Rispondi a: Crisi economica mondiale

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Pyriel
Bloccato

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Quanto durera' la crisi economica?

Da due anni a questa parte il gruppo Europe2020 ha messo a segno previsioni socioeconomiche molto accurate, il che gli ha conferito grande credibilità. Hanno la sfera magica? O semplicemente guardano negli occhi i nudi fatti e ne traggono le inevitabili conclusioni, invece di leggere i giornali allineati? Gli uomini del gruppo Europe2020, intorno al 15 di ogni mese, pubblicano uno dei migliori report di geopolitica del mondo.

Fu Europe2020 a prevedere con largo anticipo le convergenti crisi sociali, politiche, monetarie, economiche e finanziarie che sarebbero esplose nel settembre 2008, più tutto un rosario di avvenimenti che oggi non si possono che constatare.

Il testo che segue è stato elaborato da Felice Capretta (http://informazionescorretta.blogspot.com).

Suggeriamo di leggere questa traduzione del report di marzo 2008. Alcune citazioni dai titoli di quel report: “Crisi sistemica. Dopo l'estate 2008 la crisi mondiale diventerà più acuta. Non esistono paralleli storici con altre crisi precedenti. Questa sarà molto più grave.

Il crollo delle borse: lo sprofondamento dell'economia reale negli USA da qui alla fine dell'estate 2008 trascinerà tutte le borse mondiali in una spirale infernale. Per “Europe 2020″ è verso un ribasso medio del 50% rispetto al 2007 che si orienta l'insieme delle borse mondiali (compresi i paesi emergenti).” Sembra di leggere i giornali di oggi. Datato marzo 2008, è stato scritto nel febbraio 2008. Questi signori vedono lontano.

La crisi globale arriverà ad un nuovo punto critico nel Marzo del 2009, simile al Settembre 2008. A quel punto sarà chiaro anche al grande pubblico il fatto che esistono tre principali processi destabilizzanti, che sono

1. Durata della crisi

2. Esplosione della disoccupazione a livello mondiale

3. Il rischio del crollo improvviso dei sistemi pensionistici basati sulla finanza

Contribuirà al raggiungimento di questo punto critico un’ampia gamma di fattori psicologici:

* la consapevolezza generalizzata in Europa, America ed Asia che la crisi è fuori controllo di qualsiasi istituzione pubblica, nazionale ed internazionale;

* il fatto che la crisi colpisce direttamente centinaia di milioni di persone nel mondo “industrializzato”;

* il fatto che la crisi puo’ solo peggiorare mentre le sue conseguenze si abbattono sull’economia reale.

I governi e le istituzioni nazionali hanno solo 3 mesi di tempo per prepararsi al prossimo colpo, che potrebbe portare con sè concreti rischi di disordine sociale. Le nazioni che non sono pronte a fronteggiare un picco di disoccupazione e gravi rischi sulle pensioni saranno gravemente destabilizzate da questa nuova coscienza nel grande pubblico.

1. La crisi durerà almeno fino alla fine del 2010

La crisi non finirà nella primavera del 2009, nemmeno nell’estate del 2009, e neppure all’inizio del 2010. Solo verso la fine del 2010 la situazione inizierà a stabilizzarsi e migliorare leggermente in alcune aree del mondo, come Asia, Eurozona e nelle nazioni produttrici di energia, minerali e risorse alimentari. Al di fuori di queste nazioni, la crisi continuerà, in particolare in USA e UK, ed in tutte le nazioni che dipendono dalla loro economia, dove la durata potrebbe arrivare ad un decennio. Queste nazioni non dovrebbero aspettarsi alcuna ripresa alla crescita prima del 2018.

Il grande pubblico diventerà gradualmente più consapevole degli elementi di lungo periodo della crisi nei prossimi 3 mesi e la situazione immediatamente attiverà due tendenze che portano con sè instabilità socio-economica: paura del futuro ed inasprimento della sfiducia nei leader.

La crisi sistemica globale entrerà nel quarto trimestre del 2009 nella quinta fase: la fase del dissesto geopolitico globale.

