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brig.zero
brig.zero
Partecipante

Pallante, l'inceneritore e il Teleriscaldamento :yesss:

Il Comitato Rifiuti Zero accoglie con entusiasmo la svolta ecologista
che sta avvenendo in Regione. Dopo il cambio di rotta
sull'inceneritore, il presidente Augusto Rollandin ha dichiarato, in
occasione della fiera di Rigenergia, di “voler trasformare la Valle in
un laboratorio alpino sulle fonti rinnovabili e sul risparmio
energetico, in grado di sviluppare un modello esportabile e
applicabile in altre realtà simili alla nostra”.
E' esattamente ciò che propongono da tempo il CRZ sul versante dei
Rifiuti e Legambiente per quanto riguarda l'energia.
Rimangono però ancora due grosse incognite di cui poco si sta
parlando: la destinazione finale del rifiuto dopo il Pre-trattamento
(ci auguriamo a freddo e non attraverso una tecnologia di dubbia
efficacia qual'è il Thor) e contestualmente la costruzione di un
Impianto di Teleriscaldamento per la città di Aosta.
Il CRZ ha invitato Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la
Decrescita Felice e esperto in tecnologie energetiche, con il quale si
è discusso di questi problemi. Pallante ha illustrato il perchè in un
mondo finito, con risorse finite, recuperare materia (soprattutto se
non rinnovabile) è sempre più conveniente rispetto a bruciarla per
ottenere energia. In quest'ottica il buon senso consiste nel ridurre i
rifiuti alla base, aumentare la raccolta differenziata, fare il
compost sulla parte umida (sia compostaggio domestico che con la
raccolta capillare nei cassonetti in città, la quale presuppone la
costruzione di un centro di compostaggio). Il residuo potrebbe essere
poi pre-trattato con un Trattamento Meccanico Biologico con produzione
di un residuo biostabilizzato e biogas da una parte e di una frazione
secca dall'altra. Questa frazione secca, essendo molto piccola, invece
di farne del CDR-Q e bruciarlo in centro città, potrebbe essere
tranquillamente portata fuori regione così com'è. Questo, siccome ha
dei costi (minori che fare CDR e poi venderlo), incentiverebbe ancor
più la regione a diminuire i rifiuti alla base ed aumentare la
raccolta differenziata.
Inoltre Pallante cita un'alternativa virtuosa che si sta sperimentando
al centro riciclo Vedelago. In pochi anni si è arrivati al'85% di
raccolta differenziata e sul 15% residuo si sta sperimentando un
ulteriore selezione che, recuperando le plastiche ed altre frazioni,
arriva ad avere un residuo finale di circa del 5%, insomma verso
rifiuti zero! Questo tipo di tecnologia potrebbe essere già
utilizzata, ad oggi, sulla raccolta differenziata per recuperare
tutte quelle plastiche che altrimenti andrebbero ad incenerimento( es.
piatti di plastica etc.)
L'impianto di teleriscaldamento non rappresenta poi la migliore
soluzione per diminuire gli impatti ambientali e i costi del
riscaldamento invernale. Solo una quota (circa il 20%) del calore
verrebbe dalla Cogne, una quota ancor minore da biomasse (cippato),
mentre la maggior parte verrebbe dal metano (proveniente per lo più
dal Russia e soggetto alle fluttuazioni di prezzo che conosciamo).
Questi impianti, sottolinea Maurizio Pallante, oltre a disperdere
calore attraverso le lunghe tubature, remano contro al risparmio
energetico. Le nostre case consumano più fonti fossili che le nostre
automobili e sono perlopiù costruite male. In Italia una casa consuma
mediamente 20 litri di gasolio al metro quadro. In Germania 7 litri e
non si possono costruire delle nuove case che consumino più di 7 litri
al metro quadro. Se noi costruissimo (o ristrutturassimo) case da 7
litri invece che da 20 risparmieremmo 13 litri di gasolio. Il Pil
diminuirebbe, noi staremmo egualmente al caldo e ci sarebbe meno CO2
in atmosfera: La decrescita felice! Se noi costruiamo un grosso
impianto di Teleriscaldamento facciamo dei contratti in base al
consumo attuale ed entriamo in una logica che scoraggia poi gli utenti
a ristrutturare le loro abitazioni per renderle più efficienti dal
punto di vista energetico. Inoltre gli stessi impianti, gestiti
probabilmente da privati e incentivati dai cosiddetti certificati
bianchi, finirebbero per funzionare tutto l'anno per produrre energia
elettrica (inquinando) che già abbiamo in quantità qui in Valle già .
Il razionale sarebbe invece investire sulla ristrutturazione degli
edifici e promuovere l'utilizzo di caldaie a micro-cogenerazione
diffusa, le quali hanno dei rendimenti altissimi e consentono di
produrre insieme al calore energia elettrica per 10 appartamenti.
Queste tecnologie inoltre si pagano da sé, perchè consentono dei
risparmi energetici che da soli con nel tempo ripagano i costi di
investimento.
Siccome siamo in pieno periodo elettorale ci auspichiamo che la svolta
sull'inceneritore e la fiera di Rigenergia non rimangano dei piccoli
spot pre-elettorali, ma che la Regione intenda continuare sulla
virtuosa strada che ha imboccato,chiarendo e discutendo con la
popolazione le incognite che ancora rimangono su alcuni progetti.
Altrimenti rischiamo davvero di fare un passo avanti e due indietro.
Il comitato Rifiuti zero VdA
:bay:


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