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deg
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A proposito di creatività, l'articolo postato da Quantico sul libro di John lily, che sperimentò la cosiddetta”deprivazione sensoriale” (ved. film: “Stati di allucinazione”) “il centro del ciclone”, mi pare interessante, programmazione, deprogrammazione…..

“…L'uomo come bio-computer
.
La sua idea-metafora è che ogni essere umano è programmato e condizionato da fattori di tutti i tipi (questo non è una novità) e per questo egli lo chiama “il bio-computer umano”.

É come se nei teneri anni della nostra formazione, per diventare adulti ci fossimo riforniti di un certo numero (piuttosto limitato, 5 o 6 al massimo) di programmi software da usare nella vita.

Lilly dice che siamo tutti schiavi dei nostri “loops”, modelli ripetitivi che abbiamo tendenza ad usare in modo sempre uguale; risposte e reazioni che abbiamo imparato ad usare per interagire con le situazioni della vita che ci si presentano. Essendo l'essere umano ordinariamente molto pigro, abbiamo sempre la tendenza ad usare in tutte le situazioni questo nostro limitato repertorio di “loops” che ci siamo programmati, anche quando le situazioni che si presentano sono completamente nuove e richiederebbero l'uso di qualche nuovo programma più adeguato.

Uno dei nostri problemi come viaggiatori nell'ignoto sta nel fatto che abbiamo tendenza a ripetere vecchi modelli di comportamento anche in presenza di situazioni in cui non si può mai sapere cosa ci aspetta o quale vantaggio potremmo trarre dall'agire in modo adeguato e non automatico.

Affrontare qualsiasi cambiamento, intraprendere viaggi nell'ignoto è una questione di disattivare in qualche modo qualche vecchio programma (de-programmare) per inserire qualche nuovo programma più nuovo, più versatile, più funzionale ecc. nel proprio bio-computer. Anche questo non è una novità ed è usato in molti campi, fra cui quello della psicologia. Quello che diventa interessante e non molto esplorato a livello di massa è come si possono usare alcuni semplici programmi per prepararsi ad affrontare un viaggio nell'ignoto, o senza scomodare dimensioni incommensurabili, come sia possibile migliorare la nostra efficienza anche qui nel settore umano….”

“…Gli esercizi mentali di Lilly possono prendere spunto dai più classici temi di meditazione orientale “Chi sono io?”, a cui Ramana Maharsi risponde: “Non sono colui che vede. Non sono colui che è visto”; ed a cui John Lilly risponde: “Io non sono il mio corpo, non sono il mio cervello, non sono la mia mente; non sono la mia opinione di me” per poi formulare la ri-programmazione come: “Il mio cervello è un enorme bio-computer. Io sono il se' metaprogrammatore in questo biocomputer. Il cervello è alloggiato nel corpo. La mente è il software del computer”…. ”

“…Allora, ricapitoliamo cosa dice il dottor John Lilly, in seguito ai suoi studi sull'intelligenza dei delfini, sugli stati di deprivazione sensoriale con l'aiuto della “vasca di galleggiamento” e sugli stati psichedelici:

L'uomo (e la donna) è un bio-computer sul quale girano 5 o 6 programmi che si sono installati nei primissimi anni di vita (Programmazione).

In base a questi programmi (vecchi “loops” ripetitivi) l'uomo risponde a tutti i tipi di stimoli che gli si presentano nel corso degli eventi, ed ha instaurato una serie di memorie che gli permettono di identificare ogni presente stimolo con un giudizio già codificato in una di queste memorie (es. “questo stimolo pare simile ad altri 798 precedenti che causavano dolore…”) ; automaticamente s'innesca una reazione standard di difesa, e l'uomo esce dalla zona pericolosa, dove avrebbe forse potuto ammirare qualcosa a lui ignoto …. (Error, Comando sconosciuto, il sistema non risponde…). (Funzionamento automatico dei programmi).

Per uscire da questo circolo automatico e vizioso, l'uomo desideroso di evolversi dalla meccanicità sceglie volontariamente di affrontare l'esplorazione di altri stati di coscienza a lui ignoti. Uno degli scopi di ciò sarebbe di acquisire la capacità di saper vedere oltre il suo limitato punto di vista individuale e di imparare ad assumere molteplici punti di vista, equivalenti, nel campo della sopravvivenza planetaria, a infinite chances in più per l'individuo di cavarsela in un mondo di esseri meccanici.

(Necessità/Bisogno/Voglia/… di cambiar programmi)

Un tale individuo impara a “viaggiare” servendosi di alcuni strumenti, o “fattori d'assistenza”, come (nel caso di quelli usati e proposti dal Dr. Lilly):

– la vasca di deprivazione sensoriale (un “fattore d'assistenza” per poter molto più facilmente riuscire a perdere l'identificazione con il proprio corpo);

– gli psichedelici (di cui sarete forse più esperti di me nel conoscere ciò che facilitano);

– una buona sequenza di esercizi psicofisici (Yoga, Bioenergetica, Tai Chi, Pranayama…) che mantengano la macchina umana più fluida per lo scorrimento di energie e più flessibile al cambiamento. (Il Dr. Lilly le chiama “Gym”);

– le “mentazioni”, specie di meditazioni in cui ci si ripete una o più frasi di vario tipo….”

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3186