Questa nuova fase della crisi sarà determinata da due principali processi strategici

* La scomparsa della base finanziaria (dollaro + debito) in tutto il mondo

* La frammentazione degli interessi dei principali blocchi e dei principali attori globali

Questi due processi avranno come conseguenza strategica due concatenazioni parallele di eventi (che probabilmente si svilupperanno in momenti separati piuttosto che simultaneamente):

1. Rapida disintegrazione degli attuali sistemi internazionali

2. Dissesto strategico dei principali protagonisti globali

Due sequenze parallele nella fase del dissesto geopolitico globale

I due processi che entreranno in gioco nella quinta fase della crisi sistemica globale genereranno due sequenze di eventi principali, parallele ma non necessariamente sincronizzate.

La prima, che inizierà alla fine del 2009, consiste in una serie di eventi che risulteranno nella rapida disintegrazione dell’attuale sistema internazionale, che per lo più riguarderanno il crollo o la marginalizzazione dei principali organismi internazionali e di tutti i principali centri nevralgici del sistema monetario e finanziario.

La seconda sequenza corrisponde al processo di disgregazione strategica dei principali protagonisti della scena globale, come USA e Unione Europea.

1 – Rapida disintegrazione degli attuali sistemi internazionali

Il rapido ritorno del protezionismo, la crescente perdita di peso del Fondo Monetario Internazionale ed il crollo del commercio internazionale sono indicatori molto precisi. Per il momento, comunque, l’architettura generale e la (almeno apparente) buona fede dei principali protagonisti sono intatte. Visto che nessun passo viene intrapreso per ricostruire un nuovo sistema internazionale prima dell’estate 2009, queste ultime due componenti scompariranno e la disgregazione dell’intero sistema internazionale sara’ al punto di non ritorno.

La marginalizzazione delle organizzazioni internazionali: ONU, WTO, OSCE, FMI, G7, G20

L’ONU è stata completamente travolta dagli eventi. Ne’ il consiglio di sicurezza nè le agenzie specializzate sembrano avere la minima influenza sul corso degli eventi. Il WTO, come detto in precedenza, deriva la sua autorità dal fatto che i suoi principali membri si accordano sull’osservarne regole e decisioni. USA, Cina, ed Unione Europea sembrano ormai propendere per il “si salvi chi puo’” nell’approccio al commercio globale attualmente in caduta libera. L’OSCE non è equipaggiato in alcun modo per essere altro che un club che offre qualche vago suggerimento. Il FMI, il cui indebolimento è stato anticipato da LEAP / E2020 più di 2 anni fa, è anch’esso in una posizione in cui non ha impatto sulla crisi. Al massimo puo’ fornire aiuti di emergenza agli stati sul punto di crollare. Nonostante questo, comunque, il sensibile aumento di stati a rischio default, con le rispettive richieste di elemosina, solleveranno presto una questione di disponibilità. Solo il Giappone, per ora, ha risposto in modo favorevole alla richiesta di fondi del Fondo Monetario Internazionale ed ha offerto 100 miliardi di dollari Il G7 non è mai stato altro che un gruppo d’elite che raccoglie le principali economie intorno agli USA, per dare la vaga idea di un mondo gestito in comune. Il G7 non ha mai fatto altro che fare l’eco delle parole di Washington. Oggi si puo’ spassionatamente considerare che la sua utilità è prossima a zero. Infine, il G20, ultimo nato di una lunga serie. Il suo interesse è di associare un gruppo di potenze emergenti alle vecchie potenze del ventesimo secolo. Finora, questo è stato il suo unico merito: il suo primo summit tenutosi a Washington nel Novembre 2008 è drammaticamente fallito senza raggiungere una conclusione per fronteggiare la crisi. La sua principale debolezza sta nel fatto che è essenzialmente dominato da leader che appratengono al mondo che sta per crollare.

La caduta dei centri nevralgici del sistema finanziario e monetario

Il sistema che sta attualmente corllando è basato sul potere di un insieme di nodi strategici, attentamente controllati dalle potenze preminenti (in primis, naturalmente, gli USA). La crisi globale sta provocando la caduta di questi nodi strategici come Wall Street, la City di Londra, il centro finanziario di Tokio, così come i centri secondari di Hong Kong, Singapore e Dubai.

Riguardo il sistema monetario globale, la situazione è molto simile: circa il 70% degli scambi di moneta hanno luogo in tre centri finanziari:

* Londra

* New York

* Tokio

Tutti e tre appartengono alla sfera di influenza del dollaro e hanno leader strettamente legati a Washington, il che assicura che l’interpretazione degli eventi e dei movimenti monetari resta la stessa.

