Rispondi a: Crisi economica mondiale

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sev7n
Partecipante

…mi ricordavo, l'anno scorso, di aver letto quest'articolo e di aver sorriso…

Il rossetto come simbolo della crisi economica

pubblicato: martedì 18 novembre 2008 da Beherenow in: Società

Il signor Leonard Lauder, proprietario di un’importante casa produttrice di cosmetici, è fondatore di una teoria economica molto interessante. Questa tesi è nota con il nome di “Leading Lipstick Indicator” e si basa sul concetto che, nei periodi di crisi economica, le vendite dei rossetti aumentano. Sembra proprio che le donne, in particolare, non potendo spendere e spandere il loro patrimonio, a causa dei tempi incerti, si “accontentano” di acquistare degli oggetti meno cari. Il rossetto è considerato un punto di riferimento economico proprio perché è l’oggetto meno costoso che appaga e gratifica una donna.

Questa teoria si è dimostrata efficace dopo l’11 settembre e sembra proprio che sia valida anche in questo periodo, tanto che le vendite di rossetto sono aumentate del 40%. Questo è un segno negativo per l’economia ma positivo per le case produttrici di cosmetici.

Certo queste tesi sono del tutto rispettabili, ma sono convinta che in un periodo di incertezza, in particolare economica, quello che ci potrebbe gratificare è sempre un buon pezzo di cioccolato per sentirsi meglio.

http://www.pinkblog.it/post/2784/il-rossetto-come-simbolo-della-crisi-economica/1

…poi oggi sul corriere ho trovato quest'articolo….

La bellezza non conosce crisi:
successo di creme e fondo tinta
Le azioni di L'Oreal salite del 10%. «A un rossetto non si rinuncia»

ROMA – Rinunciare a tutto, ma non alla bellezza. Una crema idratante non allunga la vita, ma evidentemente aiuta a vivere. Soprattutto in tempi difficili come questi. La crisi che attanaglia la Gran Bretagna, come ogni altro Paese, induce la gente a mille sacrifici. Ma c'è una cosa cui nessuno – le donne in primo luogo – intende rinunciare: i prodotti di bellezza. Lo scrive la stampa britannica sottolineando come il settore non avverta minimamente la recessione.

IL SUCCESSO DELLE AZIENDE DEL SETTORE – L'Oreal, la compagnia francese leader nel settore dei cosmetici e che controlla tra l'altro marchi come Lancome e Garnier, ha annunciato profitti maggiori di quanto ci si aspettasse: 1,37 miliardi di euro nel primo semestre dell'anno, con le azioni schizzate in alto del 10%. Il numero uno britannico dei cosmetici, Boots, è sulla stessa lunghezza d'onda. Il Guardian riporta le parole del direttore commerciale della società, Peter Baimbridge: «I consumatori stanno cercando cose che costino poco e che li facciano sentire bene. Piccole cose come un rossetto possono fare la differenza nella giornata di molte persone». Il mercato tira malgrado la recessione. Un esperto interpellato dal giornale spiega: «La crisi economica non produce cambiamenti nella insicurezza della gente circa il suo look… Si può rinunciare a fare lunghe vacanze o all'auto nuova, ma qualche cosmetico è solo una piccola rottura allo schema di economia».

IL SUCCESSO DEI FONDO TINTA – Già si sospettava che alla bellezza non si rinuncia. Ma all'Oreal si è andati in profondità e si è scoperto che l'indice del rossetto non è determinante. Conta semmai il “fattore fondo tinta, cresciuto del 15% in tempi di crisi”. Se i soldi sono pochi insomma, meglio una pelle perfetta, dalle tonalità giuste, che labbra vistose. Anche coi capelli però non si scherza. Alla famiglia si può comprare un bagno schiuma da poco, ma per i propri capelli ragazze e signore vogliono shampoo di alta qualità, magari da nascondere agli altri.

http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_29/crisi_prodotti_bellezza_b25a3a92-9489-11de-aa5b-00144f02aabc.shtml

…evidentemente…