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Richard
Richard
Amministratore del forum

Grazie al decreto, il valore delle quote azionarie passa da 156mila euro a 7,5 miliardi, una rivalutazione a fronte delle abbondanti riserve statutarie. E’ qui in sostanza che si è consumato lo scandalo. Infatti il patrimonio di Bankitalia, proveniente dal diritto di emissione di moneta, è pubblico e non deriva certo da versamenti o investimenti dei soci ( in questo caso le banche ) pertanto, il fatto che di questo aumento beneficino le banche ha mandato su tutte le furie il M5s. Ma anche in questo caso è bene fare chiarezza per colmare quelle lacune da cui nascono le teorie del complotto. Quei 7,5 miliardi di euro non dovranno essere versati concretamente alle banche in quanto il valore delle quote è arbitrario e quindi il trasferimento è puramente contabile e non prevede alcun passaggio di liquidi. Gli istituti bancari che possiedono quote azionarie tuttavia registreranno delle ingenti plusvalenze che le mostreranno contabilmente più solide e maggiormente capitalizzate ai fini degli stress test previsti in occasione dell’Unione Bancaria in sede BCE. Cosa ci guadagna lo Stato? Semplicemente un gettito fiscale una tantum di oltre un miliardo di euro dato che su quelle plusvalenze le banche pagheranno le tasse. Ma i problemi non finiscono qua.

Il tetto massimo dei dividendi che si detraggono dagli utili netti passa dal 4% al 6%, regalando di fatto un massimo di 450 milioni di euro annui agli istituti di credito. Per le banche si tratta di una manovra a dir poco strepitosa e che non ha riscontri nella storia. Riassumendo, gli odierni istituti di credito detentori delle quote (qui trovate l’elenco) si approprieranno dei profitti derivanti dal signoraggio di Bankitalia senza svolgere alcuna attività, senza essersi sobbarcati alcun rischio ed avendo corrisposto un secolo fa un banalissimo apporto di capitali. Nessuna demagogia quindi se anche noi parliamo di “regalo alle banche” e ci troviamo d’accordo con le parole espresse da NoiseFromAmerika. Approvate dunque le ragioni che hanno ispirato la rivolta in aula dei cinque stelle, è il momento di sfatare i falsi miti e fare un po di sana informazione contro i complottismi del web.
http://dailystorm.it/2014/02/04/bankitalia-una-porcata-che-rischia-di-diventare-solo-un-complottismo/
DI ANDREA SALATI dailystorm.it

http://www.pmi.it/impresa/normativa/articolo/73370/decreto-imu-bankitalia-pro-e-contro-per-banche-e-imprese.html
In realtà, per molte aziende la privatizzazione e trasformazione in public company di Bankitalia suona più come uno schiaffo per le PMI in difficoltà nell’accesso al credito: «l’aumento del valore delle quote della banca centrale andava vincolato a un incremento dei prestiti a famiglie e imprese, in modo da favorire un sostegno alla crescita e alla ripresa dell’economia reale. L’impianto del decreto, invece, configura una operazione che si apre e si chiude nel recinto della finanza, avanzando ancora una volta il sospetto che le scelte legislative siano ispirate proprio in quegli ambienti». E’ la posizione di Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa secondo cui l’intera operazione ha «il sapore della beffa per le aziende e famiglie che vedono continuamente ridursi il credito» (-66 mld di euro in un anno di finanziamenti).

ah scusate…è complottismo..