Il crollo dell’economia inglese e del suo centro finanziario minaccia il ruolo di Londra.

Sono americane o inglesi 8 banche delle 10 più grandi per scambio di valute che sono scomparse dal panorama economico, come Lehman Brothers, o che sono a un passo dalla bancarotta o dalla nazionalizzazione, come Citigroup o Royal Bank of Scotland.

2) Dissesto strategico dei principali protagonisti globali

Il dissesto strategico colpira’ un gruppo di grandi protagonisti globali, come USA, Cina, Russia e l’Unione Europea. Le stesse forze disgregatrici si applicheranno alle entità politiche più grandi e più dipendenti dalla base finanziaria dell’attuale sistema: dollaro + debito.

Questo per tre fattori, 3 forze disgregatrici:

Le differenze economiche, sociali e finanziarie tra le regioni ed i gruppi sociali sono più consistenti in una entità politica di grandi dimensioni piuttosto che in una piccola nazione. La centralizzazione del potere (e quindi la comprensione della crisi e la capacità di reazione) non si adatta bene ad una crisi che impatta entità di larghe dimensioni. Il modello “taglia unica” non funziona. Il fondamento sulla base dollaro+debito… questo è un fattore particolarmente ovvio.

USA

Il processo di dissesto geopolitico inizierà nella fine del 2009 sarà il più puntuale, visto che che è uno dei quattro argomenti affrontati in un report presentato al Pentagono nel dicembre 2008.

Nathean Freier, dell’istituto di studi strategici, descrive il rischio di disgregazione del territorio americano e dei suoi confini sotto l’impatto della crisi. Se prendiamo in considearzione i tre fattori sopra, è evidente che gli Stati Uniti sono nel cuore della Tempesta Perfetta:

* Gli USA dipendono più degli altri dalla base dollaro+debito

* Il tessuto economico-sociale contiene tensioni sociali ed etniche enormi.

* Gli interessi delle diverse regioni divergeranno ulteriormente con l’intensificarsi della crisi: la California, quasi in bancarotta, non ha niente in comune con gli stati che stanno fronteggiando il crollo dell’industria automobilistica, che non hanno niente in comune con la Florida, con i problemi del Texas, di New York ….

Il solo potere che negli USA si puo’ innalzare sopra il processo democratico è la macchina militare. Infatti è piuttosto sorprendente che la nuova amministrazione americana non abbia cambiato nessuna testa nell’apparato della Difesa, ben sapendo che una motivazione importante per gli elettori di Obama era il rovesciamento della strategia militare di Bush. I politici cambiano, ma i militari ed i leader restano. Forse questo è il segno che l’esercito sarà presto l’ultima istanza posta a salvaguardare l’integrità territoriale della nazione. Questo è esattamente cio’ che suggerisce il report di Friere. Dal momento che i politici sono incapaci di immaginare la disgregazione della loro nazione, spetta ai militari prepararsi all’evenienza. Secondo Europe2020, non c’e’ bisogno di discutere le conseguenze di tale evoluzione: sarebbe chiaramente la fine del sistema strategico occidentale, finora interamente centrato sugli Stati Uniti.

L’Unione Europea

Non c’e’ giorno che i media inglesi o americani non profetizzino l’imminente crollo dell’Unione Europea o dell’Euro, cadute vittime della crisi. Le banche europee sarebbero più esposte delle oro controparti americane per centinaia di miliardi di asset tossici, in particolare nell’Est. Questa affermazione è tipica di chi non ha ancora compreso la natura di questa crisi. Anche se fosse vero in termini di esposizione (cosa ancora lontana dall’essere provata, tranne che per le banche austriache), bisogna comprendere che oggi non c’e’ niente di più tossico di un asset finanziario americano.

Consideriamo i tre principali fattori di dissesto geopolitico:

L’europa dipende molto meno degli USA dalla base dollaro+debito, tranne UK. La modalità operativa dell’Unione Europea è molto più policentrica, e meno centralizzata, degli USA. Gli stati membri hanno ampi margini di manovra, anche se la Commissione fornisce una cornice monetaria coerente. La Germania, peso massimo dell’Eurozona e dell’Unione, farà tutto il possibile per assicurarsi che Unione Europea ed Eurozona rimangano un mercato privilegiato per le sue industrie, specialmente ora che i mercati globali stanno chiudendo o crollando.

