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La causa della rovina del paganesimo e dei luoghi di culto in cui esso si svolgeva, fu
l’editto di tolleranza emanato da Costantino nel 313. L’atteggiamento dell’imperatore è ancora
problematico, ma le normative legali contro il paganesimo politeistico iniziarono indubbiamente
con i suoi figli e si trascinarono per un secolo, ad esclusione della digressione realizzata
dal ristabilimento del paganesimo da parte di Giuliano l’Apostata (360-363). Nel IV
secolo gli imperatori emisero una serie di decreti diretti alla graduale cessazione dei culti e
alla soppressione dei santuari pagani. Già Costantino II e Costanzo nel 341 avevano prescritto
in forma generica e soppresso i ritipagani privilegiando, come esclusiva religione, il cristianesimo, dichiarando con queste misure inibitorie di render pubblico lo strappo ufficiale tra l’Impero, ormai divenuto cristiano, eil paganesimo. La legislazione dei Teodosi precisa con maggiori particolari l’interdizione contro
le persone e le cose di culto pagano. Teodosio I prese i più severi provvedimenti, emanando ben quattro editti, da Milano, da Aquileia, da Concordia e da Costantinopoli, per vietare non solo a Roma e in Egitto, ma in tutto l’impero i culti pagani. È fatto divieto di avvicinarsi ai templi, sono condannati i pubblici ufficiali che omettano l’esecuzione dei decreti; si abrogano i fondi per il culto che sono devoluti all’esercito; sono dovute al fisco anche le proprietà private se vi si fosse compiuto qualche atto di culto; si proibisce anche il culto domestico; e da ultimo, come compendio di tutte le misure anteriori, Teodosio II dispone che tutti
i magistrati distruggano, se ancora ne rimangono, templi e santuari e purifichino i luoghi mettendovi
l’emblema cristiano della croce; chi non ottempera a tale legge sia punito con la morte.
Era la proscrizione totale del paganesimo. A tutte queste leggi, i pagani reagirono in vario modo; in principio con la violenza, ma poco a poco, vedendo che “i cristianissimi imperatori” erano decisi ad utilizzare i templi da cui avevano tolto i segni della superstizione, gli stessi pagani si rassegnarono all’evidenza e fecero di tutto per salvare le statue degli dei. Teodosio II nel novembre del 435 comanda che, se c’è ancora un solo tempio rurale non distrutto, sia trasformato in chiesa cristiana.

http://www.santamelania.it/arte_fede/valenti/cap-4.pdf

Grazie per la rettifica Sun!