Rispondi a: Riscaldamento Globale

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sephir
Partecipante

Diciamo che ci sono molti interessi nel perseverare in questa visione, a partire dai crediti di carbonio, loschissimo e immenso giro di milioni di dollari/euro:

http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1772

BONN, 20 giugno 2011 (IPS) – Dopo quasi 20 anni, da quando nacque l’idea di pagare per inquinare il clima mediante l’acquisto di crediti negoziabili, il mercato del carbonio non funziona per ridurre il riscaldamento globale, ed è oggetto di frodi e altri crimini finanziari.

http://gogreen.virgilio.it/b2b/news/crediti-carbonio-co2-guadagni-pagano-cittadini.html

Dopo la pubblicazione del report di Legambiente: “Il mercato del carbonio e le imprese italiane, un’opportunità sprecata” sorgono alcuni dubbi sulle gestione dei crediti di carbonio e su come l’Italia si sia organizzata per sfruttare al meglio le potenzialità della green economy.

Difficile spiegare tutte le controversie nate in grembo al meccanismo del mercato dei crediti, ma un tentativo è doveroso.

L’Europa ha stabilito, tramite la direttiva ETS (emission trading scheme) le regole del mercato europeo del carbonio, che poi sono state recepite dai singoli paesi membri, per esempio l’Italia ha recepito il tutto con il piano nazionale di assegnazione (pna 2008-2012) attribuendo a ciascuna azienda interessata dei limiti di emissioni.

Se un’azienda inquina meno rispetto al suo limite, avanza delle quote di CO2 che può rivendere nel mercato dei crediti, se invece inquina di più, deve acquistare crediti extra da chi è stato più virtuoso, oppure compensare le emissioni in progetti dedicati.

Nel 2009, in seguito alla crisi economica e alla riduzione della produzione, le emissioni di molte aziende italiane sono calate ben al di sotto delle soglie limite, tanto da far accumulare un disavanzo di crediti di CO2 che, se venduti nel mercato europeo, potrebbero totalizzare una somma di circa 200 milioni di euro.

La stessa Enel, per esempio, che da sola emette un decimo di quanto emette l’intera Italia, nel 2009 ha prodotto 33,8 milioni di tonnellate di CO2, a fronte di una possibilità legale di 37,5 Mt. Ha quindi avanzato 3,7 Mt di CO2 che potrebbe rivendere, totalizzando un guadagno di circa 44 milioni di euro.

Sembra dunque ingiustificata la preoccupazione che il Governo italiano ha dimostrato nei confronti del meccanismo ETS, a tal punto da introdurre un rimborso per le aziende italiane che hanno sostenuto spese di adeguamento ai limiti della direttiva. Aiuto finanziario che viene costituito attraverso i contributi dei cittadini italiani.

Se le aziende entrassero a pieno regime nel clima europeo, diminuendo le emissioni e vendendo i crediti in eccesso, non avrebbero bisogno di alcun sostegno, anzi, i contribuenti italiani potrebbero dirottare i propri fondi altrove.

Pensate infatti che tra le società italiane più inquinanti, solo 3 dovrebbero effettivamente pagare milioni di euro a causa della CO2 emessa in eccesso (il resto delle aziende invece guadagna grazie al meccanismo ETS).

Queste uniche 3 aziende, che non hanno saputo, o potuto, diminuire l’inquinamento dei propri stabilimenti, non pagheranno comunque di tasca loro, perché beneficiano del CIP6, che prevede di riversare nella bolletta degli italiani gli extra-costi di Kyoto.

Qualcosa nel sistema sembra poco lineare: da una parte vale il meccanismo ETS, ossia per il guadagno delle aziende ottenuto dalla vendita di CO2 in eccesso, dall’altra, quando le aziende falliscono e inquinano troppo, gli sbagli vengono coperti dai cittadini.

Ma se il guadagno che arriva dalle quote di CO2 non viene investito a favore della comunità, il dubbio è come mai i cittadini debbano pagare di tasca loro le inadempienze di altri.

Oppure come ho letto su nexus da poco, si sta da decenni puntando ad un futuro verde tecnocratico dove anche l'energia alternativa diventerà un sistema capillare di controllo

http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/07/smart-grid-rete-elettrica-intelligente/

40 milioni di contatori intelligenti e 3000 chilometri di linee di trasmissione, a questo sta puntando gli USA con Obama. Ciò significa che il 2009 potrebbe essere l’anno giusto per iniziare finalmente a dare reale attenzione alla Power Grid 2.0, la famosa Smart Grid in grado di dare una svolta alla rete elettrica realizzata negli anni ’60 e ’70 trasformandola in una moderna rete che utilizza microprocessori e software per lavorare in modo efficiente e attingere a fonti rinnovabili per la distribuzione di energia.[…]

Abbiamo bisogno di una Smart Grid perché, aumentando la popolazione, cresce anche la domanda di elettricità, ma abbiamo anche bisogno di ridurre il nostro consumo di energia elettrica per la lotta contro il riscaldamento globale. Smart Grid significa soprattutto efficienza energetica. Il mondo consuma 14 terawatts di energia ogni giorno. Fra 50 anni avremo bisogno di 28 terawatts. Dove troveremo gli altri 14? Dovremmo attivare un nuovo impianto da 1.000 megawatt di potenza al giorno, poi un altro il giorno successivo e così via per i prossimi 40 anni, in questo modo otterremo gli altri 14 terawatts che ci mancano. […]

Secondo alcuni rapporti, gli enti erogatori di energia dovranno aggiungere un aggregato di circa 40 gigawatt di energia pulita entro il 2030 e, per fornire tutta questa energia ai propri clienti, dovranno attuare un investimento complessivo di più di $ 2 trilioni in reti di trasmissione e distribuzione. E con questo si tratta solo di energia pulita addizionale- serviranno anche investimenti in software, hardware e reti wireless per consentire l’alimentazione della rete intelligente Smart Grid in modo da gestire tutte le capacità supplementari.

La Smart Grid può costare ovunque da $ 100 a $ 300 al metro a seconda della sofisticazione del contatore. Così 40 milioni di contatori intelligenti installati potrebbero costare un minimo di $ 4 miliardi. Storicamente si calcola che l’investimento nella tecnologia della Smart Grid è stato minimo, ma i capitalisti hanno recentemente iniziato ad investire sempre più denaro nel settore. Secondo il Cleantech Group l’avvio alla creazione della Smart Grid ha portato ad un record di investimenti per $ 202 milioni nel terzo trimestre del 2008

La co2 da tempo mi sembra una bella palla con cui si gioca ognuno per i propri interessi.