In conclusione, se aggiungiamo a questo l’impatto di questa fase di dissesto a Russia e Cina, diventera’ interessante vedere se questa crisi sistemica globale favorirà nuove integrazioni regionali come l’Unione Europea o il vecchio modello imperialista di USA, Russia e Cina.

La crisi sistemica globale sarà un’altra versione della serie di crisi che hanno provocato il crollo di un impero dopo l’altro… un semplice adattamento al contesto economico del nuovo secolo.

[color=#cc0000]Ora le conclusioni con i suggerimenti del gruppo Europe2020.[/color]

Specifichiamo che questa è la visione del gruppo Europe2020, di cui non necessariamente condividiamo ogni affermazione. Riteniamo però corretto completare il quadro da loro fornito per le vostre opportune valutazioni.

Prepararsi alla fase di dissesto geopolitico

La quinta fase della crisi sistemica globale colpirà nazioni e regioni della stessa nazione in modo diverso. In ogni caso, è possibile dare una serie di raccomandazioni per evitare di restare intrappolati nel processo del dissesto geopolitico nella vostra regione o nazione. Per questo è importante definire tre principali fattori che determineranno la gravità della disgregazione sociale, politica ed economica nella vostra area.

Secondo LEAP/Europe2020, i tre fattori sono:

1. il grado di pericolo fisico causato dalla disgregazione geopolitica nella vostra area

2. il grado di dipendenza dalle forniture esterne della vostra regione / comune

3. la stima della durata della potenziale scomparsa dei principali servizi pubblici e/o privati

1. il grado di pericolo fisico causato dalla disgregazione geopolitica nella vostra area

Se le armi da fuoco sono di libera circolazione nella vostra nazione (tra le principali, solo gli USA sono in questa condizione), il modo migliore per reagire al dissesto geopolitico è lasciare la vostra regione se potete e trasferirvi in un’area che comporti minore pericolo fisico. Il processo comporterà una serie di interruzioni di servizi (cibo, acqua, sanità,…) che probabilmente alimenteranno scontri letali in caso di presenza di armi da fuoco. Se le armi da fuoco non circolano in massa, il pericolo fisico diretto dovrebbe essere marginale.

2 il grado di dipendenza dalle forniture esterne della vostra regione / comune

Se la vostra regione dipende fortemente dalle forniture esterne di energia, acqua, cibo, … è essenziale accaparrare beni (NDFC: vi ricordiamo che questa è l’indicazione di LEAP/E2020 e non rilfette necessariamente il nostro punto di vista) o considerare di trasferirsi in una area meno dipendente.

3. la stima della durata della potenziale discontinuita' dei principali servizi pubblici e/o privati

In molte regioni o nazioni, le interruzioni dei servizi saranno solo temporanee – questione di pochi giorni o settimane. Con adeguata preparazione ed il sostegno della famiglia o dei vicini, questo periodo sarà superato facilmente.

In ambito finanziario, l’avvio della quinta fase (NDFC: prevista per la fine del 2009) della crisi sistemica globale sarà caratterizzato non solo dal crollo del dollaro e delle sue monete collegate, ma anche dalla sfiducia nella moneta cartacea (valuta fiduciaria) in generale. Quindi se vivete nell’area Euro, Yen o Yuan, dovreste avere almeno il 30% dei vostri beni in metalli preziosi o qualsiasi altra risorsa non monetaria di facile scambio. Molto importante: non lasciate queste risorse nelle banche, visto che sono esattamente le organizzazioni che più probabilmente chiuderanno durante il processo di disgregazione strategica. Le aziende dovrebbero tenere una grande quantità di denaro fuori dalle banche, sufficiente almeno a pagare gli stipendi nel caso in cui il sistema bancario chiuda.

Infine, dovreste evitare tutti gli strumenti finanaziari che vi offre la vostra banca. Non solo potrebbero essere congelati in caso di dissesto geopolitico, ma dei continui ribassi di tasso di interesse faranno le spese i risparmiatori.

State liquidi più possibile per essere pronti a spostarvi velocemente in caso di necessità.

Si chiude qui il GEAB Report numero 32 sul dissesto geopolitico globale.
http://www.criticamente.it/News-article-sid-4128-topic-6.html
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Deg!… Hai sritto un vero poema! Però, Felice Capretta… non è poi male come stemma mondiale.

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