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#7360

Anonimo

Ho finito in questi giorni di leggere “Oltre il cielo” di Maurizio Cavallo.
Ecco come il clariano Dhusha spiega le formazioni cerealicole:
“Quanto stai vedendo sono solo gli effetti visibili di un complesso e delicatissimo processo di trasferimento ed innesto biologico, applicato sul genoma dei vegetali trattati al fine di modificarne il corredo cromosomico. I vortici di plasma creati dall'azione induttiva, provocata da trasmettitori olografici sistemati a bordo dei nostri velivoli predisposti allo scopo, realizzano, per risonanza sul terreno, le figure geometriche visibili sulla superficie del vostro mondo, che altro non sono se la raffigurazione archetipa dei singoli geni. Attraverso questi proiettori a campi di forza unificata – e m'indicò i congegni a forma di campana – l'acido desossiribonucleico portatore dell'informazione genetica viene sintetizzato, ricodificato ed infine proiettato per ologrammi nella geometria portante, ovvero nella rinnovata disposizione o configurazione spaziale degli elementi primari.
In altre parole, stiamo operando una mutazione sugli schemi base della vita, in questo caso nell'ambito botanico; ma quasi nello stasso modo, altri nostri operatori stanno procedendo già da lungo tempo a codificare ed inserire le nuove architetture genetiche anche nella sfera animale.”
Continua Dhusha “Dunque il nostro intervento è teso a conservare la flora e la fauna tuttora esistente sul pianeta Terra, elevando nei rispettivi DNA le proprietà di immediato adattamento alle nuove condizioni del dinamismo terrestre. Le nuove geometrie biologiche – ora latenti – attivate al momento opportuno, consentiranno la sopravvivenza delle specie trattate tramite la loro repentina mutazione ed adeguamento molecolare.
Si avranno così nuovi agglomerati atomici adattati alla nuova sfera d'esistenza.”

Quindi i crops non sono messaggi rivolti a noi, ma informazioni per il DNA.