rete.
Leonardo Lasala

L'economia reale, quella della produzione di beni e servizi, è in declino in quasi tutta Europa, come sottolinea il giornalista del “Sole24Ore” Gianni Dragoni nel suo ultimo libro “Banchieri e compari” edito da Chiarelettere. Secondo l'autore, di fronte a tale dramma, i governi hanno invece pensato di salvare le banche: la Bce ha effettuato 270 miliardi di prestiti a buon mercato alle banche italiane più di un quarto del totale distribuito in Europa, ma questo denaro non è stato rimesso in circolo per finanziare le imprese e la produzione. Così il debito pubblico ha continuato ad alzare inesorabilmente il proprio livello portando l'Italia alla situazione economica attuale.
video http://www.economia.rai.it/articoli/banchieri-e-compari-il-ruolo-delle-banche-nella-crisi/19813/default.aspx

“Il problema dell’accesso al credito delle aziende italiane è una costante del difficile rapporto banche-imprese, esisteva anche molto prima della crisi – fa notare Andrea Cafà, figura di vertice della Confederazione CIFA – ed oggi dobbiamo confrontarci con una drammatica incapacità delle banche, nessuna esclusa, di sostenere le aziende, quelle che hanno bisogno di liquidità per sopravvivere, e quelle che hanno bisogno di capitali per investire e crescere. Occorre rompere con il passato, il management dei banchieri deve imparare in fretta il mestiere di sostenere gli imprenditori capaci e meritevoli, e deve trasferire al sistema imprenditoriale una rinnovata sensibilità di concedere credito considerando le garanzie patrimoniali uno dei tanti aspetti per valutare il merito creditizio.”
http://www.cifaitalia.it/accesso-al-credito-dimpresa-e-crisi-economica-cafa-cifa-quale-sostegno-concreto-dalle-banche.html

http://www.com-tur.com/cms/images/stories/Novembre-2013/BANCA-IMPRESE/volume_Banche%20e%20PMI.PDF
Nel caso di una banca ciò si traduce
nella consapevolezza che si possono impegnare le energie di migliaia di persone
al fine di rendere più moderno il sistema finanziario e con esso il tessuto
imprenditoriale, se tale sforzo trova completa realizzazione all’interno di quello
che possiamo per comodità definire interesse generale.
Se poggerà più saldamente su queste basi la “nuova banca” che uscirà dalla
crisi rappresenterà un salto evolutivo di qualità.
Se lo stesso faranno tutti gli altri soggetti che, chi più chi meno, sono a vario
titolo coinvolti dalla odierna tempesta abbiamo una speranza che ciò che stiamo
vivendo oggi rimanga un “vecchio ricordo del passato”.
Altrimenti, superata questa, prepariamoci alla crisi prossima ventura.

http://www.unionesarda.it/articoli/articolo/313382
Mario Breglia, direttore di Scenari Immobiliari, Istituto di Studi e ricerche specializzato sul mercato immobiliare, sul settore edilizio, infrastrutture e sulle nuove tecniche di finanziamento, lo dice chiaro e tondo: poco cambierà fino a quando le banche non torneranno a prestare i soldi. Anche la conclusione a cui arriva Paolo Mattana, docente di economia all’Università di Cagliari è sulla stessa linea: “Il ruolo delle banche è importante A loro di liquidità se ne dà tanta ma alle famiglie e alle imprese ne arriva poca. Gli Istituti di credito non si fidano gli uni degli altri e temendo un avvitamento della recessione limitano l’accesso dell’economia reale alla liquidità di cui si ha bisogno”. Non prestano soldi né alle famiglie e né alle imprese.